cresciuta “solo” del 3%. Nel mese di Marzo l’incremento nazionale, inclusi tutti i canali, era stato del 13%, nel secondo mese di lockdown, complice una Pasqua molto sfortunata e qualche dettaglio differente rispetto allo scorso anno, ed il rientro alla normalità è stato netto.

Nel dettaglio osserviamo che il formato distributivo del libero servizio ha proseguito la sua crescita quasi senza accorgersi della Pasqua negativa, infatti da un incremento del 26% nel mese di marzo al 23,2% del mese di Aprile. Il canale supermercati, sempre a rete corrente, ha conquistato la metà del vantaggio che aveva accumulato nel mese di marzo: dal 22,1% è passato nel mese di aprile ad un incremento del 11,3%.
Più crescono le metrature meno cresce il vantaggio sull’anno precedente sino a trasformarsi in negativo: il canale superstore, dai 2500 mq ai 4499 mq, è passato da un incremento del 2,2% ad un negativo del -11,3%. Il canale Iper, oltre i 4500 mq, già aveva perso il -9,6% nel mese di marzo, nel mese di aprile il negativo è stato storico: -25,7%. Il canale discount, alla stessa stregua del canale supermercati, è passato dal 14,2% di incremento registrato nel mese di marzo, rispetto al 2018, al +6,7% ottenuto nel mese di aprile. Infine il canale drugstore, un altro grande sconfitto nel periodo del terrore da epidemia, ha vissuto numeri molto negativi sia nel mese di marzo (-9,7%) che nel mese di aprile (-8,1%).

Il quadrimestre dove il grande protagonista è stato il coronavirus si è concluso con un incremento della GDO (a rete corrente, tutti i formati di vendita) con un incremento del 5,8%.
Dentro questo dato esistono però dei distinguo: ricordiamo che sette settimane di diciassette che compongono in quadrimestre hanno vissuto un mercato assolutamente normale, con andamenti assolutamente dentro la norma. Per tale ragione il 5,8% va considerato un dato positivo, a dimostrazione che il primo periodo dell’anno non era andato così male.
Il libero servizio è stato il canale che nel quadrimestre ha registrato il miglior risultato a rete corrente (12,3%), seguito subito a ruota dal canale supermercati (10,6%). Il canale superstore chiude il trimestre con un debole incremento (1,2%), mentre il canale ipermercati soffre il pesante negativo, oramai spiegato a dovere in tutti i questi mesi. Il canale discount, invece, è cresciuto meno di superette e meno del canale supermercati nel corso dell’intero quadrimestre: il dato di incremento, a rete corrente, sul 2019, è stato del 6,9%.
Il mercato della GDO nel primo quadrimestre a parità di rete
Il 2019 si era caratterizzato anche per la crescita che alcuni retailers avevano compiuto in termini di rete punti di vendita. Per tale ragione è molto interessante verificare la performance del mercato a parità di rete.

Nel mese di aprile, ad esempio, il risultato del mercato, valutato su questo parametro, è completamente differente: la GDO ha chiuso il mese con un decremento del -2%. Qualcuno potrebbe pensare che a pesare su risultato potrebbero essere state le due vittime (format) del covid19: ipermercati e drugstore. Questo è vero ma non bastano questi due a portare il mercato in negativo. Agli incrementi confermati del libero servizio (27,7% a rete costante) e supermercati (7,7%), fanno da contrappeso i numeri negativi del canale superstore (-14,5%), ipermercati (-23,6%) e drug (-14,2). Il discount ha chiuso il mese di aprile con un incremento del 2,3%. Questo dato, quello del discount, ha fatto da ago della bilancia: non ha saputo trovare gli incrementi dei canali supermercati e superette, ovvero della prossimità, ed ha portato il mercato a negativo.

Il risultato degli andamenti dell’intero quadrimestre, a rete costante, sono migliori di quelli appena accennati riferiti al mese di aprile, ma non euforici come si potrebbe pensare.
L’incremento nazionale è stato del 3,2%, buono ma non eccezionale se si considera lo sforzo fatto, la chiusura di mercati che da sempre erodono quote alla grande distribuzione, e se si considerano gli acquisti di accaparramento del mese di marzo. E’ ovvio che il primo quarter è stato sicuramente positivo per i canali superette (+15,2%) e supermercati (+8,2%). Il canale discount è incrementato del 5,1%. E’ vero che il canale non ha mai brillato, se si considera nel confronto a parità di rete, lo scorso anno, ad esempio, il primo quadrimestre lo aveva chiuso con un incremento del 1,3%, però il dato è distante dagli altri formati di vicinato.
Perché accade ciò?
Per una semplice ragione: il canale di convenienza, nella sua mutazione genetica recente, non ha solo cambiato l’offerta, aggiornandola a standard di ampiezza e qualità alla più vicina a quelli dei canali supermercati, ma ha anche cambiato le strategie sui consumatori: non rappresenta più il vicinato, così come oggi continuano ad essere i supermercati e le superette. Oggi il discount si divide i bacini di utenza con il canale superstore, pochi lo hanno scritto ma è un fatto compiuto che hanno alzato il tiro.
E’ chiaro che la storia non la cancelli, e che la maggior parte dei negozi dei protagonisti del discount sono ancora di piccole dimensioni, ma statene certi: alcuni players di questo format non hanno vissuto mesi meravigliosi, sotto il profilo dei risultati, mentre altri si.
Quali?
E’ molto semplice: si faccia una verifica delle metrature medie e delle ubicazioni dei punti di vendita di ciascun retailer.