domenica 8 Febbraio 2026

Le fette biscottate: un piccolo spazio per grandi fatturati. Ecco i dati GDO del 2017

Una piccola categoria ma molto ricca. Il presente focus metterà in evidenza come il leader del mercato sappia aprire nuovi segmenti e come il mercato salutistico stia prendendo il sopravvento. Anche la pressione promozionale è nei limiti. Insomma una categoria interessante da analizzare anche per chi non la tratta direttamente. Tutti i grafici e l’analisi completa sono a disposizione degli abbonati a GDONews.

Le fette biscottate sono un mercato che si potrebbe definire di nicchia ma così non è: in Grande Distribuzione il fatturato sviluppato (Super+Iper) nel 2017 è stato di circa 200 milioni: un valore del genere, in uno spazio limitatissimo ed occupato da pochissime aziende leader e molte aziende followers, è davvero il risultato di un mondo interessante.

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Viene da domandarsi se la GDO non debba allargare i suoi spazi dato l’importante contributo numero apportato. A questa domanda, nella parte finale del testo daremo una adeguata (e polemica) risposta.

Lo spazio che occupa la categoria è nell’ambito della prima colazione, è un prodotto dolce che viene utilizzato prevalentemente per il primo pasto della giornata, soprattutto in alcune zone del Paese. E’ curioso rilevare come, invece, la categoria all’estero venga inserita assieme ai derivati del pane, oppure direttamente vicino al pane come se fosse un suo surrogato. Si pensi che, e questo ce lo spieghiamo meno, anche Aldi Italia nei suoi scaffali lo inserisce esattamente dove stanno i derivati del pane. Curioso.

Veniamo all’analisi della categoria.

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Si divide in tre segmenti: normali, integrali, arricchite e lagaccio. I primi due segmenti sono vicini in termini di fatturato e di volumi. La performance delle arricchite è di circa la metà delle due precedenti ed il tipo Lagaccio la metà della metà pur, va detto, questo ultimo segmento è una tipicità regionale ed il numero espresso (Super+Iper 2017) ne rivela una dinamicità che dovrebbe incentivare più di un retailer non ligure, e non del nord ovest a meditare sulla opportunità di un suo inserimento.

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Altra constatazione: si può notare come il segmento lagaccio abbia una sua rilevanza di fatturato, superiore rispetto ai volumi, ciò significa che il prodotto ha una sua capacità a creare valore.

Nella tabella 3 la linea gialla è una conferma di quanto appena scritto. Le aree 1 e 2 sviluppano volumi interessanti in termini di fatturato e di rotazioni.

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L’area 4 tratta molto i primi due segmenti (normali ed integrali) e molto meno gli altri due. L’area 3 è leader nelle vendite del segmento normali ma in ritardo negli altri. Qui esiste una importante area di recupero. Le fette biscottate integrali in area 1 e 2 superano quelle normali, un segnale molto importante dei cambiamenti in atto. Persino l’area 4 trova valore di sell out vicini tra le fette biscottate normali e quelle integrali, fatto ancor più eclatante.

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Verificando il trend dei segmenti troviamo alcune conferme: le fette biscottate normali sono i calo evidente su tutte le aree (tabella 5). Crescono in maniera più che proporzionale le integrali, soprattutto nelle aree 1 e 4. Crescono le arricchite, sebbene i valori come sappiamo, sono inferiori e decrescono quelle tipo lagaccio.

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La distribuzione ponderata delle referenze è massima nei primi due segmenti (buona ampiezza) e nelle arricchite, la ponderata del tipo lagaccio è piuttosto intensa (andrebbe verificata la profondità) salvo che in area 4.

La pressione promozionale è dentro i livelli medi, sorprende che le integrali si attestino sui medesimi valori forse non ce ne sarebbe il bisogno, addirittura le lagaccio superano (in media) gli altri segmenti. L’unica ragione plausibile potrebbe essere un incentivo a provare il prodotto, ma data la forza che anche in area 1 viene promossa è possibile che sia sono per necessità di fatturare, o da parte del retailer o da parte dell’industria.

La private label nei vari segmenti

Nelle fette biscottate normali la presenza del leader è di assoluto dominio e la private label, a volume, occupa una posizione piuttosto importante. L’insieme delle altre marche non arriva ad eguagliare le prestazioni del leader. Questo schema è tipico di quei segmenti dove la presenza del leader è prima di tutto fondamentale e dove, di solito, le marginalità non sono così rilevanti per la supposta marginalità limitata concessa al retailer.

La MDD serve, di solito, a compensare questo problema e sembra che il retailer la sappia usare bene data la quota ottenuta.

Il segmento integrale ripete le dinamiche del precedente ma evidenzia un concetto: la rilevanza della MDD.

Il segmento arricchite è un’altra prova della estrema dinamicità del leader che inventa segmenti, che poi diventano popolari e vengono riprodotti dalla private label e dai followers creando nuovi spazi e nuove opportunità di acquisto. Il leader, in questo ambito, sfrutta la forza che il consumatore ha attribuito al segmento integrale aprendo il territorio a nuove referenze sempre in ambito salutistico.

A riprova di ciò la quota di mercato del leder nel segmento: è assoluta ma il grado di maturazione di questo ambito di mercato è meno evoluto rispetto a quello integrale. Tra qualche anno, ci si può scommettere, i followers proporranno alla GDO nuove referenze di MDD proprio su questo ambito e la quota crescerà ai livelli dei precedenti, erodendo verosimilmente quote ai tipici normali che, nel frattempo, vivranno una intesa pressione promozionale.

Sul lagaccio va fatta unaultima considerazione: le aziende del segmento sono prevalentemente territoriali. Purtroppo, o per fortuna, l’Italia è ancora separata da nord a sud in termini di organizzazione. Le aziende del nord, sbagliando, non hanno profonda conoscenza della DO del sud (lì sono le sacche improduttive ed i margini di crescita) e spesso non sono strutturate in quei territori. E’ probabile che il prodotto regionale non rientri in progetti di private label, e qualora si faccia sarà di tipo premium, ma è meno probabile che il consumo del prodotto abbia una distanza simile tra area 3 ed area 4.

 

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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