Fondato nel 1935 il Centro di Distribuzione Fiorino, rappresenta una solida realtà a conduzione familiare che dal 1973 è entrato anche a far parte del Gruppo Despar Italia. Una scelta strategica e determinante per il futuro commerciale dell’azienda che, come evidenziato dalla Mappa della GDO, fruibile dagli abbonati Premium e Professional di GDONews, concentra i suoi punti vendita nel territorio messinese.
Un gruppo che, come il resto del mercato, si trova ad affrontare uno scenario reso insidioso da molteplici fattori come la crisi energetica, il conflitto in Ucraina e le gravi conseguenze del Covid-19. Una situazione analizzata da Vincenzo Fobert, Category Manager del settore Beverage del gruppo.
In un momento così particolare come procedono i rinnovi contrattuali con i fornitori?
“I contratti dei maggiori fornitori vengono rinnovati direttamente dalle Centrali d’acquisto nazionali, di cui noi facciamo parte”.
Alla luce delle tensioni sui margini come si comporta l’industria? Sta abbassando la scontistica per le promozioni?
“Le trattative con i fornitori sono continue e i cambiamenti ci sono stati a partire dalle quotazioni dalla frutta, con disponibilità inferiori rispetto alle annate passate, e delle materie prime”.
Voi invece come vi muovete? State abbassando la pressione promozionale?
“La categoria è condizionata da un importante picco durante i mesi estivi, per cui la pressione promozionale non può mancare, inoltre prestiamo particolare attenzione anche alle innovazioni di prodotto e alle novità di categoria”.
Quali sono nella vostra azienda i formati di vendita che in questo momento stanno soffrendo maggiormente i sell-out?
“I formati in brick. Il consumatore si sta orientando verso una fruizione più immediata e consapevole, in formati più contenuti e con grande attenzione ai plus dei prodotti”.
Guardando ai prossimi mesi, in che quantità scaricherete a scaffale l’ammontare degli incrementi dei fornitori?
“Queste scelte andranno fatte dopo aver attentamente analizzato il mercato, perché è quanto mai attuale mantenere sia i margini che la competitività. Anche se riversare interamente sul consumatore finale tutti gli incrementi non può essere la soluzione a tutte le problematiche attuali”.







