mercoledì 24 Luglio 2024

Prove di guerra in Francia tra Carrefour e IDM a causa degli eccessivi aumenti dei prezzi

Il retailer francese Carrefour ha dichiarato che smetterà subito di vendere i prodotti PepsiCo a causa degli eccessivi prezzi di acquisto e vendita che l’azienda ha presentato in fase di negoziazione.

Di fatto, da giovedì smetteranno di essere in assortimento in tutti i punti vendita Carrefour i prodotti della PepsiCo, come le patatine Doritos e 7Up. Il retailer ha poi dichiarato che farà ancora di più: inserirà dei cartelli sugli scaffali dei suoi punti vendita in Francia spiegando ai clienti che non vende più quel marchio a causa degli “aumenti di prezzo inaccettabili”.

Una persona intervistata all’interno di Carrefour France da Financial Times ha dichiarato che “Le negoziazioni con PepsiCo sono state complesse, per dirla educatamente. Stiamo cercando di abbassare i prezzi quest’anno in linea con le tendenze globali, ma PepsiCo chiede invece aumenti di prezzo”. Da parte sua, PepsiCo ha preferito non commentare.

Carrefour, d’altra parte, non è nuova a tattiche di questo genere: a settembre, infatti, aveva applicato etichette con la dicitura “shrinkflation” su quei prodotti che erano diminuiti di volume ma avevano mantenuto o aumentato il prezzo sui suoi scaffali. Il tè freddo Lipton di PepsiCo e le torte ghiacciate Viennetta di Unilever erano tra gli articoli presi di mira da quella campagna.

Ma Carrefour non è la sola ad avere grossi problemi relazionali con l’industria di marca: anche Leclercl la scorsa estate aveva dichiarato che smetteva di vendere le referenze del produttore di bevande Pernod Ricard, dopo il mancato accordo sui prezzi, in ogni caso da allora i suoi prodotti sono poi tornati sugli scaffali dei suoi supermercati ed ipermercati.

In UK anche la catena Tesco ha avuto una lite simile con Heinz sul prezzo di fagioli e ketchup nel 2022.

In ogni caso in Francia si sta vivendo un periodo molto particolare: retailer e IDM sono impegnati nei rinnovi dei contratti annuali che si dovrebbero concludere entro la fine di gennaio, ovvero due mesi prima del solito per imposizione governativa.

Oltralpe il governo svolge, infatti, un ruolo attivo nell’esercizio di fissazione dei prezzi una volta all’anno. Il ministro delle Finanze Bruno Le Maire ha minacciato di imporre tasse speciali alle aziende alimentari che non trasferiscono prezzi più bassi ai consumatori, al fine di recuperare profitti “indebiti” man mano che i loro costi sono diminuiti.

Sono molti i governi che hanno preso provvedimenti sul tema inflazione: a parte l’Italia con il suo accordo anti inflazione da ottobre a fine dicembre 2023, in Gracia a novembre il Governo ha multato di 1 milione di euro ciascuna delle filiali locali di Procter & Gamble e Unilever per aver violato le leggi sui margini lordi.

Insomma, non si prevedono tempi sereni tra le grandi multinazionali ed i retailer nel mondo.

 

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