Le due aggregazioni vincenti nell’ultima decade della distribuzione italiana sono, senza dubbio, le centrali Selex e Conad. Nel primo dossier, pubblicato la scorsa settimana, abbiamo spiegato che non ci sentiamo di attribuire ad una di esse una leadership. E questo a causa dell’oggettiva difficoltà a tracciare un reale perimetro del mercato, e quindi alla inevitabile incidenza della base statistica (che coinvolge migliaia di imprese associate presenti sul mercato, e che sono anche legate a loro).
La statistica presenta – in re ipsa – un margine di errore che è ben oltre la differenza ufficiale tra le quote delle due imprese. Ed in fondo interessa poco anche alle stesse sapere chi è leader e chi no.
Di fatto, però, si può dire che a livello nazionale Conad e Selex sono ormai due sistemi di dimensioni molto simili, ma quando il confronto scende nei territori, quella somiglianza comincia rapidamente a scomparire.
Nel Nord Conad mostra generalmente una produttività superiore. Nel Centro emergono differenze profonde nella struttura delle reti. Al Sud, invece, la gerarchia si rovescia e Selex costruisce alcuni dei risultati più forti dell’intero confronto.
È da questa evidenza che nasce il secondo dossier della nuova stagione di studi GDONews.
Dopo aver analizzato nel primo dossier la nuova geografia del potere nella distribuzione italiana, questa volta mettiamo a confronto due delle principali organizzazioni della GDO per capire quanto la loro forza nazionale riesca davvero a replicarsi da un territorio all’altro.
Conad e Selex rappresentano infatti due modelli differenti. La prima è composta da un numero più ristretto di grandi imprese; la seconda riunisce una struttura molto più articolata e diversificata. E i dati mostrano che questa differenza si riflette anche nei risultati dei punti vendita.
Il dossier attraversa quindi le quattro aree Nielsen, confrontando produttività per metro quadro, formati, omogeneità delle reti, imprese associate, province e bacini territoriali con un obiettivo molto chiaro quanto non troppo intuitivo, non vogliamo semplicemente stabilire chi dei due venda di più.
Vogliamo, invece, capire chi riesce a mantenere le proprie performance quando cambia il territorio. Detto in parole semplici cercheremo di mettere a fuoco dove nascono le eccellenze e quanto il successo dipenda dalla centrale oppure dalle singole imprese associate oppure dai mercati locali.
Troppo semplice affermare, attraverso una classifica nazionale, chi sta davanti e chi sta dietro. Molto più complicato è entrare dentro i territori e scoprire dove, come e perché quella leadership cambia.










