sabato 14 Febbraio 2026

CRAI e SISA: un piccolo comunicato stampa con grandi intenzioni

Nella settimana appena trascorsa uno striminzito comunicato stampa sanciva la sospirata alleanza tra le insegne SISA e CRAI, prima dichiarata da Danilo Preto (SISA), poi smentita da Marco Bordoli (CRAI) ed alla fine confermata da entrambi. Nel comunicato si fa riferimento ad una alleanza finalizzata alla ricerca del massimo delle sinergie tra i due Gruppi.

Qual è il massimo delle sinergie?

Il Comunicato Stampa accenna ad accordi nelle aree del Prodotto a marchio, sulle attività commerciali comuni verso il consumatore nel rispetto delle singole identità di insegna,  e poi si cita la ricerca dell’efficienza organizzativa nelle aree dell’informatica e della logistica.

Il comunicato è stato pubblicato così come indicato dagli uffici stampa e nessuno lo ha commentato, ma di fatto gli spunti di riflessione davvero non mancano.

Le sinergie nell’ambito dello sviluppo del prodotto a marchio dovrebbero significare l’utilizzo dei medesimi fornitori per sviluppare differenti prodotti a marchio, come capita in grandi centrali di altri Paesi europei. Sarebbe infatti logico concentrare i volumi sui fornitori ritenuti migliori assegnando loro la totalità dei volumi in cambio di condizioni commerciali molto competitive e qualità intrinseca di un certo livello. Basterebbe questa novità, se realizzata, a dare una congrua giustificazione all’accordo, oltre al confronto dei contratti delle grandi Marche. Questo significa ottimizzare gli uffici acquisti, concentrare le attività in un unico ufficio di prodotto a marchio ma con due uffici marketing, per le singole strategie di insegna. Significa anche rinunciare a diversi fornitori, rinunciare quindi a molteplici rapporti interpersonali, lacci e lacciuoli che non si è mai riusciti ad eliminare. Certo è' che concentrare qualche fornitore qua e la' sarebbe inutile, le ottimizzazioni hanno un senso quando producono i risultati.

Il testo si spinge oltre accennando alla ricerca delle ottimizzazioni nell’area della logistica: questo fattore sarebbe determinante per dare una svolta alle cattive abitudini della DO. Il caso Agorà deve dare coscienza che l’unificazione dei CeDi è uno degli aspetti strategici su cui si deve fondare il mercato moderno. Si tratta da un lato di perdere quel pezzo di identità meno necessario ma più custodito, il proprio CeDi, ed anche qui si parlerebbe di ottimizzazioni in termini di risorse che avrebbero i caratteri della definitivita', una rinuncia a quella che si considera come una identità ma che oggi ha poca ragione di esistere. Di certo l'ottimizzazione logistica tra diverse insegne porterebbe considerevoli vantaggi in termini di economie di scala come peraltro già succede nel mercato dei carburanti. Se davvero questa alleanza avesse come proposito quello di concentrare alcuni CeDi sarebbe una rivoluzione. Staremo a vedere se alle parole seguiranno i fatti.

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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