Le imprese affiliate a Pam chiudono con ottimi bilanci il 2019. La sorpresa di Carrefour

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Obiettivo della presente pubblicazione è quello di verificare i profitti, derivanti dai ricavi e sottratti i relativi costi in tutte le loro incidenze, pubblicate nei bilanci delle società di capitali affiliate a Pam e Carrefour nell’anno fiscale 2019.

Nell’articolo della scorsa settimana si è messo in evidenza che gli affiliati al Gruppo Carrefour sono mediamente di dimensioni rilevanti, quasi doppie rispetto alle imprese degli affiliati di Pam, ma anche rispetto alle imprese affiliate alle aziende appartenenti a Conad e Selex. La scorsa settimana si è scritto anche dei rispettivi margini medi di queste imprese, ovvero il punto da cui poi, a scendere, inizia la catena dei costi.  

Fare retail significa saper vendere, quindi dare al consumatore finale un assortimento, offrendo il miglior assortimento idoneo ad una vasta platea, però se un modello economico non è sostenibile economicamente, è inutile verificare la bontà dei ricavi. Ecco perché la verifica dei costi è fondamentale, è l’altra faccia della bilancia del retailer. Osservare stupendi assortimenti, constatare code alle entrate dei negozi, alle casse, è sinonimo di successo solo se alla base di un modello esiste la sostenibilità economica.  

Alla lettura di questi dati ne deriverà un’altra interessante analisi: mettendo a confronto i due articoli dedicati a queste aziende, con quelli dedicati alle imprese legate a Selex e Conad, tutte focalizzate in un’offerta di tipo tradizionale con progetti realizzati da aziende impegnate su tutti i formati di vendita tradizionali (ipermercati, supermercati e superstore), e tutte loro con quelle realizzate sugli affiliati nei discount, si avrà un quadro molto preciso dei due modelli di business, e soprattutto del confronto nei profitti, il tutto dalla visuale dell’ultimo anello della filiera, il punto di vendita. 

Tutti questi studi sono stati effettuati grazie all’utilizzo della web app di Benchmark On Line presente sul nostro sito al bottone “Benchmark fornitori e GDO“, assieme alla Mappa della GDO, che contiene tutti i bilanci sia dei Gruppi della GDO che degli affiliati società di capitali.

Entriamo ora nel dettaglio: nella precedente pubblicazione ci eravamo soffermati ad analizzare la cosiddetta parte alta dei bilanci degli affiliati, ovvero i ricavi ed i conseguenti margini commerciali. Il margine commerciale per un retailer si traduce nella disponibilità finanziaria che rimane dopo aver pagato le merci.

Da questo momento in poi lo studio si sofferma sulla somma dei costi che si devono sostenere per il buon andamento del business sino ad arrivare a commentare i profitti messi tutti a confronto. 

La valutazione dei costi inizia con una voce amplia, dentro cui si trovano i costi per gli investimenti di marketing, logistici, energetici ed altri essenziali per il buon andamento del business (si legga qui una interessante relazione del dott. Di Napoli sui costi per servizi in GDO): le spese medie per servizi derivanti dai bilanci degli affiliati alle due aziende presentano un valore medio del

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Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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