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SMA e Auchan: tutti i numeri del Bilancio 2018… ecco quanto ha perso

La diatriba relativa allo stato debitorio di Auchan e SMA, portata in evidenza dal peggioramento dei ricavi nell'anno 2019 spiegato da Conad, ha costretto l’azienda acquirente ad un aggiornamento del piano di risanamento. Ciò è quanto è emerso dalla riunione di fine mese scorso al MISE dalle dichiarazioni di Conad, che ha visto la reazione dei sindacati ed i lavoratori ex Auchan che non accettano l’operato della cooperativa bolognese.

Questa pubblicazione, suddivisa in due parti, spiega nel dettaglio i risultati reddituali di Auchan Spa e di SMA spa negli anni 2017 e 2018 che emergono dalle risultanze dei rispettivi Bilanci. Tale studio è stato compiuto per cercare di fare chiarezza sui numeri che vengono dichiarati dalle parti, sulla base delle risultanza sino al 31.12.2018. Dalla lettura della presente pubblicazione si avrà certezza dell'effettivo stato debitorio delle aziende francesi e del vero trend che le medesime hanno avuto negli ultimi anni.

La prima delle due pubblicazioni è riferita all’analisi dei Bilanci nella loro gestione caratteristica, quindi sino all’EBIT. Per arrivarci analizzeremo la parte alta di tutti i conti economici, quindi quelli di Auchan Spa negli anni 2017 e nel 2018, mettendo in luce le differenze tra i due periodi e verificando se il trend era in effettivo peggioramento oppure in miglioramento, e tutto ciò per comprendere quale potrebbe teoricamente essere quello del 2019 che, ipoteticamente, dovrebbe seguire la medesima direzione dei due anni precedenti nei pochi mesi di fatturazione compiuti nel 2019 sino al 31 Luglio.

La stessa analisi verrà compiuta nei Bilanci di SMA Spa per il medesimo lasso di tempo e con la verifica del trend per le medesime ragioni sopra addotte.

Superata la parte alta del conto economico (i ricavi) ci inoltreremo nel dettaglio dei costi di gestione. Sarà quindi interessante verificare il trend dei costi rispetto ai ricavi per comprendere se le incidenze dei primi hanno subito una variazione (in meglio o in peggio) secondo l’andamento delle vendite.

 

Procediamo quindi con il dettaglio dei numeri.

Auchan Spa

Auchan Spa è l’azienda del Gruppo francese attiva nel canale Ipermercati con 46 punti di vendita diretti attivi nel 2018 (2 in meno che nel 2017) ed un punto di vendita in Franchising. Le vendite, al netto dell’IVA, nel 2018 sono state pari a 1.956 milioni di euro, ovvero con una diminuzione del 2% sull’anno precedente, quindi in linea con l’andamento del mercato GDO nazionale, e meglio dell’andamento del canale ipermercati in generale.

Nel dettaglio le vendite sono prodotte al 52,1% nel nord Italia, 15% nel centro Italia, ed il 29,9% nel sud e isole, oltre ad un 3% di export. Più precisamente il trend è stato in leggero decremento nel nord (-1,2%), nel centro la riduzione è stata più consistente (-4,8%) e nel sud e isole leggermente inferiore (-3,6%).

Un altro dato interessante, relativo alle vendite, è quello dei comparti: alimentari e drogheria (quindi freschi, freschissimi e grocery) ha fatturato il 60,4% del totale nel 2018 in leggera flessione sull’anno precedente (-2,4%), il bazar ha inciso il 13,9% delle vendite (-1,1%), abbigliamento il 4,4% (-0,5%), casa e comunicazione 5,1% (-0,2%), ed export 3% (+0,6%). Si registra una buona crescita dei carburanti che incidono il 13,2% (+5,1%).

In ogni caso il decremento dei ricavi rispetto al 2017 non ha provocato nessun tipo di abbassamento del margine commerciale puro che rimane invariato nel valore che rappresentava nel 2017: 17,4%.

Un primo cambio viene riscontrato nel margine commerciale allargato, ovvero quello che include anche i ricavi di altro tipo, che diminuisce dal 29,5% al 29%. La ragione di tale diminuzione si riscontra nel valore dei proventi determinati dai contributi promozionali che sono diminuiti dai 170.922 milioni di euro a 142.586 milioni di euro. Nel Bilancio viene spiegato che “sono in diminuzione rispetto all’esercizio precedente per effetto della riduzione dell’acquistato e della centralizzazione logistica degli acquisti presso i depositi della controllata SMA Spa”. E’ una spiegazione veritiera, soprattutto nella parte degli effetti logistici, che si dovrebbero riscontrare nell’altro Bilancio, ma è comunque un effetto del decremento delle vendite. Nella GDO questo è un segnale che un qualsiasi direttore commerciale non vorrebbe mai che si avverasse, perché uno degli obiettivi primari dell’ufficio buyering è proprio quello dell’incremento dei premi promozionali di anno in anno. Così non è stato per Auchan nel 2018.

Nella gestione caratteristica il margine commerciale allargato è quello che determina la somma delle entrate ottenute con la gestione caratteristica e che, nel suo insieme, deve essere in grado di provvedere alla copertura dei costi aziendali, che andiamo ad analizzare nel dettaglio.

Le spese per servizi (quelle che comprendono la logistica, i costi energetici, i trasporti, e tanti altri inerenti alla gestione ad esclusione dei dipendenti diretti) di Auchan nel 2017 sono state pari a 234 milioni di euro (11,8%) e nel 2018 pari a 224 milioni di euro, quindi in leggera diminuzione, in assonanza con la lieve diminuzione del volume d’affari. Al suo interno, nel 2018, si riscontrano spese dovute a prestazioni e riaddebiti da società del Gruppo per 49,3 milioni di euro, in aumento sul 2017, 21,9 milioni di euro di costi pubblicitari, in diminuzione rispetto al 2017, 29,8 milioni di euro di spese per utenze anch’essi in diminuzione sul 2017 ed altre voci meno rilevanti.

Il costo del lavoro è sempre stato uno dei punti dolenti di Auchan Spa. Nel 2017 l’incidenza del costo del personale era del 14,7%, decisamente alto per il business del mass market retail. Nel 2018 tale costo è addirittura incrementato sfondando la pericolosa soglia del 15%. Entrando nel dettaglio si scopre che il problema vero è legato al fatturato per dipendente che è troppo basso, ovvero il valore del costo del personale è troppo alto per il fatturato prodotto. 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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