Tesco continua la ritirata dai mercati stranieri: ora tocca alla Corea del Sud

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Dopo Giappone e Stati Uniti, Tesco abbandona anche il teatro delle operazioni sudcoreano.

La catena di supermercati venderà il suo ramo nel Paese asiatico a una cordata guidata dal private equity sudcoreano Mbk Partners (maggiore società di buyout dell’Asia settentrionale), e che comprende il National Pension Service di Seoul ma anche il fondo sovrano di Singapore Temasek e il Canada Pension Plan. Per 400 punti vendita a marchio Homeplus e altri 200 in franchise ma di sua proprietà, il gruppo britannico incassa poco più di 4 miliardi di sterline (5,44 miliardi di euro) in contanti, mentre l’enterprise value dell’operazione sale a 4,24 miliardi (5,78 miliardi di euro). Sconfitta, dunque, per la cordata concorrete Usa di Kkr, alleatosi con l’altra sudcoreana Affinity, e Carlyle.

Una ventata di ossigeno in uno dei momenti più duri della storia del gruppo britannico: le difficoltà contro le catene di discount nel mercato casalingo, lo scandalo degli errori di contabilità e, ad aprile, una mega-svalutazione da 7 miliardi di sterline.

Gli incassi andranno a ripagare parte dell’enorme debito, nella speranza di riuscire a tornare nelle grazie delle agenzie di rating.

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