Le strategie di Eurospin: i banchi freschi serviti e sviluppo prevalente nel centro-sud

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Eurospin corre veloce e lo ha fatto anche dentro il periodo epidemico: ha aperto negozi, rivoluzionato format, aperto mercati esteri e tutto con molta discrezione, affermando la sua leadership ancor più solidamente che in passato. Anche Lidl, Aldi ed MD aprono forsennatamente, ma le strategie di Eurospin non possono passare inosservate.

In un anno, il 2020, che ha obbligato tutti a sacrifici enormi il gruppo leader di mercato è riuscito ad aprire, sino ad ora, 20 punti di vendita nuovi in Italia, oltre a numerose riaperture realizzate, in concomitanza, allo scopo di adattare le strutture più obsolete al nuovo format. In aggiunta a tutto ciò, nel mese di Agosto, l’insegna ha aperto anche il mercato della Croazia, a Zara.

Rispetto ai competitor il gruppo ha deciso di puntare tutto sull’offerta freschi con i banchi serviti: i nuovi punti di vendita, quando le metrature permettono la massima espressione, l’offerta si estende dalla gastronomia, alla macelleria, al pane, per arrivare alla pescheria. Tutti banchi serviti come un vero e proprio supermercato. L’ortofrutta trova, anch’essa, sempre più spazio con un approfondimento dell’offerta di prodotti sfusi, così come dell’offerta a libero servizio.

La Gastronomia, alla stessa stregua di quella dei formati tradizionali, oltre ai salumi e formaggi, presenta anche un assortimento di prodotti di “pura gastronomia”, incluso i polli arrosto cotti dietro al banco.

Il reparto macelleria a banco servito presenta un assortimento davvero profondo, degno di un superstore tradizionale, così come la pescheria.

Un altro reparto che è molto profondo, rispetto alla concorrenza, è quello dei surgelati, i cui assortimenti sono davvero molto profondi.

L’azienda sta abbandonando con decisione il terreno dell’offerta discount, solo la totale mancanza di prodotti con brand delle grandi industrie la tiene ancorata a quella obsoleta dicitura, ma i nuovi negozi si presentano in tutto e per tutto come veri e propri supermercati.

E’ chiaro che la rivoluzione in atto sta portando a cambiamenti degli assetti aziendali: l’offerta dei freschi prevede costi differenti, il numero delle referenze sta lievitando con decisione, i costi strutturali di ogni apertura sono destinati a lievitare.

Le aziende del gruppo sono molto patrimonializzate, godono di bilanci eccellenti e questa condizione patrimoniale, unitamente alla reputazione del loro marchio sul consumatore finale, permette di realizzare investimenti ingenti senza correre troppi rischi sui ricavi messi a budget.

Si è scritto che nel 2020 le aperture realizzate sono state 20, di cui 2 di area 1 nell’hinterland milanese, 2 in area 2 nella provincia di Padova, poi il resto dello sviluppo è tutto rivolto al sud Italia: 7 punti vendita in area 3, di cui 2 in Sardegna, e ben 9 punti vendita in area 4, di cui uno in Sicilia.

 

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