La crescita dei discount ha caratterizzato gli ultimi anni del mercato, in termini di cura e appeal nei confronti dei consumatore che li hanno avvicinati molto ai classici supermercati, ma soprattutto per quanto riguarda numeri e crescita di quote e interesse da parte dei clienti.
Un ottimo momento fotografato anche dallo studio di Istituto Georetail Italia sui bilanci di esercizio di tutte le società di capitali della GDO, che conferma anche come dietro alle tre grandi insegne sia cresciuta una seconda fascia con imprese il cui fatturato si aggira intorno al miliardo di euro.
L'ufficio studi di Istituto Georetail Italia opera analizzando le prestazioni dei singoli punti vendita in tutta Italia, pertanto il dato che leggerete è stato ottenuto comparando l’andamento degli ultimi bilanci disponibili, sia degli affiliati che dei Cedi. Questo aspetto, quindi, deve tenere conto del fatto che diversi attori del mondo discount operano anche attraverso l'affiliazione (Todis al 100%), ed è questa la ragione dell'interesse verso questo studio.
Lo studio mette in evidenza alcuni aspetti davvero peculiari: se da un lato, come scritto, le prime tre insegne detengono una quota di mercato rilevante (circa 70% del totale), dall'altro lato le organizzazioni che hanno superato il miliardo di fatturato sono già sette, non sono poche.
Questo significa che considerare il format di convenienza come relegato ai tre grandi player non è più attuale. Imprese che fatturano oltre il miliardo di euro in Italia sono poche nella GDO, e si tratta sempre di grandi aziende.
Significa, in buona sostanza, che tutte e sette hanno energia finanziaria importante per migliorare molto, hanno la capacità di accaparrarsi posizioni di privilegio, sviluppare attività assortimentali di un certo pregio, insomma se non sono dimensionalmente grandi come le prime tre, hanno tutto per mettere molta preoccupazione alla gdo tradizionale che non sviluppa volumi di fatturato di questo livello.
E l'evoluzione di cui si accennava in apertura è questa: da un lato la crescita continua e costante dei primi tre dove - tra l'altro - uno corre più degli altri due, dall'altro la crescita del modello in generale che ha portato molte imprese ad evoluzioni impensabili che, di fatto, alterano anche gli equilibri interni delle organizzazioni a cui appartengono.
Entriamo quindi nel merito dei numeri:
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