Negli ultimi anni il dibattito sulla distribuzione moderna si è concentrato soprattutto sui ricavi: chi cresce di più, chi apre nuovi punti vendita, chi guadagna quote di mercato. Ma c’è un indicatore molto meno visibile e allo stesso tempo molto più rivelatore dello stato di salute di un’impresa distributiva: il profitto.
Nel sistema Selex, come in gran parte della GDO italiana, i ricavi raccontano una rete dinamica e in espansione. Tuttavia la vera differenza tra gli affiliati non emerge tanto nella dimensione del fatturato quanto nella capacità di trasformare quei volumi in redditività.
Perché vendere di più non significa necessariamente guadagnare di più, soprattutto in un settore dove la competizione sui prezzi, l’aumento dei costi operativi e la pressione promozionale riducono costantemente lo spazio per il margine.
Il periodo compreso tra il 2020 e il 2024 è particolarmente significativo da questo punto di vista. In pochi anni la distribuzione italiana ha attraversato una sequenza di eventi straordinari: la fase pandemica, il boom dei consumi domestici, l’inflazione alimentare, il riallineamento dei listini e, più recentemente, una progressiva normalizzazione della spesa delle famiglie. Ogni passaggio di questo ciclo ha avuto un impatto diretto sulla redditività delle imprese: prima sostenendola, poi mettendola sotto pressione.
Per questo motivo analizzare l’andamento dei profitti degli affiliati Selex significa osservare come ciascun operatore abbia reagito a queste trasformazioni. Alcuni hanno saputo sfruttare la crescita dei ricavi per rafforzare i margini e migliorare l’efficienza operativa.
Altri hanno mantenuto una redditività stabile nel tempo, segnale di un modello di business equilibrato ma meno reattivo alle opportunità del ciclo. Altri ancora mostrano dinamiche più volatili, con anni molto positivi alternati a fasi di compressione dei margini.
Il confronto tra il triennio iniziale del periodo e il biennio più recente permette quindi di leggere con maggiore chiarezza la direzione intrapresa dagli affiliati. Non si tratta solo di capire chi guadagna di più in valore assoluto, ma soprattutto di individuare chi riesce a migliorare la qualità della propria redditività nel tempo.
Ed è proprio osservando i margini che emergono le differenze più interessanti all’interno della rete: modelli che premiano la scala, modelli che puntano sull’efficienza operativa e altri ancora che devono confrontarsi con una redditività più fragile.
Nei dati che seguono non si legge quindi solo una classifica di utili, ma una vera mappa della qualità industriale degli affiliati Selex. Perché nel lungo periodo non è la crescita dei ricavi a fare la differenza, ma la capacità di trasformarla in profitto.
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