Continua la crescita dei discount nel settore dei freschi, molto bene i formaggi mentre la gastronomia resta indecifrabile

I freschi a dicembre hanno registrato una forte crescita a valore in tutti i canali di vendita. Ovviamente il dato a volumi è differente, ma le prestazioni tra i diversi canali, riportate da NielsenIQ, sono decisamente interessanti. I supermercati sono in flessione di prestazioni, a discapito dei discount (leader di crescita anche in questo grande comparto) e dei superstore. Frutta e Verdura, con differenti dinamiche, sono in assoluto la categoria più rilevante dei freschi e freschissimi. A valore risultati positivi per tutti i comparti, sia nel mese di dicembre che nel progressivo che sancisce la chiusura dell'anno.

Il settore dei freschi e freschissimi, compresso da inflazione ed incrementi dei costi di gestione, nel mese di dicembre – nei canali della grande distribuzione – ha registrato complessivamente una crescita del  +9,5% rispetto all’anno precedente, mentre il dato progressivo dicembre 2022 ci restituisce un incremento di +6%.

È questa la prima istantanea offerta dai dati Nielsen per quanto riguarda l’andamento del settore del fresco – sia a peso imposto che variabile – in dodici mesi in cui le crescite, a valore, sono state spinte inevitabilmente dall’inflazione, anche se in questo settore si comporta talvolta in modo diverso da altre tipologie, a seconda dei segmenti approcciati.

I numeri analizzati raccontano come i canali tradizionali (LS+Super+Iper) abbiano totalizzato a dicembre una crescita di +8,5% che scende a +5,2% nel progressivo annuo. Un dato interessante perché il loro peso complessivo arriva a 76,6%.

Entrando nel dettaglio, vediamo come i piccoli negozi di prossimità (Libero Servizio) hanno registrato un mese di dicembre con una buona crescita a valore (+8,4%) che nel progressivo annuo restituisce un +2,2% il quale, rapportato ai dati inflattivi – rilevanti seppur diversi nei freschi – assicura comunque una crescita minima di questo canale.

I supermercati nell’area freschi e freschissimi negli ultimi trentun giorni dell’anno hanno totalizzato un incremento del +7,7% inferiore però a tutti gli altri canali tradizionali. Una novità, imputabile probabilmente ad una netta diminuzione della pressione promozionale specie per quanto riguarda la campagna delle ricorrenze che come sappiamo non è stata entusiasmante per i negozi, che anche nei freschi, risultano un po’ sofferenti.

Sofferenza un po’ attenuata invece nel dato progressivo (+5,7%) anche perché l’inflazione media dell’anno ha avuto una morsa inferiore rispetto a dicembre periodo in cui, come noto, è stata molto alta. Il dato annuo a valore quindi meno preoccupante per i freschi, ed è quello che maggiormente interessa la Gdo, anche se ci sarà senza dubbio un negativo a volume, che preoccupa più la produzione che la distribuzione.

Per quanto riguarda i superstore poi si conferma, anche in questo comprato di mercato, il loro ottimo momento con +11% a dicembre e una crescita migliore rispetto ai supermercati nel progressivo 2022 (+6,3%), così per gli ipermercati – un dato inatteso – con +8,5%, mentre quello annuo (+4,5%) è migliore dei libero servizio e nemmeno troppo lontano da quello dei supermercati. Un dato curioso perché non è distante dalla media del canale tradizionale che è 5,2%.

Bisogna anche rilevare come nei freschi il peso degli ipermercati sia 8,9%, basso rispetto alla rappresentatività a livello nazionale che, come già scritto in altro articolo oggi pubblicato da GDONews, è pari a circa 12 miliardi di euro.

Chi è cresciuto moltissimo anche nel comparto freschi è sicuramente il discount che nel mese di dicembre ha fatto +13,9% e nel progressivo ha ottenuto +9,5% mentre è evidente il calo dell’ecommerce (-2,3% su base annua e -4,3% sul mese) che evidentemente nel periodo delle feste non viene usato con particolare interesse.

Focalizzandoci invece sulle varie aree merceologiche dei freschi osserviamo come la frutta e verdura – la principale – ha avuto una crescita a valore di +1,8% a dicembre e +4,8 sul progressivo 2022. In questo caso però non dobbiamo dimenticare come questo viva di inflazioni che non sono determinate solo da crisi energetiche o dei costi dei fertilizzanti, ma risentono anche dell’andamento del clima, quindi spesso registrano saliscendi positivi o negativi. Il dato è sicuramente rilevante ma questo leggero positivo non significa per forza un forte negativo a volume perché le dinamiche sono più articolate e differenti da prodotto a prodotto.

Un incremento consistente a valore lo registriamo poi nei formaggi (+8,2% nel progressivo e +19,1% nel mensile) – altra area importante – e nel settore di pasta pane e pasticceria (+14,5% e +20,1%) che invece è meno rilevante in termini di incidenza.

Porta a casa una buona crescita a valore la macelleria, sia a dicembre (+13,5%) che nell’intero 2022 (+8,2%), area questa importantissima, mentre la pescheria ha valori negativi (-0,1% e -9%), oberata da inflazione.

La gastronomia infine continua ad essere indecifrabile nella sua funzione nella maggior parte dei casi, anche se ce ne sono alcune molto interessanti che fanno la differenza in determinati negozi, anche se in generale conserva un’incidenza limitata, seppur superiore alla pescheria. È un jolly da giocare con impegno ma che non tutti sfruttano perché non garantisce un risultato sicuro.