giovedì 23 Aprile 2026

L’olio extra vergine cerca nuove regole: UNIFOL chiama la GDO a un cambio di linguaggio

Il futuro dell’extra vergine d’oliva passa anche dagli scaffali della grande distribuzione. È il messaggio emerso con chiarezza dall’evento “La qualità dell’extravergine tra percezione e realtà”, promosso a Roma da UNIFOL – Unione Italiana Famiglie Olearie, che ha riunito produttori, distributori e istituzioni per affrontare una delle sfide più urgenti del comparto: ricostruire il valore dell’olio Evo attraverso una comunicazione più chiara e accessibile al consumatore.

Un consumatore confuso e un’etichetta che non aiuta

Dalla ricerca condotta da UNIFOL su un campione di 1.500 acquirenti GDO, emerge un dato che deve far riflettere anche il retail: un cliente su due dichiara di non conoscere davvero il prodotto che acquista, scegliendolo d’impulso o in base al prezzo.

La categoria soffre di una bassa alfabetizzazione sensoriale e di etichette spesso inadeguate a raccontare i veri elementi di qualità. I termini tecnici come “amaro” e “piccante”, per esempio, vengono percepiti come difetti più che come indicatori positivi. “Le informazioni presenti oggi non parlano la lingua del consumatore e non sostengono la vendita di qualità” ha sottolineato UNIFOL.

La GDO al centro della ridefinizione del linguaggio

Al convegno, ospitato a Palazzo Montemartini, hanno partecipato anche esponenti di primo piano della distribuzione moderna, tra cui Roberto Romboli (Gruppo D.IT) e Massimo Lucentini (Todis), insieme a brand storici come Desantis, Farchioni, Monini e Pantaleo.

Il dibattito ha mostrato un consenso trasversale: la GDO può e deve diventare un attore strategico nella riqualificazione della categoria. Non solo attraverso politiche di prezzo e layout di scaffale più coerenti con la segmentazione del mercato, ma anche con un linguaggio condiviso che aiuti il cliente a comprendere le differenze tra un olio base e un extra vergine di alta gamma.

Per il retail, ciò significa trasformare il packaging e la comunicazione di scaffale in strumenti educativi, capaci di valorizzare la filiera nazionale e favorire la rotazione dei prodotti premium.

Prezzo, promozioni e sottocosto: un equilibrio da ridefinire

Dal panel istituzionale è arrivato anche un richiamo alla responsabilità della filiera distributiva: le pratiche di sottocosto e la pressione promozionale esasperata rischiano di svilire il valore del prodotto. La qualità, è stato ricordato, non può competere solo sul prezzo, ma deve essere sostenuta da una narrazione coerente e da una normativa che permetta di comunicare i plus nutrizionali senza trasformare l’etichetta in un bugiardino.

Un mercato che cambia

L’analisi di UNIFOL si inserisce in un contesto globale in rapido mutamento: le rotte produttive dell’olio si stanno ridisegnando e la concorrenza internazionale spinge i produttori italiani e la GDO a collaborare su nuovi modelli di comunicazione, assortimento e valorizzazione del Made in Italy.

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