giovedì 23 Aprile 2026

Tendenze del vino nel 2025: adattarsi ai nuovi consumi per competere a livello internazionale

Il mercato del vino in Italia nel 2024 mostra segnali di difficoltà con una stagnazione delle vendite nella grande distribuzione e nel retail mentre il segmento e-commerce risente maggiormente della contrazione soprattutto per i vini fermi e frizzanti i discount subiscono una flessione meno marcata e gli spumanti emergono come eccezione con una crescita positiva in tutti i canali evidenziando un trend in controtendenza.

Il settore vinicolo internazionale, invece, sta attraversando una fase di trasformazione significativa, caratterizzata da dinamiche di mercato contrastanti tra le diverse regioni e segmenti di prodotto. In Italia, l’export si conferma il principale motore di crescita, compensando le difficoltà del mercato interno, mentre negli Stati Uniti l’evoluzione delle preferenze dei consumatori sta ridefinendo la domanda, con un crescente interesse per i vini bianchi, sostenibili e a basso contenuto alcolico. Questi cambiamenti offrono opportunità e sfide per i produttori e i distributori che vogliono rafforzare la propria presenza sui mercati globali.

Così, mentre in Italia le vendite sono in difficoltà, il vino tricolore continua a performare bene sui mercati internazionali, consolidando la propria presenza. Secondo le stime di Nomisma Wine Monitor, il 2024 è chiuso con una crescita dell’export superiore al 4%, con un valore complessivo che supererà gli 8 miliardi di euro. I dati in loro possesso raccontano che nei primi otto mesi dell’anno, le esportazioni hanno raggiunto i 5,18 miliardi di euro, con incrementi particolarmente rilevanti per i vini fermi in bottiglia (+3%) e per gli spumanti (+7%).

Gli Stati Uniti si confermano il mercato più strategico per il vino italiano, con una crescita dell’8% e un valore che supera 1,25 miliardi di euro.

Il mercato sta inoltre evidenziando una crescente polarizzazione: mentre i vini di fascia intermedia registrano un calo delle vendite superiore al 10%, quelli di alta gamma crescono a doppia cifra, spinti dalla ricerca di qualità e dalla “premiumization”. Parallelamente, il segmento dei vini biologici, vegani e naturali sta guadagnando quote di mercato, rispondendo alle nuove esigenze di sostenibilità espresse dai consumatori internazionali.

In un altro articolo andiamo ad approfondire quali sono i veri trend che i consumatori americani stanno seguendo nei consumi del vino, specificando le differenza tra i baby boomers e la Z generation, e soprattutto sull’importanza che oggi riveste la sostenibilità (ed in quali ambiti specifici dell’offerta) ma soprattutto l’innovazione. E, dopo aver letto quell’articolo, in cui si chiarisce che i margini di crescita dei vini italiani sono enormi negli USA, perchè non sono per nulla in cima alle preferenze dei consumatori americani, ci si domanderà: la nostra produzione è davvero pronta per quei mercati?

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