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Le capsule biodegradabili compostabili entreranno nel mercato italiano grazie a Covim

In un momento delicato per il mondo del caffè in capsule, dove il leader di mercato ha iniziato a produrre capsule compatibili del principale concorrente mettendo in subbuglio tutto l’universo dei piccoli torrefattori, Covim, azienda leader nel settore vending e presente in GDO come fornitore di Lidl, Euruspin, tutto il gruppo Selex, Aspiag e tanti altri, ha deciso di portare sul mercato la prima vera capsula compostabile biodegradabile. Dopo aver commrcializzato le capsule Biologiche, dopo aver ottenuto la certificazione UTZ, oggi la sfida di COVIM è di coniugare la modernità delle capsule con la sostenibilità ambientale.

D: Covim è forse l’azienda che nel mercato del caffè, dopo il leader di mercato, sta più investendo nell’innovazione. Crede che la GDO nella sua generalità abbia compreso il potenziale dell’azienda e dei suoi prodotti?

R: Credo che Covim – spiega Daniele Picenelli area manager Italia di Covim – non sia ancora stata compresa come merita dal mercato, non si ha ancora ben presente chi siamo e cosa facciamo, ma soprattutto qual è la nostra capacità di innovare la tecnologica e di conseguenza quello che vogliamo offrire grazie a questa.

D: Nello scaffale non c’è posto per tutti: qual è il valore aggiunto di Covim?

R: Noi siamo un azienda che, oltre al messaggio della convenienza e della capacità nella scelta delle miscele dei caffè utilizzati all’origine, ha saputo mantenere un livello molto alto di qualità grazie ai suoi cento anni di storia, dalla bottega che era, all’industria che è oggi.

D: Quanto è importante la storia di una azienda di caffè per arrivare ad un prodotto come la capsula biologica compostabile?

R: Premesso che è molto complicato produrre una capsula biologica compostabile che non si distrugga in poco tempo, e premesso che il biologico in generale sarà sempre più presente nel mass market retail, nel comparto caffè tale necessità è ancora poco diffusa. Grazie all’avvento dei polimeri naturali al 100% ci sarà una evoluzione delle materie prime delle capsule che le porterà ad un livello qualitativo molto alto, con un vantaggio per l’ambiente che si ripercuoterà nel tempo.

D: Quando si parla di capsule il concetto di biodegradabilità, diciamoci la verità, lascia un po’ a desiderare.

R: Le capsule non sono biodegradabili: il passaggio alla capsula compostabile che diventerà un prodotto organico e che a sua volta si convertirà in concime è una cosa molto positiva. Noi ci stiamo già muovendo da un anno con i test insieme ad un partner che produce i materiali per portare sul mercato in tempi brevi un prodotto di qualità in quel senso.

D: La GDO come recepisce il messaggio?

R: Gli incontri propedeutici alla presentazione del prodotto compostabile sono stati tutti estremamente positivi, tutti aspettano la trasformazione del prodotto verso la sostenibilità ambientale. C’è molta attenzione.

D: Covim come si comporterà per fissare la soglia di prezzo di un siffatto prodotto?

R: Il mondo delle compatibili oggi è nel caos, tutti si sono dedicati a percorrere questa strada creando un’inflazione di offerta spesso a discapito della qualità. Un prodotto compostabile biodegradabile costerà qualcosa in più, ma per una semplice ragione: perché la produzione dei materiali biodegradabili non è ancora massiva e quindi nel gioco della domanda e dell’offerta sarà logico partire con un prezzo leggermente più alto per poi adeguarlo.

D: Nel frattempo anche il mercato delle capsule sta iniziando ad essere condizionato dalla pressione promozionale?

R: In effetti i leaders hanno iniziato ad applicare una politica diversa sulle capsule, molto simile a quella già esistente nel caffè macinato, che porterà verso il basso i prezzi al pubblico aumentando la competitività. Ciò però non deve andare a discapito della qualità, perché la naturale conseguenza sarà che le piccole e medie aziende dovranno abbassare l’asticella, e questo è il rischio che il mercato sta correndo. Noi invece stiamo facendo di tutto per alzarla, è questo che deve capire la GDO.

 

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