L’inflazione si sta sgonfiando e la conferma arriva dai dati appena pubblicati da NIQ relativi alle vendite della Gdo a settembre e alla loro proiezione sul progressivo da inizio 2023. Il mese scorso infatti il dato di crescita del trend di fatturato a rete corrente è stato del +6,6% rispetto a settembre dell’anno precedente per quanto riguarda il totale Italia Omnichannel. Percentuale che si attesta invece al +5,7% nei canali tradizionali Iper, Super e Libero servizio. Una segnale di graduale ritorno alla normalità che si percepisce anche nel dettaglio dei formati con un ridimensionamento delle vendite nei grandi formati oltre 4.500 mq (+2,8%) e dei Liberi servizi (+4,3%) mentre si sottolinea la prestazione dei Mini Iper (+8,8%) così come quella dei Supermercati (+5,9%). Andamento eccezionale invece per quanto riguarda i Discount con +7,9% e Specialisti Drug con +14,8% mentre l’Ecommerce si è attestato al +7,4%.
Il trend riferito ai primi nove mesi dell’anno indica invece un +8,9% destinato probabilmente a scendere ulteriormente da qui alla fine di dicembre seguendo un andamento iniziato ormai due mesi fa. Continuano poi a procedere in modo sostenuto gli Ipermercati con +7,2% – e +2,8% nel solo mese di settembre – a fronte di dati progressivi segno che l’inflazione si sta sgonfiando velocemente per questo canale che tornano ad un trend negativo. Superstore e Discount, invece, a rete corrente restano sotto la doppia cifra sia nel singolo mese che nel progressivi.
Le cose cambiano però analizzando l’andamento del totale fatturato a parità, con l’Italia Omnichannel che dal precedente +6,6% scende a +4,9% e i canali tradizionali da +5,7% si fermano a +5%. E’ quindi sorprendente in tal senso anche il risultato del Discount che nel mese di settembre da +7,9 crolla a +3,1% mentre per quanto riguarda i canali tradizionali notiamo come i Supermercati calino da +5,9% a +5,6% confermando come in definitiva non siano le nuove aperture a funzionare da differenziale come è invece più evidente fra i discount. Discorso analogo per i liberi Servizi che perdono lo 0,1% mentre si assiste a un ridimensionamento abbastanza rilevante – seppur molto alto – anche per gli Specialisti Drug che registrano un dato consistente che da +14,8% si assesta a +9,9%.
Trend molto simile anche per quanto riguarda le variazioni a valore nell’arco dei primi nove mesi del 2023, con i canali tradizionali che scendono da +8,5% a +7,2%. Dato questo che nel dettaglio vede i supermercati calare da +8,5% a +7,8%, però va sicuramente sottolineato come il Discount scenda da +9,7% a +6,8%; un calo quindi non repentino come quello di settembre ma che comunque indica un ridimensionamento del valore considerando la sola rete costante.
Da un lato dunque bisogna porre l’accento sul Discount come canale concentrato e con pochi player che aprono però numerosi punti vendita. Aperture che risultano importanti perché il mercato a rete omogenea premia maggiormente i supermercati che appartengono a un’area commerciale più stratificata e meno concentrata. Stratificazione nella quale i singoli protagonisti fanno meno aperture rispetto agli attori del discount anche se, in un mercato più stabile come quello dei supermercati e meno dinamico in termini di investimenti, il differenziale è anche numerico. Il discount, soprattutto negli ultimi mesi, paga dunque le prestazioni a rete omogenea e questo è senza dubbio un dato su cui riflettere.
Andiamo infine a confrontare le prestazioni dei territori dove il quadro è pressoché simile a quello già analizzato nei mesi precedenti e, volendo, anche negli ultimi anni. A settembre si segnalano così le ottime prestazioni del Nord-Est con +7,9% e del Sud-Italia con +7,2%; area 4 che per quanto riguarda il progressivo si conferma il territorio che ha realizzato il maggior incremento dei ricavi (+10,5%), seguito dal Nord-Est (10,1%). Il Nord-Ovest è invece l’area che cresce di meno (+5,1%) ma sappiamo come si tratti di un mercato plafonato e competitivo sotto il profilo della pressione promozionale, con fatturati che vengono quindi limitati anche dalle alte attività scontistiche. Il mercato a parità presenta comunque una flessione che è rilevante un po’ in tutti i territori, i ridimensionamenti sono dentro quei valori che si conoscono storicamente. Non ci sono grosse sorprese come quelle riscontrate nel canale Discount dove le prestazioni sono molto più limitate rispetto a quelle dei supermercati.










