L'anno scorso infatti, dopo una crescita importante nei primi otto mesi, era iniziato un calo che a settembre aveva portato la GDO a chiudere con -0,4% rispetto al medesimo periodo dell'anno della pandemia. I dati attuali riguardano le vendite a valore ma sono comunque significativi perché i supermercati pagano le bollette con il denaro che incassano e, per quanto l'inflazione giochi un ruolo di primaria importanza in questo periodo difficilissimo, i ricavi della grande distribuzione non vanno affatto male.

Il dettaglio dei formati vede come al solito l'ottima prestazione dei discount con +11,4% ma anche dei piccoli negozi di prossimità (+7,1%), per un dato progressivo nazionale nei primi nove mesi del 2022 che si attesta a +5,3% con i formati tradizionali Super e Iper che ottengono +4,5% ricordando le evoluzioni vissute nell'anno del Covid-19, con la differenza che in questo caso la variante è l'inflazione.

Un fenomeno molto pericoloso che ha caratterizzato gli ultimi mesi e che ha subito un progressivo incremento in questo periodo recente. Il dato interessante è che se il segno è positivo, il calo dei volumi non è tale da deprimere le vendite e, per quanto non sia facile prevedere quello che succederà a breve e medio termine, possiamo comunque affermare che il dato finale del 2022 sarà estremamente positivo. Molto vicino a quello del 2020, con il periodo natalizio – sempre cruciale – che dirà molto in tal senso.

Tornando ai numeri, si vede come nel progressivo di quest'anno primeggi ancora il Discount con +7,5%, davanti al buon +5,4% dei Supermercati, in un quadro positivo anche per Ipermercati (+3,1%) e Libero servizio (+1,7%).

Che l'inflazione faccia bene lo capiamo anche dai risultati delle vendite della rete costante – quella cioè che tiene in considerazione i negozi già esistenti nel 2021 – che nel totale Italia ottiene un +6,6% estremamente positivo che, per quanto riguarda i supermercati tradizionali scende a +6,4%, restringendosi a +3,1% nel progressivo dei primi nove mesi dove il totale si ferma a +3,3%.

A livello geografico, nella rete costante, il mese di settembre ha confermato ancora una volta la crescita del Sud (+9%), seguito dal Centro (+7,8%) e poi da Nord Est (+5,8%) e Nord Ovest (+5,2), su un totale Italia di +6,6%.


Nella rete corrente la crescita è invece molto più consistente visto che il Centro ha raggiunto il +10,4% superando di poco il Sud (+10,3%). Il dato progressivo nella rete corrente infine è positivo – totale Italia +5,3% - con il Sud che torna a prevalere (+6,2%) e il Centro subito dietro (+5,5%) mentre nel mercato omogeneo l'area 4 sale a +5,9% e l'area 3 si attesta a +3,5%.
