Lidl Italia rafforza la sua presenza a Siracusa con l’apertura di un nuovo punto vendita in via Grottasanta 339. È il terzo store dell’insegna nella città. All’inaugurazione ha partecipato anche il sindaco Francesco Italia, che ha evidenziato l’importanza dell’investimento per l’economia e la comunità locale. Oltre a creare lavoro, il progetto porterà alla costruzione di una nuova scuola grazie agli oneri di urbanizzazione.
Il supermercato ha una superficie di vendita di oltre 1.400 mq. È in classe energetica A1 e dispone di un impianto fotovoltaico da 207 kWp. L’apertura ha generato 17 nuovi posti di lavoro, che si aggiungono ai 23.000 collaboratori Lidl in tutta Italia.
Il progetto include anche la costruzione di un plesso scolastico, con un investimento di 1 milione di euro. L’iniziativa si inserisce nel piano di riqualificazione del quartiere “Mazzarona – Grottasanta”, una zona densamente abitata a nord-est di Siracusa. L’intervento riguarda un’area di oltre 10.000 mq. Il punto vendita occupa metà del lotto, l’altra parte sarà dedicata alla scuola.
L’edificio scolastico sarà su un solo piano e avrà una superficie di 780 mq. Ospiterà una scuola elementare con 5 aule per 125 alunni. Sono previsti anche spazi per mensa, sala insegnanti, segreteria e attività integrative. All’esterno ci saranno parcheggi, aree verdi e viabilità dedicata. È previsto anche un impianto fotovoltaico da 15 kWp. L’edificio sarà accessibile, sicuro e a basso impatto energetico.
Durante i lavori di costruzione del supermercato, sono stati scoperti importanti reperti archeologici. Tra questi, i resti di una latomia, antica cava di pietra usata anche come prigione in epoca greca e romana. Grazie a un pavimento vetrato, i clienti del supermercato potranno osservare i reperti all’interno e all’esterno del punto vendita.
Non è la prima volta che Lidl Italia valorizza il patrimonio archeologico. Già nel 2019, durante la costruzione del punto vendita in viale Santa Panagia, erano stati scoperti resti di una necropoli del IV secolo a.C. In quell’occasione, l’azienda aveva finanziato un parco archeologico da 800.000 euro, rendendo i reperti accessibili al pubblico con percorsi illuminati.








