giovedì 22 Gennaio 2026

Ferrero: crescita, raddoppio di utili, nuovo top manager ma in Italia continua a calare

Il 2014 è stato un anno particolarmente felice per la Famiglia Ferrero, azionista della holding: infatti l’anno appena trascorso si è concluso con un utile netto in ascesa a 827 milioni di euro dai 357,5 milioni del 2013 per la holding lussemburghese della multinazionale di Alba. Sulla scorta del risultato l'assemblea dei soci del 16 dicembre scorso ha deliberato una cedola totale di 800 milioni, come risulta dai documenti depositati una decina di giorni fa nel Granducato. Nel 2013 Ferrero International aveva remunerato i soci - ovvero la famiglia fondatrice del gruppo - con 400 milioni di euro. A far lievitare l'utile dell'esercizio, che si è chiuso lo scorso agosto, sono stati i dividendi che la holding ha incassato dalle controllate, passati dai 428,5 milioni del 2013 a 924 milioni di euro.

 

Il merito - precisa il rapporto annuale - va soprattutto alla Ferrero Middle and Eastern Europe Group Gmbh. Sono stati infatti i paesi emergenti a trainare il boom di una Ferrero sempre più a vocazione internazionale: oltre a Asia e Stati Uniti, le vendite crescono in Australia, Canada, Messico e Turchia, dove ormai sono entrati a pieno regime i nuovi stabilimenti produttivi, mentre sono già in fase avanzata i lavori per la costruzione della prima fabbrica Ferrero in Cina, nella zona di Guangzhou, la Ferrero Food con un investimento di 73,4 milioni e sarà il 21° sito produttivo.

ferrero china

L'Europa orientale ha dato grandi soddisfazioni, sono stati deprezzati per un totale di 27,4 milioni gli investimenti in Ferrero Inc (Porto Rico), Ferrero India Private e nella belga Soremartec. Gli asset della International alla fine dello scorso agosto ammontavano a 5,12 miliardi di euro, in aumento dai 4,35 miliardi del 2013. In totale le entrate ricevute dalle controllate del gruppo che produce Nutella, Rocher, Tic Tac e Kinder sono salite a 1,01 miliardi dai 513 milioni dell'esercizio precedente. Insomma, un bilancio piu' dolce che mai.

Ferrero-Milchschnitte

La vocazione internazionale viene rafforzata anche con un inserimento manageriale di spessore: arriva da New York, ma è italiano il nuovo top manager scelto da Giovanni Ferrero per rendere ancora più internazionale il successo del colosso dolciario nato ad Alba nel 1946.

Si tratta di Aldo Uva, che sta per approdare in Ferrero lasciando dopo cinque anni la presidenza della divisione Flavors di Firmenich, la multinazionale svizzera degli aromi naturali e artificiali. Prima era stato Ceo di Natuzzi (2009) e vicepresidente e capo della Global Beverages and Food Services Division di Nestlè (2007-2008). Cinquantadue anni, Uva ha un ricco curriculum internazionale: dopo aver iniziato la sua carriera alla Indesit, dal 2001 al 2007 ha avuto diversi incarichi presso la società Sara Lee e precedentemente era stato per quattro anni Ceo per il Nord America, America centrale, Messico e Caraibi per la Parmalat.

aldo uva

Sarà il nuovo braccio destro del chief executive officer Giovanni Ferrero in Lussemburgo, dove ha sede la holding, e lo aiuterà a dirigere i piani strategici per la crescita dell’azienda nei nuovi mercati, a partire da Cina e Stati Uniti. Intanto il mercato interno rimane sofferente , infatti, il perdurare della crisi anche quest’anno ha impattato negativamente sulle vendite, facendo calare del 5,6% il fatturato 2013-2014 della consociata italiana (pari a 2.547 milioni di euro). La vocazione internazionale si deve proiettare anche ai prodotti innovativi dell’azienda di Alba, in particolar modo per quelle referenze che hanno necessitato di grandi investimenti a cui si sono succeduti deboli ritorni di utili.

grand soleil

E’ il caso del sorbetto Grand Soleil: ideato per essere conservato fuori dal banco frigo, “da agitare e congelare prima dell’uso” non è più commercializzato in terra italiana. Il prodotto è indubbiamente innovativo: non ha bisogno della catena del freddo e il consumatore non deve correre a casa per metterlo in frigo. La Ferrero ci credeva e ha investito per sei anni su Grand Soleil, anche quando i distributori storcevano il naso. Probabilmente la crisi ha pesato e il prodotto non è stato compreso dal consumatore italiano. Insomma un flop commerciale. L’azienda di Alba non si nasconde ed ha dichiarato: Ferrero Gran Soleil è un prodotto particolarmente innovativo, rimasto per più di 6 anni in una fase commerciale di test allargato. E’ stato venduto unicamente in Italia. Il prodotto non è un “ready to eat”, quindi, necessita di investimenti in comunicazione molto importanti. Ferrero ha quindi preferito sospendere la sperimentazione commerciale nel nostro Paese perchè i risultati, in un contesto di crisi, non sono di facile lettura. Quindi Grand Soleil sparisce definitivamente?

No, rispondono da Alba. La vocazione internazionale sempre più accentuata oggi permette una soluzione importante: i test continuano all’estero, in Lussemburgo, Belgio, Francia e Germania. Riprenderanno in Italia non appena il contesto economico generale si sarà rasserenato.

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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