Agrisicilia: dalle eccellenze di un territorio alla valorizzazione degli assortimenti per una store loyalty del consumatore

0

La categoria della prima colazione ha vissuto un periodo molto favorevole nei due mesi di confinamento ma, dopo il mese di luglio, con il ritorno alla “normalità”, i volumi delle vendite sono tornati ai soliti livelli, quindi stazionari e senza grandi incentivi.

Va considerato che questa estesa categoria sta anche vivendo una leggera diminuzione della pressione promozionale che non agevola i sell out.

All’interno di questo comparto di mercato, che spesso segue l’apertura del grocery, superata l’ortofrutta, si distinguono diverse categorie merceologiche, tra cui quella delle confetture che si inseriscono nell’offerta di prima colazione per affinità di uso ma, va chiarito, da diversi anni la categoria si è aperta a diverse interpretazioni: gli assortimenti comprendono le confetture “da prezzo”, ovvero quelle delle grandi marche spesso sotto pressione promozionale e dove anche la MDD impera, prodotti di buona qualità che caratterizzano il mainstream sulla fascia prezzo e per il tipo di offerta. Poi esiste una parte di categoria, quella che copre l’offerta premium, che abbraccia un pubblico decisamente differente e, allo stesso tempo, attraversa diametralmente diverse categorie merceologiche, dalla prima colazione al reparto formaggi di fronte ai banchi serviti.

Purtroppo anche il buyer fatica, talvolta, ad attribuire il giusto valore alla categoria anche a causa della poca conoscenza del prodotto. Al tempo stesso vi è chi, al contrario, ha saputo creare un solido valore aggiunto alla propria MDD attraverso la rigida selezione dei prodotti e dei produttori.

Viaggiator Goloso, ad esempio, ha chiarito dal principio la differenza tra mainstream e premium costruendo la parte alta dell’offerta con un prodotto eccellente, una marmellata di agrumi certificati dai consorzi DOP e IGP, ma anche confetture extra di frutta di Sicilia.

L’altro esempio è, invece rappresentato da aziende la cui MDD nel comparto confetture, è costruita con un un bellissimo vestito (brand premium) ignorando cosa, nel suo contenuto, è necessario per attribuire dignità a brand di fascia alta.

Ad esempio le certificazioni delle materie prime inserite nelle confetture di alta qualità sono essenziali per dare una svolta qualitativa all’offerta; una cosa è offrire un prodotto che viene lavorato direttamente dalla terra alla conservazione, un’altra è offrire un prodotto le cui scaglie dei frutti vengono aggiunte durante un processo industriale.

Dietro al prodotto di Viaggiator Goloso ed a quello di Saper di Sapori (Selex) c’è Agrisicilia, un’azienda che trasforma la buona frutta (certificata) in confetture extra utilizzando solo materie prime selezionate, fornite da aziende agricole del territorio, aventi delle precise caratteristiche organolettiche, in cui la frutta utilizzata può arrivare sino al 90%.

Retailer vincenti nella gestione della MDD come Unes e come Selex hanno saputo costruire un’offerta per i propri associati o affiliati, ed a favore dei loro consumatori finali, in cui la confettura si apre nella prima colazione con un prodotto mainstream, competitivo nel prezzo e di buona qualità, ed allo stesso tempo hanno allargato l’ambito della categoria affiancandolo ai freschi e freschissimi.

Non è possibile costruire assortimenti senza riuscire a dare una logica di category che incentivi il processo di acquisto sulla base di idee per il consumo che siano originali, ma soprattutto gratificanti per il consumatore.

Abbiamo la straordinaria fortuna di avere un reparto formaggi, in Italia, al pari di quello francese, che non ha eguali nel mondo, e non trovare affinità con categorie che esaltano questa cultura è un grave autogol.

L’importante è, però, realizzare questo obiettivo con un’offerta che, al pari dei formaggi, abbia una reputazione obiettiva (non solo emotivamente vincente grazie ad un sofisticato packaging) di primo livello.

Agrisicilia ha dimostrato di avere questa reputazione: la qualità dei prodotti certificati dai consorzi DOP e IGP e la territorialità della sua materia prima hanno saputo differenziare la sua offerta rispetto a quella degli altri competitor, formulando ricette corte, che non prevedono l’utilizzo di succhi, puree e neppure di semi lavorati pronti, con un altissimo tenore di frutta adoperata nelle sue preparazioni (fino al 90%).

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui