giovedì 5 Marzo 2026

Alluvione a Bologna: duemila ettari sommersi e aziende agricole in ginocchio

Duemila ettari di terreni agricoli sommersi, colture compromesse, strutture aziendali danneggiate, abitazioni allagate. A poche settimane dalla precedente alluvione, che aveva già colpito in parte i nostri territori, ci troviamo nuovamente a contare i danni nell’Area Metropolitana di Bologna. Una situazione che, se non affrontata adeguatamente, continuerà a ripetersi, aggravata anche dal cambiamento climatico. È essenziale rivedere completamente il quadro normativo, burocratico e operativo, ancora troppo legato al passato, per adeguarlo alla crisi che stiamo vivendo.

Questo è il commento di Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, all’indomani della grave alluvione che ha colpito l’intera Area Metropolitana di Bologna e la Regione Emilia-Romagna. Nel territorio bolognese le precipitazioni, abbattutesi su suoli già saturi per le precedenti piogge, hanno raggiunto i 120 mm in montagna, i 170-180 mm in collina e i 50 mm in pianura. Molti corsi d’acqua sono esondati: il Ghironda ad Anzola, il Lavino a Sala Bolognese, il Navile a Bologna, il Savena a Baricella, la Quaderna a Selva Malvezzi, l’Idice a Budrio e Argenta, e il Sillaro a Castel Guelfo e nell’imolese.

Secondo una prima stima raccolta da Confagricoltura Bologna, oltre 2000 ettari di terreni sono stati allagati e più di 50 aziende agricole hanno subito gravi danni. Alcune di esse risultano ancora isolate, soprattutto nelle zone collinari, a causa dell’impraticabilità delle strade dovuta a frane e smottamenti.

“È ancora presto per quantificare con precisione i danni subiti dal settore agricolo, ma sono sicuramente ingenti. Molte aziende hanno perso tutto, altre rischiano lo stesso destino. È fondamentale che le istituzioni intervengano con urgenza, fornendo sostegni economici certi e, soprattutto, tempestivi – commenta Venturi – Non voglio accusare la Regione Emilia-Romagna o il Governo, ma è necessario un cambiamento rapido. Da maggio 2023 abbiamo assistito a continui rimpalli di responsabilità, che hanno solo rallentato l’intera macchina burocratica, già complessa, lasciando famiglie e imprese senza il supporto economico di cui avevano bisogno per ripartire. Speriamo che, dopo questa ennesima tragedia, si cambi finalmente passo e si lavori tutti insieme affinché situazioni simili non si ripetano”.

Confagricoltura Bologna ritiene necessario “riformare profondamente il sistema di prevenzione e gestione di questi disastri naturali, ancora troppo legato a modelli del passato. Prima di tutto, bisogna identificare con chiarezza chi deve intervenire e su cosa: rendere efficiente la manutenzione e la tutela del territorio, garantendo sicurezza ai cittadini e alle imprese, è prioritario. È fondamentale risarcire anche le aree montane e collinari, spesso trascurate e che, dopo questa alluvione, rischiano un ulteriore abbandono a causa di una viabilità compromessa da frane e smottamenti. Serve un piano operativo rapido e concreto per rilanciare questi territori, che non devono essere ricordati solo per finalità turistiche o escursionistiche, ma per tutto l’anno. Una progettualità che, nonostante le continue promesse degli ultimi anni, non si è ancora vista”.

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