Nel caso di Maxi Di, osservare la rete nel suo complesso senza distinguere tra i diversi format rischierebbe di appiattire differenze molto rilevanti. Il gruppo, infatti, presidia il mercato attraverso modelli commerciali profondamente diversi tra loro: da un lato il canale discount, fondato su efficienza operativa, prossimità e volumi distribuiti su una rete molto ampia; dall’altro i format iper, super e Lis, che si muovono su superfici mediamente più grandi e su un impianto commerciale più strutturato.
È proprio per questo che l’analisi dei dati Top Sales risulta particolarmente utile. Separando i due perimetri, diventa infatti possibile leggere non solo quanto pesa ciascun blocco in termini di fatturato medio, ma soprattutto come si distribuiscono dimensione dei punti vendita, produttività delle superfici e struttura interna delle performance. In altre parole, si può capire dove il gruppo costruisce la propria massa critica e con quali modelli commerciali genera valore.
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Nel perimetro discount sono stati analizzati 409 punti vendita, mentre il blocco Iper-Super-Lis comprende 248 negozi. Già questo primo dato suggerisce una struttura a due velocità: da una parte una rete discount molto più estesa, dall’altra un insieme più contenuto ma composto da formati mediamente più pesanti sotto il profilo economico e dimensionale.
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