Una categoria ad alto valore nutrizionale, ma che fatica a esprimere pienamente il proprio potenziale a causa di barriere normative, linguaggi tecnici poco efficaci e una comunicazione al consumatore spesso inadeguata. È questo il punto di partenza dell’evento promosso da Unifol – Unione Italiana delle Famiglie Olearie, in programma il 18 settembre 2025 a Roma, presso Palazzo Montemartini, che riunirà i principali stakeholder del settore olivicolo-oleario, dalla produzione alla distribuzione, passando per le istituzioni e il mondo scientifico.
Un’indagine per leggere i bisogni latenti del consumatore
Fulcro dell’incontro sarà la presentazione di un’inedita indagine quali-quantitativa condotta da Nextplora, che offrirà una fotografia aggiornata della percezione del consumatore italiano nei confronti dell’extra vergine. L’obiettivo è portare alla luce i fabbisogni inespressi in termini di fiducia, trasparenza, informazione d’acquisto e differenziazione del prodotto, a fronte di una categoria che oggi tende a uniformare prodotti profondamente diversi per qualità, valori nutrizionali e metodi di produzione.
Una filiera priva di strumenti per valorizzarsi
A fianco del disorientamento del consumatore, emerge anche la difficoltà delle aziende nel difendere la marginalità e costruire valore. Una classificazione normativa ferma agli anni Sessanta, un linguaggio sensoriale sbilanciato sui difetti e una etichettatura vincolata da norme troppo rigide rendono complicato per gli operatori comunicare la qualità reale del prodotto. A tutto ciò si aggiungono controlli disomogenei a livello europeo e una gestione del traffico promozionale che spesso non tiene conto delle caratteristiche merceologiche.

Un confronto aperto per riscrivere le regole
L’evento intende aprire un confronto strutturato, con l’auspicio di arrivare alla definizione di un memorandum d’intesa tra istituzioni e imprese, capace di indicare proposte concrete per riformare classificazione, controlli e comunicazione. Per rafforzare la credibilità dell’incontro, sono previsti panel tematici che vedranno coinvolti rappresentanti di GDO, Horeca, aziende associate Unifol, mondo politico-istituzionale, enti di controllo ed esperti di qualità, nonché rappresentanti della cooperazione internazionale e dell’industria tecnologica.
Una sfida che riguarda tutta la distribuzione
In questo contesto, la distribuzione moderna è chiamata a un ruolo attivo: non più semplice snodo logistico, ma partner nella valorizzazione del made in Italy, nella costruzione di una categoria trasparente, sostenibile e in grado di parlare un linguaggio nuovo al consumatore. Unifol si propone come interlocutore credibile, pronto a collaborare con gli attori della GDO e dell’Horeca per uscire dalla logica speculativa di breve periodo e costruire strategie condivise di medio-lungo termine fondate su qualità, fiducia e reputazione.







