Il prossimo 18 settembre a Roma, presso Palazzo Montemartini, Unifol – Unione Italiana delle Famiglie Olearie – riunirà produttori, istituzioni, mondo scientifico e retailer per discutere come ripensare una categoria che, pur avendo un altissimo valore nutrizionale, non riesce oggi a esprimere appieno il proprio potenziale (qui il link per iscriversi all’evento).
L’indagine sul consumatore: fiducia e trasparenza in primo piano
L’evento vedrà la presentazione di una ricerca quali-quantitativa condotta da Nextplora che fotografa con chiarezza il punto di vista del consumatore italiano. La domanda di fondo è semplice ma cruciale: perché l’olio extra vergine non riesce più a comunicare al cliente finale? I dati evidenziano bisogni latenti che la distribuzione non può ignorare: maggiore fiducia, informazioni trasparenti, strumenti di scelta chiari e parametri di differenziazione concreti tra prodotti.
Una filiera che ha bisogno di strumenti nuovi
L’analisi mette in luce quanto la classificazione normativa ferma agli anni Sessanta, un linguaggio sensoriale incentrato sui difetti, etichettature troppo rigide e controlli disomogenei a livello europeo rappresentino barriere alla valorizzazione. A ciò si aggiunge una gestione del traffico promozionale che spesso appiattisce le differenze, impedendo di comunicare le peculiarità qualitative.
Per il retail significa dover operare in un contesto in cui il prezzo resta l’unico driver, senza strumenti concreti per sostenere marginalità e costruire valore.
Opportunità per la distribuzione: dal mero scaffale al ruolo di partner
Un messaggio chiaro arriva agli operatori della GDO: la distribuzione non può limitarsi a essere il luogo fisico di vendita, ma deve assumere un ruolo da protagonista nella ridefinizione della categoria. Questo significa lavorare su progetti di co-creazione con l’industria, adottare strategie di scaffale più segmentate, comunicare con un linguaggio comprensibile e promuovere la distintività dei prodotti in chiave educativa verso il consumatore.
Verso un nuovo patto di filiera
Il convegno ha l’obiettivo di gettare le basi per un memorandum d’intesa tra istituzioni e imprese. Una cornice che, se sostenuta anche dal retail, può portare a una riforma concreta di classificazione, controlli e comunicazione. Per la GDO, la sfida è quella di uscire dalla logica del “mordi e fuggi” promozionale e contribuire a costruire una categoria solida, trasparente e sostenibile, in grado di generare fiducia e reputazione.
Per i manager della distribuzione moderna, si tratta di una partita strategica: l’olio extra vergine non è solo una commodity, ma un asset identitario del made in Italy che richiede nuovi strumenti di valorizzazione per tornare a parlare davvero al consumatore.







