Brexit: the deal! Ecco le novità per il food&beverage dal 1 gennaio del 2021

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Dopo nove mesi di negoziati il Regno Unito e l’UE hanno raggiunto un accordo sul filo di lana che disciplina ampie fasce di scambi bilaterali per un valore di oltre 650 miliardi di sterline.

L’accordo copre gli aspetti tecnici del commercio per settori chiave, dove il food ricopre un ruolo rilevante.

Uno dei nodi chiave e quello della regolamentazione dei trasporti delle merci: l’accordo ha riconosciuto la validità delle reciproche licenze e permessi ed ha incluso i diritti di transito completi, consentendo ai conducenti di attraversare più paesi per scaricare un carico. Ciò consentirà agli autocarri irlandesi di utilizzare il Regno Unito come un “ponte terrestre” per trasportare merci nell’UE.

Tuttavia, l’accordo limita i camionisti britannici a un unico drop-off e un unico pick-up quando si trovano in Europa, un significativo downgrade dall’appartenenza all’UE, in base al quale i conducenti potevano effettuare tre pick-up all’interno di un paese dell’UE prima di tornare a casa.

Nonostante la bontà dell’accordo questo limite è significativo soprattutto per le ottimizzazioni dei carichi, e non è assurdo pensare che si potrebbero verificare incrementi delle tariffe per i trasporti delle merci.

Food & Beverage

I dazi doganali per le merci sembrano scongiurati ma sembra certa una iniziale difficoltà di approvvigionamento, soprattutto nelle prime settimane del 2021 infatti la Commissione Europea ha dichiarato che l’UE avrebbe immediatamente implementato nuovi e severi controlli sui prodotti agroalimentari, senza alcun periodo di grazia.

In un articolo pubblicato di recente sul Financial Times Ian Wright, amministratore delegato della Food and Drink Federation, ha dichiarato: “Il caos di questa settimana a Dover e l’ultimo sussulto di questo accordo significano che ci sarà un’interruzione significativa delle forniture ed alcuni prezzi aumenteranno”.

Minette Batters, presidente della National Farmers ‘Union, ha affermato che sono necessari ulteriori colloqui tra il Regno Unito e l’Unione europea per evitare che i prodotti deperibili rimangano intrappolati nelle code ai confini.

Shane Brennan, amministratore delegato della Cold Chain Federation, ha affermato che gli accordi portano ad intendere che “la catena alimentare del Regno Unito sarà più lenta, più complessa e più costosa per mesi se non anni”.

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