venerdì 14 Giugno 2024

L’Emilia-Romagna è terra di Conad ma il leader è Coop

L'Emilia Romagna è la regione delle cooperative del nord est, un territorio che negli ultimi anni si è decisamente trasformato. Qui oggi, la GDO è fatta di cooperazione ma anche grandi player del nord e nazionali (Esselunga, Maxi Dì, Lidl su tutti), sgretolando la GDO storica che presidiava il territorio. In verità, però, il principale cambio è stato quello del consumatore che, un tempo molto ancorato agli assortimenti locali, si è velocemente adattato a standard d'offerta nazionali. Conad Centro Nord presenta una redditività media per MQ altissima, quasi il doppio di quella di Coop. Lidl possiede delle rilevanti quote di mercato. Esselunga, un tempo "sgradito" intruso del territorio, oggi è la prima insegna dopo Conad e Coop. Insomma una rivoluzione abbastanza silenziosa spiegata dettagliatamente nei numeri da questo profondo studio sulle quote di mercato nella regione.

Quando si parla di grande distribuzione in Emilia-Romagna, si parla del mondo della cooperazione. Tanto è vero che, in questa regione con poco meno di 5 milioni di abitanti, ovvero la metà circa della Lombardia, dominano due insegne che hanno costruito il proprio successo all’interno del concetto di cooperativa (Coop e Conad).

Si tratta però di due modelli di business diametralmente opposti. Uno, quello di Coop, si è evoluto negli ultimi venti anni grazie ad una legge del 1998 (dell’allora Governo D’Alema) che diede la possibilità di costruire il meccanismo del prestito sociale il quale, nella sua evoluzione, per farla molto breve, ha portato la Coop a gestire i risparmi dei consumatori trasformandoli, praticamente, in pseudo-correntisti. Il modello in questione, in senso stretto, implica il fatto che nella sezione finanziaria dei bilanci delle coop vengano indicate delle risorse derivanti dagli interessi sugli investimenti che, in valore assoluto, possono essere cospicue. In termini squisitamente retail Coop Italia opera sul mercato con Cedi titolari di negozi diretti dove, per buona parte di essi, circa il 50% del fatturato è dato dal canale ipermercati.

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Massimo Schiraldi
Massimo Schiraldi
Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net

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