In Grande Distribuzione il packaging non è più un tema tecnico relegato all’ufficio acquisti o agli uffici marketing: oggi è una leva che sposta vendite, margini, immagine dell’insegna e rischio normativo. Una parte crescente di consumatori dichiara, infatti, di aver cambiato prodotto perché l’imballaggio era più sostenibile, e per molti il pack “green” è il primo segnale di coerenza tra ciò che il brand promette e ciò che fa davvero. In questo contesto il packaging in carta non è semplicemente “più ecologico”: è uno strumento per difendere o aumentare il sell-out, differenziare le MDD e mettere in sicurezza categorie e impianti rispetto alle nuove regole europee. Questa è la ragione per la quale si è deciso di dedicare una conferenza internazionale sul tema: mercoledì 13 maggio alle 14:30, alla Cibus Link Hall presso TuttoFood Milano, con il titolo “Dalla materia alla forma: come il packaging in carta sta diventando il nuovo punto di riferimento nel Food” il confronto metterà a fuoco proprio questo: non se la carta sia sostenibile in astratto, ma come le nuove soluzioni in carta possano generare valore concreto per retailer e industria.
Dal materiale al P&L: dove la carta cambia assortimenti e rotazioni
Per anni la carta è stata percepita come soluzione “povera”, adatta più a comunicare che a proteggere, ma oggi la situazione è ribaltata: le nuove generazioni di carte funzionali permettono di ripensare confezioni in categorie chiave – dal banco servito al take-away, dal bakery al fresco confezionato – con impatti diretti su percezione di valore e scelta a scaffale. Non è una questione estetica perché per il retailer questo significa creare MDD che “si vedono” subito come sostenibili, senza perdere funzionalità, rendere più coerenti le categorie con il posizionamento dell’insegna (ad es. concept green, format di prossimità, specializzazione sul fresco) ed anche usare il pack in carta per differenziare l’offerta e giustificare eventualmente posizionamenti di prezzo più alti o difesa dei margini.
Ma non è solo un tema legato alle Private Label. Il mondo della produzione industriale, prima ancora, sta efficacemente utilizzando queste soluzioni per avere nuove argomentazioni commerciali verso buyer e category (“non solo prodotto, ma soluzione di packaging che fa vendere e mette in sicurezza normativa”), sfruttano il packaging per modernizzare l’immagine di marca e facilitare l’ingresso in nuovi canali e format, e non ultimo si vede sovente che grazie a nuove soluzione di packaging si può trasformare un vincolo (fine di certe strutture plastiche non riciclabili) in un’opportunità di riposizionamento.
Regole europee: da costo improvviso a vantaggio competitivo
Oltre ai temi squisitamente strategico-commerciali, esistono temi legislativi, frutto di un Parlamento europeo decisamente attento ai temi ambientali. Ed in effetti è in arrivo il nuovo quadro normativo europeo sul packaging (PPWR e normative collegate), che sposta l’attenzione su tre punti molto concreti: da un lato imballaggi progettati “per il riciclo” e non solo “riciclabili sulla carta”, poi la riduzione degli imballaggi superflui e dei materiali difficili da gestire in filiera ed infine le restrizioni crescenti su sostanze problematiche (come i PFAS) ed i requisiti più chiari di etichettatura ambientale.
Insomma, non sono solo dicerie, c’è il rischio reale che certe strutture oggi dell’offerta attualmente in uso debbano essere riprogettate in tempi rapidi, con impatti su costi, continuità produttiva e assortimenti. E come sempre, chi si muove in anticipo, progettando pack già allineati ai requisiti di nuova generazione, si potrà trovare poi con un’offerta pronta per restare a scaffale senza sorprese, ma anche un argomento in più da usare in trattativa (“pack già compliant”), oltre ad un solido racconto di sostenibilità che non è solo comunicazione, ma compliance dimostrabile.
È qui che il packaging in carta, soprattutto nelle versioni più evolute e funzionali, diventa una scelta strategica: facilita il riciclo, si integra in filiere già rodate e, se ben progettato, tiene insieme le esigenze di food safety, logistica e marketing.
La sessione del 13 maggio avrà un taglio molto concreto, pensato per chi deve prendere decisioni su assortimenti, linee e investimenti. Herwig Kirchberger, Managing Director di Delsci (Gruppo delfort), illustrerà sfide e opportunità della transizione verso imballaggi alimentari riciclabili in carta, presentando casi che mostrano come le carte funzionali possano sostituire plastiche non riciclabili e multistrato complessi senza perdere in prestazioni. Le soluzioni a base carta di delfort sono PFAS-free e offrono barriere elevate contro oli, grassi, acqua, umidità, ossigeno e aromi: un mix che guarda già ai requisiti europei in arrivo e riduce il rischio di dover riprogettare il pack fra pochi anni. Alberto Palaveri (Sacchital/Giflex) porterà il punto di vista di un leader negli imballaggi flessibili a base carta: come interpretare PPWR e l’evoluzione delle preferenze dei consumatori traducendole in soluzioni riciclabili in carta adatte a diverse tirature e a impianti di confezionamento esistenti. Il focus sarà su un aspetto decisivo per l’industria: come fare innovazione di packaging senza “spezzare” la continuità produttiva. Silvia Ortolani (Esseoquattro) racconterà l’esperienza di un’azienda che ha scelto per tempo la strada del PFAS-free e di un modello di packaging sostenibile orientato a tutta la filiera: dalla protezione del prodotto alla riduzione degli sprechi alimentari. Con il progetto Bagvertising, Esseoquattro mostrerà anche come il pack in carta possa diventare un mezzo di comunicazione: shopper e confezioni che veicolano messaggi e promozioni, trasformando un costo industriale in uno spazio media a valore aggiunto.
Per un manager retail (acquisti, category, MDD, marketing) la conferenza offre insight utili per capire quali categorie sono più “pronte” al passaggio a soluzioni in carta, per valutare il potenziale impatto su vendite, immagine dell’insegna e percezione delle MDD ed anticipare gli effetti delle norme UE sugli assortimenti, evitando cambi affrettati. E per un manager industria (commerciale, marketing, R&D, packaging) è l’occasione per vedere casi reali di transizione a pack in carta già implementati, per capire come posizionare le proprie soluzioni presso la GDO non solo sul prezzo, ma su valore, compliance e supporto alla category e valutare come adeguare linee e portafoglio prodotto senza perdere efficienza.
In sintesi: non una conferenza “solo tecnica”, ma un momento in cui packaging in carta, regole europee e comportamento del consumatore si incontrano là dove contano davvero, cioè in assortimento e nei numeri.






