martedì 20 Gennaio 2026

L’area 4 si avvicina all’area 2 nel fatturato Grocery. I freschi e l’area 1 aiutano le vendite del 2019

Proseguiamo l'analisi dei dati di vendita della GDO di marzo concentrandoci oggi sulle prestazioni delle importanti categorie del Grocery. Abbiamo visto nei precedenti articoli che, nonostante il mese di marzo 2019 sia orfano della Pasqua, le vendite hanno mostrato segnali positivi, soprattutto in alcune aree del Paese. Nella pubblicazione si potrà infatti notare come il grocery limiti i danni della mancanza della Pasqua ma si potrà anche analizzare quali sono state le differenze degli andamenti rispetto ai freschi, oggetto della precedente analisi, con non poche sorprese.

Iniziamo da uno sguardo panoramico sui vari formati: il grocery complessivamente lascia sul terreno nel mese di marzo un

4,9% a valore e un 5,6% a volume (tabella 1), come prevedibile.

Il dettaglio dei vari formati indica però un dato interessante: ad incidere sulla perdita sono stati soprattutto gli ipermercati, il formato che più di tutti ha sofferto la mancanza del periodo pasquale, sebbene come tutti sappiamo è il format in difficoltà permanente da anni: a valore il dato segna un -14,9% a valore ed a volume -15,3%.

Super e libero servizio hanno espresso numeri negativi ma con perdite molto più limitate: i primi chiudono il mese a -5,7% a valore ed a -6,2% a volume, mentre i piccoli formati registrano un -6,6% a valore ed un -7,6% a volume.

Come spesso capita, ad un tracollo degli Ipermercati corrisponde una buona la prestazione dei superstore, che lasciano sul campo solo un -2,1% a valore ed un -2,7% a volume. Il discount, nonostante l'assenza della Pasqua, a rete corrente chiude il mese in sostanziale pareggio rispetto al 2018 (-0,1% a valore e -1,6% a volume) , segno che il formato convenienza ha recuperato tutto il fatturato del periodo pasquale grazie alla crescita strutturale che sta realizzando in questo 2019. Notevole l'exploit dei drug store, altro formato protagonista quest'anno, che segna a marzo un +7,7% a valore ed un +8% a volume, grazie soprattutto all'espansione delle reti dei protagonisti che non smette di crescere.

Tirando le somme del primo trimestre del 2019, tenuto conto della mancanza della Pasqua rispetto al 2018, la situazione è piuttosto positiva: complessivamente la media valori mensili a livello nazionale ci restituisce un dato di +0,3% a valore rispetto al 2018 e -0,4% a volume. Niente male. A parte il drug store, che come sappiamo cresce da mesi, il dato più interessante è quello dei discount e dei superstore: entrambi crescono intorno al 3% a valore nell'anno in corso (grafico 2). I superstore continuano nel processo di erosione del fatturato dell'iper (che perde il 6,5% a valore ed il 7,2% a volume, mentre il discount cresce per l'impulso sia dei buoni risultati delle vendite sia della forte espansione a livello di punti vendita. Super e libero servizio tengono, e quindi il risultato è da considerarsi positivo: il canale super registra +0,1% a valore e -0,5% a volume ed il libero servizio -1,0% a valore e -1,7% a volume.

Le Aree Nielsen

Nonostante il dato complessivo di marzo si possa considerare complessivamente positivo, esistono grandi differenze nelle vendite delle categorie del grocery se analizziamo il dato per singola area Nielsen.

L'area 1 è certamente quella con i risultati migliori: la perdita è limitata ad un -2,9% a valore ed un -3,7% a volume. Ricordiamo che lo scorso anno fu caratterizzato da una forte depressione delle vendite proprio in questo territorio, il più ricco del Paese, ed il fatto che la perdita si limiti a valori che nel mese di Aprile andranno sicuramente recuperati, significa che il dato nazionale ha come alleato l'area più importante in questo 2019. Segue a poca distanza l'area 2 con un -3,7% a valore ed un -4,2% a volume e, come vedremo più avanti, queste perdite sono generate principalmente in alcune Regioni. Spostandoci in area 3 il dato si fa più pesante: -5,1% a valore e -5,7% a volume. Ma l'area più in crisi a marzo è certamente l'area 4 con un -9% a valore ed un -9,5% a volume.

Se si confronta il dato Grocery (a rete corrente) del primo trimestre 2019 con il 2018 (media andamenti mensili) la cosa si fa interessante: si può notare che la perdita è concentrata sui volumi, mentre il dato a valore è da considerarsi piuttosto positivo. A livello nazionale la crescita a valore è dello 0,3% e a volume la perdita è limitata ad un -0,4%. Le aree 2 e 3 sostanzialmente mantengono i valori del 2018, sono quindi da ritenere in crescita in assenza della Pasqua. L'area 4 soffre più di tutte, anche se con valori assoluti limitati, con un -0,8% a valore ed un -1,2% a volume.

L'area 1 si conferma come in grande spolvero quest'anno, la migliore, con un +1,2% a valore ed un +0,4% a volume. E' importante ricordare che l'area 1 è quella che incide maggiormente nel dato nazionale generando da sola il 34% del fatturato (grafico 5). Oramai nel Grocery la differenza di rendimento tra l'area 4 e l'area 2 si sta facendo minima, tutta la spinta promozionale che negli anni le multinazionali hanno e stanno compiendo stanno portando i frutti.

 

Le Regioni

Entriamo ora nel dettaglio delle varie aree Nielsen analizzando gli andamenti per regione.

In area 1 le gli ottimi risultati di Piemonte e Lombardia (-0.4% e -1% rispettivamente) sono evidenti, e molto meno incidono liguria (-4,1%) e Valle D'Aosta (-4,8%) che hanno volumi molto minori.

Questo effetto è visibile soprattutto nel dato comparato del grocery nel primo trimestre: Lombardia e Piemonte sfiorano una crescita del 2% senza Pasqua, la Liguria resite perdendo solo lo 0,4%, me tre peggio fa la Valle D'Aosta a -2,4%.

L'area due vede continuare la crisi dell'Emilia Romagna che perde anche a marzo un 3,2%, contro gli ottimi risultati di Veneto, che pareggia il 2018 ed il Trentino AA che prosegue in un trend positivo segnando a marzo un +3,4%. Anche il Friuli VG riesce a limitare le perdite nel grocery a Marzo, con un buon -0,9%.

Il dato trimestrale è piuttosto buono per Friuli VG e Veneto che si attestano ad un +2,6% e +2,8% di media nel grocery, soffre a -1% come detto l'Emilia Romagna, mentre brilla il Trentino AA che da inizio anno cresce del 6,6%.

Arrivando all'area 3, dove le perdite si fanno più ingenti, un dato salta subito all'occhio: Le marche proseguono in un trend di crescita, con un +0,5%, dopo quasi un decennio di lenta agonia, segno che la regione adriatica è finalmente uscita dal tunnel. Peggio fanno le altre regioni: Abruzzo -1,4%, Umbria -1,6% e Lazio -1,4%, dati, tutto sommato, non così negativi. Per Sardegna e Toscana le perdite sono superiori, rispettivamente 2,3% e 2,7%.

Positivo per tutti il dato della media trimestrale del grocery: spiccano Marche (+4,1%) e Abruzzo (+3,9%), mentre Lazio (+2,7%), Sardegna (+2,1%) e Umbria (+2,5%) mantengono un ottimo trend. La Toscana resiste, si potrebbe dire, mantenendo lo stesso trend rispetto al 2018.

La situazione peggiore la troviamo, come detto, in area 4. Se si esclude la Campania che cresce dello 0,5% a marzo, tutte le altre regioni registrano perdite maggiori rispetto alle altre aree Nielsen. In particolare la Calabria lascia sul campo a marzo un 8% rispetto al 2018, la Puglia limita la perdita a un 2,2% e la Sicilia a un -3,6%. Basilicata e Molise, pur incidendo meno sul dato di area, perdono rispettivamente il 2,2% ed il 4%.

Nel trimestre spicca la crescita della Campania (+5,8%), a seguire Basilicata (+3,6%), Puglia (+3,1%) e Sicilia (+2,5%). In negativo Molise a -0,4% e soprattutto Calabria a -2,1%.

Freschi vs Grocery: chi traina la crescita

Vogliamo oggi mettere a confronto i dati di Marzo e del trimestre delle categorie freschi e grocery per vedere chi realmente sta trascinando il buon andamento della GDO in questo 2019. Vedremo il dato per regione in quanto è quello che ci rivela le differenze più marcate.

In area 1 gli andamenti delle due categorie non si differenziano sostanzialmente: le perdite a marzo sono quasi identiche in percentuale, se si eccettua la Valle D'Aosta dove i freschi perdono quasi 2 punti percentuali in più rispetto al grocery.

Analoga considerazione si può fare per le quattro regioni nella media trimestrale, con la differenza che Lombardia e Piemonte sono in positivo, come già detto, Liguria in leggero calo che si fa più marcato in Valle D'Aosta (grafico 15).

In area 2 cominciano a vedersi le prime differenze significative tra freschi e grocery: a Marzo in Veneto e Friuli VG i primi sono in positivo mentre il secondo in negativo. Il Trentino AA come già visto porta ottime crescite in entrambe le categorie al contrario dell'Emilia Romagna che perde terreno (grafico 16).

A livello trimestrale in area 2 vediamo una prestazione migliore dei freschi in tutte le regioni tranne che in Trentino AA per poche frazioni di punto. Spiccano le differenze di Friuli VG e soprattutto del Veneto (grafico 17).

Le regioni dell'area 3 sono quelle dove le differenze sono più marcate a favore dei freschi, tanto che potremmo parlare di un vero boom. Marche, Sardegna e Abruzzo registrano differenze di oltre 5 punti percentuali nel mese di marzo tra le due categorie. Analogo comportamento in Lazio, mentre la Toscana perde in entrambe le categorie ma i freschi performano meglio del grocery (grafico 18).

 

Nel trimestre il quadro è analogo: la media dei tre mesi evidenzia grande crescita dei freschi rispetto al grocery, in tutte le regioni. Lo stacco maggiore lo registra la Sardegna con ben 6,1 punti percentuali di differenza (grafico 19).

In area 4 i dati non sono univoci come nelle altre regioni: a marzo in Campania e Molise il grocery presenta numeri migliori rispetto ai freschi che subiscono pesanti perdite, mentre nelle altre regioni i rapporti sono invertiti (grafico 20).

Nel trimestre appena trascorso in area 4 troviamo ancora dati misti: la Basilicata vede i freschi crescere di quasi 10 punti in più i freschi rispetto al grocery, andamento analogo ma con valori più contenuti anche in Puglia e Basilicata. Campania e Molise invece privilegiano il grocery che crecsce in un caso e resiste nell'altro, ma comunque stacca i freschi che lasciano sul campo diversi punti (grafico 21).

 

 

 

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Dott. Alessandro Foroni
Dott. Alessandro Foronihttp://www.gdonews.it
Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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