(nella teoria macroeconomica un dato da evitare perché induce il consumatore a rimandare gli acquisti causando una spirale negativa che blocca investimenti e occupazione) il crollo di listino dell’energia (-6,3%). La Commissione europea prova a smorzare il dato. Si tratta - dice la portavoce Annika Breidthardt durante il briefing di mezzogiorno a Bruxelles - di un “segno negativo provvisorio” “diverso da una chiara deflazione” perché ci si aspetta un recupero. L’Istat conferma il dato segnalando che il nostro Paese ha fatto registrare un tasso di inflazione medio annuo dello 0,2% (ovviamente frutto della crescita dei prezzi nei primi dell’anno), in rallentamento di un punto percentuale rispetto al 2013. Si tratta del tasso più basso dal 1959. Ecco perché - ed è il corollario - il cosiddetto carrello della spesa a dicembre scende sotto quota `zero´, portandosi in deflazione. L’istituto registra per i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona un calo dello 0,2% su base annua (era +0,4% a novembre). Quali sono gli effetti della deflazione? Nel brevissimo periodo chi ha degli investimenti può essere contento del fatto che il costo della vita non riesca ad erodere i suoi rendimenti . Ma sono benefici destinati a non durare perché alla lunga la spirale deflattiva porta con sè la paralisi dei consumi perché si è tentati di procrastinare nel tempo qualunque acquisto non indispensabile e poi arriva inesorabile la discesa degli stipendi. L’euro scende così ai nuovi minimi da nove anni contro il dollaro, dopo i dati sull’inflazione nell’Eurozona rafforzando l’aspettativa per l’avvio dell’acquisto di bond da parte della Bce. La moneta europea passa di mano a 1,1862 dollari, dopo un minimo di 1,1846 dollari.