domenica 8 Febbraio 2026

Grandi supermercati, il terreno dove si sfidano i più forti: confronto delle redditività mq tra i protagonisti. Il caso Esselunga

I grandi supermercati di prossimità (1501-2500 mq) sono un cluster in crescita. Sono molti i retailer che si cimentano in questo formato, da Conad, Agorà, Selex, che negli anni hanno evoluto i loro punti vendita, a Coop, Carrefour, Esselunga, Il Gigante, Bennet che, pur essendo più focalizzati su formati superiori, sono anche ben presenti in questo specifico format. Tra di loro vi sono solide differenze: alcuni, come Coop e Carrefour su tutti, negli ultimi sei anni hanno diminuito le prestazioni per metro quadrato; altri sono invece cresciuti notevolmente, su tutti Agorà Poi esiste il caso Esselunga che l'articolo spiega numeri alla mano

I supermercati di prossimità misurano sino a 2500 mq e rappresentano la maggior parte del fatturato del totale GDO, ma nel suo interno le differenze tra i diversi cluster sono decisamente rilevanti. Un supermercatO da 2500 mq, infatti, è concepito con metodi ed obiettivi completamente diversi da uno di 500 mq.

Nelle scorse settimane, in una serie di pubblicazioni realizzate grazie agli studi dell'Istituto Georetail, abbiamo esaminato il grande mondo della prossimità dividendo per cluster i supermercati a seconda delle dimensioni: si è proceduto dapprima accomunando le superette con i piccoli supermercati sino a 800 mq, per poi analizzare i supermercati da 801 a 1500 mq, sino ad arrivare ai grandi supermercati che misurano da 1500 a 2500 mq.

Attori della DO come Conad, Selex, Coop, Agorà ed altri presidiano molto bene questo cluster di vendita, ma anche aziende come Il Gigante, Bennet e addirittura Esselunga sono molto attivi in questo tipo di offerta. In pratica questo è un terreno di scontro in cui si cimentano sia le catene che da sempre approcciano i grandi formati, sia quella parte della DO che si è evoluta, e che è fatta da insegne che negli ultimi anni hanno fatto grandi progressi rispetto ad altre.

Questa evoluzione deve essere considerata con attenzione perchè si tratta di un passaggio epocale: la storica DO oggi si divide tra chi ha saputo e potuto investire per aggiornare la propria offerta sul mercato e chi, invece, non ha saputo (o voluto) cambiare il suo modello di business approcciando negozi più grandi, perchè questo avrebbe determinato maggiori investimenti con un inevitabile e complicato aggiornamento delle strategie di assortimento a Cedi, cosa non banale.

Questa evoluzione ha portato i player citati sopra ad entrate nei bacini di utenza con negozi di grandi dimensioni, mettendoli in diretta concorrenza con quelli più piccoli, i quali hanno iniziato ad andare in sofferenza. L'effetto della saturazione del mercato, inevitabile, è quello che abbiamo sottolineato in queste settimane: i supermercati di piccole dimensioni sono in affanno (non i discount delle medesime misure), mentre i supermercati più grandi (sino a 1500 mq) crescono in modo esponenziale. L'ultimo "cluster" della prossimità, quello appunto che da 1501 arriva a 2500, dal 2016 al 2022 non ha seguito la sorte ne dei piccoli supermercati, ma nemmeno quella dei supermercati attorno ai 1000 mq, e dopo lo vedremo.

Come si vedrà entrando in analisi, in un cluster comunque di successo come quello oggetto di questa pubblicazione, vi sono alcuni attori (insegne) che hanno diminuito in maniera consistente la qualità delle loro prestazioni.

Questo dato è preoccupante, perchè se un'insegna diminuisce la numerica dei suoi negozi in un determinato cluster di vendita, o in un determinato territorio, e perde fatturato, il problema esiste ma si comprende e si giustifica. Quante volte abbiamo assistito ad un ridimensionamento di alcune aziende perchè hanno deciso di cedere una parte dei suoi punti vendita. Ma se un'insegna perde fatturato in conseguenza della depressione delle prestazioni per metro quadrato, allora la situazione è molto più seria, perchè perde terreno senza dismettere nessun negozio.

Chi dovrebbe conoscere queste dinamiche non è tanto la GDO, che ha comunque necessità di conoscere le proprie prestazioni, ma soprattutto di metterle a confronto con quelle dei suoi concorrenti; ma è l'industria che dovrebbe essere assillata da questi numeri.

Le sue linee di prodotto seguono inesorabilmente la sorte del negozio in cui sono posizionate (ovvero del suo contenitore di prodotti). Ancor più interessante è, però, la verifica degli andamenti delle redditività per mq, perchè è solo il trend che aiuta a comprendere bene ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro.

Questo articolo, realizzato grazie al grande studio dell'Istituto Georetail, porterà in evidenza le prestazioni per metro quadrato dei supermercati tra 1501 e 2500 mq, distinguendo i valori ed i trend sia per territorio che per insegna.

Prima considerazione:

abbiamo visto in altre pubblicazioni che questi punti vendita è un poco esplorato dai discount, ed è logico perchè non sono in grado di esprimersi con i loro assortimenti che diventerebbero ridondanti.

In precedenza si è anche scritto che il fatturato prodotto da questo cluster oggi supera di poco di 13 miliardi di euro, che rende questo formato importante ma non fondamentale. Di questi, circa 4,4 miliardi sono realizzato nel nord ovest, luogo in cui si scontrano aziende come Iperal, Tigros, Maxi Dì, Conad Centro Nord, Conad Nord Ovest, Italbrix, Coop Lombardia, Dimar, ma anche Il Gigante, Bennet, Esselunga, tutte grandi aziende dove alcune provengono da formati più grandi ed altre da quelli più piccoli.

Questo non è un dettaglio, l'aspetto più importante dell'attività del retailer è l'ampiezza dell'assortimento del suo Cedi, che non deve essere casuale perechè la filosofia assortimentale che l'azienda pensa all'origine è fondamentale per la realizzazione dei vari cluster.

Le imprese descritte sopra, ed altre ancora, tutte ubicate in area 1, producono la fetta di fatturato più importante, pari a circa 4,4 miliardi. La redditività media per mq in questo territorio è alta, pari a 7.100 € contro 6.600 € di media nazionale, ma è molto interessante notare che questo valore è rimasto inalterato nel corso di tutto il periodo da 2016 al 2022. Non è un bel segnale. Tra poco si vedrà che, in realtà, c'è chi sale e chi scende, ed uno che scende vedremo essere Esselunga.

Nel nord est il fatturato prodotto da questo cluster è pari a 3,8 miliardi, ed è anche qui in crescita: qui operano attori del calibro di Maxi Dì, Aspiag, Rossetto, Migross, Unicomm, Alì, Conad Centro Nord, CIA, Seven,  Cadoro, così come Esselunga e Coop Alleanza 3.0. La redditività media per mq in arera 2 è più basso rispetto al nord ovest, ed è pari a circa 6500 euro, ma in questo caso è in crescita rispetto al 2016, periodo in cui sfiorava i 6000 €. Anche qui, come vedremo in seguito, c'è chi sale e chi scende a seconda delle insegne.

E' il centro Italia, che sviluppa un fatturato pari a 3,6 miliardi (in crescita), che offre le migliori prestazioni per metro quadrato: circa 7.500 €. Cosa significa? Che se un fornitore vuole posizionare le sue linee di prodotto in un punto vendita che misura da 1500 a 2500 mq, potenzialmente può vendere di più rispetto in uno del centro Italia rispetto ad uno del nord ovest. Ovviamente un'altra discriminante è l'insegna, dopo lo vedremo.

Infine il sud: il fatturato prodotto da questi grandi supermercati è decisamente inferiore rispetto ad altri territori: qui si trovano principalmente retailer come Pac 2000, Megamark e Fratelli Arena che sono presenti con negozi di tali dimensioni. Il fatturato medio è decisamente inferiore, così come la redditività per mq. Infatti, se la media nazionale è 6.600 euro per mq, qui non si arriva a 5000€.

Vediamo adesso le prestazioni delle diverse insegne nel cluster sotto esame.

Il leader di mercato in termini di fatturato è Conad, e le sue prestazioni per mq negli ultimi sei anni risultano in crescita, peraltro con una media decisamente superiore a quella nazionale, pari a 7.158 €.

Coop Italia è il secondo player, però presenta una capacità di fare sellout inferiore al leader, non supera infatti i 6500 € per mq. Il dato preoccupante è però dovuto al fatto che questo è molto diminuito dal 2016, dove faceva 7500 €, ad oggi.

Carrefour è il terzo attore: e anche lui come Coop sta vivendo una depressione delle prestazioni sul formato in questione, infatti dal 2016, anno in cui un mq produceva in media 5.900€, è arrivato a realizzare 4.900 € nel 2022. Insomma, per questi due attori si può parlare di una depressione di prestazioni, prima ancora che di diminuzione della numerica dei negozi (nel caso di Carrefour anche questo).

Selex è il quarto attore del cluster 1501-2500 mq. Le sue prestazioni per metro quadrato sono in crescita, ma sono inferiori a quelle di Coop e di Conad: 5.850€ contro i 6.600 € della media nazionale. Nel 2016 il valore era 5.330 €.

Il quinto attore del mercato è Esselunga: i supermercati di Esselunga sono pochi e sono, soprattutto, storici. Non appartengono al format LaEsse, sono vecchi negozi cittadini che storicamente hanno sempre portato prestazioni eccezionali. Oggi il fatturato per mq che questi negozi producono è eccezionale, circa 17.800 €, ma attenzione perchè è in forte decremento rispetto al 2016, dove aveva raggiunto 19.300 €.

Un attore da tenere in debita considerazione in questo format di vendita è Agorà: le sue aziende (soprattutto Iperal, Tigros e Rossetto) sono protagoniste di prestazioni straordinarie, come straordinaria è l'evoluzione che ha fatto la sua produttività, passando da 7100 a 9.600 €.

 

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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