venerdì 15 Maggio 2026

Da Linkontro la fotografia NIQ: nella GDO il 2026 è l’anno delle scelte

Il 2026 si apre per la Grande Distribuzione con un mercato solo apparentemente stabile. Secondo l’analisi presentata da NIQ a Linkontro, evento di riferimento per il largo consumo in Italia, i consumi restano solidi a valore ma diventano sempre più frammentati, selettivi e guidati dalla ricerca di convenienza, qualità e valore percepito.


Nel 2025 il Totale Largo Consumo Confezionato ha raggiunto 117,1 miliardi di euro, con il Food & Beverage a quota 88,7 miliardi, il Personal Care a 15,6 miliardi, l’Home Care a 8 miliardi e il Pet a 4,8 miliardi. Nei primi quattro mesi del 2026 il Totale Negozio omnicanale registra una crescita a valore del 2,6%, mentre il Largo Consumo Confezionato cresce dell’1,9%. Spicca l’e-commerce, che accelera del 13,6%, mentre il comparto Tech & Durables rallenta dell’1,2%, segnale di una maggiore prudenza negli acquisti non essenziali.

Il consumatore italiano non riduce necessariamente la spesa, ma la rialloca. Compra più spesso, frammenta il carrello e si orienta verso ciò che offre un beneficio concreto. Secondo NIQ, le famiglie italiane frequentano in media 6,3 insegne fisiche all’anno, confermando una fedeltà sempre più debole e una competizione più intensa tra retailer.

Il tema dei prezzi resta centrale. L’Italia presenta una delle più alte elasticità al prezzo tra i principali mercati europei: ogni incremento a scaffale può generare effetti immediati sui volumi. A pesare sono anche nuove tensioni sui costi, in particolare quelli energetici, che potrebbero riflettersi sui prezzi finali nei mesi successivi.


Cambia anche la composizione del carrello. Nell’anno mobile terminante a marzo 2026, la spesa media per famiglia cresce del 2,6%, mentre la frequenza di acquisto aumenta del 7,6%. Il fresco si conferma protagonista, con una crescita del 4%, trainata da frutta e verdura, macelleria e prodotti freschi confezionati. Al contrario, rallentano alcune categorie del confezionato, a conferma di un consumatore più orientato al consumo immediato e a referenze percepite come salutari o funzionali.

Sul fronte dei canali, il retail entra in una fase in cui la produttività del singolo punto vendita diventa più rilevante del formato. Crescono gli ipermercati di media dimensione e i discount, sostenuti anche dall’espansione della rete, mentre i supermercati mostrano una performance più stabile e organica. Parallelamente, nei primi quattro mesi del 2026 si osserva un riallineamento tra Industria di Marca e Marca del Distributore, entrambe in crescita dell’1,8% nel Largo Consumo Confezionato.

Per industria e distribuzione, la sfida sarà quindi costruire assortimenti più leggibili, promozioni più efficaci e strategie mirate sui diversi target. In un mercato omnicanale, selettivo e meno prevedibile, il valore non si genera più solo attraverso il prezzo, ma attraverso la capacità di interpretare bisogni, occasioni di consumo e nuove priorità delle famiglie italiane.

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