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Carrefour “sospende” l’attività dell’iper Maximall di Pontecagnano Faiano

Calo del fatturato e dei clienti. Queste le motivazioni che hanno spinto Carrefour a sospendere l’attività presso il centro commerciale ‘Maximall’ di Pontecagnano Faiano con la conseguente richiesta dell’attivazione della cassa integrazione guadagni straordinaria di un anno per 96 dei propri lavoratori (esclusi i lavoratori con mansioni di responsabile della struttura, capo reparto, capo settore e capo servizio). E’ quanto emerso dalle quattro pagine inviate ai sindacati con cui il gruppo transalpino ha documentato, con cifre precise, la crisi presso la struttura picentina. Una misura necessaria, secondo ‘Carrefour’, che ha evidenziato l’esigenza di diminuire ancora una volta l’incidenza del costo del personale.
La situazione di crisi ha preso vita nel 2010, quando l’ipermercato di Pontecagnano Faiano fece registrare un fatturato di 32milioni di euro circa rispetto ai 35 contabilizzati l’anno prima. Una flessione del 8.7% ulteriormente peggiorata anche nel corso del 2011. Infatti, il dato progressivo lo scorso mese di ottobre si è attestato su 21 milioni di euro circa, mentre, solo 12 mesi prima, il giro d’affari si aggirava sui 25 milioni di euro. Una struttura in caduta libera che, quindi, solo nel giro di tre anni ha perso il 14.9 % del fatturato. Numeri negativi anche per quanto riguarda il risultato operativo, con il Carrefour picentino che dai – 1.367.067 euro registrati nel 2009 ha registrato un 12,92% nell’ottobre 2011 con un dato pari a -2.020.136 euro. Il tutto, ovviamente, ha fatto registrare un complessivo aumento dell’incidenza del costo del lavoro sulle vendite nette. Un dato passato progressivamente dal 13.06 % del 2009 al 15.10% dell’anno scorso. In calo anche il numero di clienti che fanno acquisti all’ipermercato. Infatti, se nel 2009 il numero dei clienti ha superato quota 1 milione il dato ha subito un calo repentino fino all’ottobre scorso, quando ha toccato 768.948 unità per un risultato in termini percentuali pari al – 15.10 %. Il calo è ravvisabile sia nella conclamata crisi economica, ma anche nella concorrenza. In particolare nel corso del 2011, affermano dalla sede milanese del gruppo francese, sono sorti nell’area di attrazione un supermercato Conad di 3mila metri quadri, un discount Md di 800 metri quadri ed un ipermercato IperSpar di 4mila metri quadri con un centro commerciale di 50 negozi.
Carrefour, nonostante le difficoltà, non vuole abbandonare Pontecagnano Faiano e nel periodo della cassa integrazione – che sarà attivata dal 1 febbraio prossimo al 31 gennaio 2013 – darà vita ad un programma di risanamento. Per superare le difficoltà il gruppo francese ottimizzerà il riordino delle merci, eliminerà i prodotti meno venduti, realizzerà una nuova organizzazione della gestione e analisi del flusso logistico dei prodotti, potenzierà il servizio alla clientela, svilupperà nuove campagne pubblicitarie e promozionali con sconti dedicati ai possessori dei consumatori di carta fedeltà, incrementare i prodotti a marchio Carrefour e riorganizzare gli orari del punto vendita.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

17 COMMENTI
  1. lucax

    Complimenti continuano i successi della catena più importante d’Europa, dopo vari insuccessi commerciali (rilanci, planet, e divisioni varie) è sempre il personale che paga gli errori dei capi vecchi stanchi e ormai con mentalità antiche.

  2. frodo

    diciamolo di una dirigenza indegna….dovremmo imparare dai francesi……2008-2009-2010

  3. Mario

    E’ vero che la situazione è grave, calo delle vendite e conseguenti mancati guadagni, però almeno il Maximall rimane aperto e Carrefour ha intenzione, come scritto nell’articolo, di dar vita ad un programma di risanamento.
    Almeno Carrefour si dà da fare per sistemare le cose mentre molti altri marchi della GDO preferiscono chiudere i propri market…

    1. Alfredo

      Ingenuo… ma credete davvero ad una ristruttutazione? Carrefour ha deciso di abbandon are tutto il sud Italia: ha venduto a Coop la Puglia, ha spezzettato la Sicilia tra Famila e Depar, ha chiuso altri p.v., adesso deve chiudere gli ultimi. Questi 12 mesi serviranno solo a trovare l’acquirente che finora non hanno trovato. E se non lo troveranno la CIS diventarà mobilità. Carrefour ha chiuso e non riaprirà più.

  4. Bruno

    Non capisco il perchè del titolo: il Maximall è aperto e Carrefour non abbandona Pontecagnano Faiano…perchè scrivere che Carrefour “sospende” l’attività ???
    E poi basta dar contro sempre alla dirigenza, nessuno è contento su un market non va bene e a furia di scrivere commmenti negativi si rischia solo di aumentare il clima di tensione attorno a vicende sicuramente meno gravi di ciò che si vuol far intendere…

  5. Ernesto

    La gente è sempre quella , da qualche parte si deve registrare un calo ….. !

  6. idem

    io sono un dipendente dell’iper carrefour di pontecagnano e posso affermare che a parte la crisi economica che stiamo vivendo adesso e la concorrenza nata ultimamente che indubbiamente ha tolto clienti,ma il problema principale è che dall’inizio abbiamo avuto capi non all’altezza della situazione persone totalmente incompetenti del settore o reparto sotto la loro direzione promosse non certo x meriti o competenze mentre persone con competenze e professionalità sono state ignorate perchè non anno voluto scendere a compromessi,ed oggi noi paghiamo gli errori di questi stronzi

  7. Max

    Se Carrefour perde fatturato vuol dire che altre insegne concorrenti lo stanno invece aumentando.
    Ricordiamoci che Carrefour e’ francese e non italiana.
    I cittadini italiani devo acquistare possibilmente prodotti italiani in catene di supermercati italiani.
    Inoltre sembra che questa catena abbia le sedi in paradisi fiscali a svantaggio dello Stato.

  8. max

    va bene cosi’.il carrefour quando e’ aperto da fastidio ai negozi del centro di pontecagnano.e’ tutta un illusione non e’ niente conveniente soprattutto la spesa nel supermercato,vai alla cassa e non ti trovi mai con il conto.

  9. ANONIMO IATALIANO

    Ciao
    anche io sono dipendente di Carrefour Pontecagnano e volevo dire che è vero che l’insegna è francesce però i dipendenti sono tutti italialini e le tasse sono pagate allo stato italiano…. tra cui anche il Comune di Pontecagnano, se una struttura del genere è in difficoltà è colpa soprattutto della mediocrità e dell’ignoranza della gente che ragiona ancora in questo modo e della “voglia di lavorare” di persone addette (e non responsabili) che sono state messe lì per accontentare qualcuno! d’altronde siamo in meridione e che ci possiamo fare

  10. Angelo

    Io non credo sia una questione NORD e SUD
    Io sono di Milano, anche qui Carrefour sta perdendo clienti a palate a causa dell’anarchia che regna sovrana in ogni punto vendita: personale introvabile presso gli scaffali, cartellini errati, sempre meno servizi ai clienti, anche se a parole dicono il contrario.
    Secondo me prima Carrefour sparisce dall’Italia meglio è.
    Se c’è mercato arriverà un altro marchio, i lavoratori troveranno nuove sistemazioni da questi.
    Se non c’è mercato, buona notte al posto di Lavoro, comunque.

    1. Carlo

      Purtroppo è vero ciò che dici. Aggiungo inoltre che Carrefour sta esternalizzando i suoi negozi affidandoli in franchising a privati (società o singole persone), che, onestamente, da quanto ho notato, li tengono decisemente meglio. Nella mia città ci sono cinque Carrefour market: tre affidati in gestione a terzi e due a gestione diretta. Ti assicuro che la differenza si vede, infatti quelli gestiti dai privati sono ben tenuti,ordinati e puliti, mentre quelli gestiti direttamente da Carrefour fanno veramente pena: pavimenti sporchi, scaffali in disordine, personale ridotto al minimo.

  11. PerAnonimoItaliano

    PER ANONIMO ITALIANO:
    sarai anche dipendente del carrefour, e le TUE tasse saranno pagate allo stato Italiano..ma i soldini che il tuo datore di lavoro incassa li porta in Francia..non certo a Pontecagnano..dove forse sarebbe più opportuno cercare di far incrementare il lavoro dei negozi di vicinato..dove ogni singolo negozio rappresenta una famiglia che “campa”..ma sai cosa dico tu dici che è colpa dell’ignoranza della gente…è vero..per me le persone che spendono al carrefour anzichè in un qualunque negozio ITALIANO solo per l’illusione di risparmiare qualche centesimo sono proprio ignoranti…poi si fa l’operazione compra bot per salvare l’Italia..ma cosa vuoi salvare se diamo quotidianamente i soldi a chi li porta al’estero?!

  12. Massimo Pelvi

    Carrefour è una grande azienda che da lavoro a migliaia di persone sia in Italia che all’estero, ed è una azienda degna di ogni buona prospettiva sia presente che futura. Carrefour GRAZIE DI ESISTERE, sei e resterà i la migliore azienda competitiva in tutto il mondo.

  13. Alex

    Sono di Pontecagnano e mi capita ogni tanto di venire a fare la spesa al Carrefour. Lo ritengo un supermercato anni luce davanti a tutti quelli presenti sul territorio sia per qualità che per quantità. Il problema di questo supermercato è dovuto principalmente alla concorrenza. Chi è del centro di Pontecagnano ha diverse scelte tra supermercati e discount e il fatto che il Carrefour non si trovi proprio vicino lo penalizza abbastanza. Personalmente lo sfrutto nei momenti in cui voglio provare nuovi prodotti che difficilmente trovo nei miei supermercati sotto casa e quandi anche per cambiare oppure quando gli altri supermercati sono chiusi.

    1. Francesco

      Sono d’accordo, l’assortimento di questo Carrefour era davvero da primato e la scelta per il cliente molto nutrita. Purtroppo nel momento perdurante della crisi che colpisce tutti i settori, tranne il miliardiario business dell’accoglienza ai clandestini, il cliente viene attratto dai discount e da prodotti massificati e di scarsa qualità. Ciò che interessa è risparmiare per far quadrare il bilancio di fine mese. A questo si aggiunga che l’attrazione dell’ipermercato sta scemando già da parecchi anni a questa parte. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Un management che vede ridursi i margini, incrementando l’incidenza del costo del personale, può fare una sola cosa: ridurre il personale. Ma l’ottuso sindacalismo italiano rende impossibile qualsiasi tipo di ridimensionamento. Preferiscono far chiudere la struttura, facendo andare via le aziende,e perdendo dunque tutti i posti di lavoro pur di non cedere di un millimetro sugli esuberi. Che dire: chi è causa del suo male, pianga se stesso.

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