sabato 7 Febbraio 2026

Benchmark: Bauli, Maina, Balocco e Galbusera sotto la lente

Quattro profili aziendali differenti tra loro dove le più grandi (Bauli e Galbusera) fanno maggior ricorso al credito pur essendo sostanzialmente solide. Maina e Balocco sono decisamente solide e fanno dell'oculatezza della crescita un "must". L’analisi di benchmark prende in esame l’ultimo quinquennio, dal 2016 al 2020, ed evidenzia una perdita di margini per tutte le imprese, va tenuto però conto del fatto che l’ultimo esercizio per cui sono disponibili i bilanci di tutte le quattro aziende è il 2020, l’anno in cui esplose la pandemia di Covid 19 e venne imposto il primo lockdown, a pochi giorni dalla Pasqua (era il 12 Aprile del 2020).

Pandori e panettoni sono il fiore all'occhiello della tradizione dolciaria italiana, amati in patria e all'estero, contano su produttori industriali robusti e di lunga tradizione, per lo più ancora in mano alle famiglie fondatrici. In questo articolo mettiamo sotto la lente i conti dei quattro principali player: Bauli, Balocco, Galbusera e Maina. Aziende dal peso specifico molto diverso (Bauli, che è leader con il 40% del mercato, fattura oltre 450 milioni di euro l'anno mentre Maina ne fa circa 80) ma tutte proprietarie di brand fortissimi. Tutte hanno una struttura finanziaria robusta, ma devono prestare attenzione alla marginalità che è piuttosto stentorea: a maggior ragione da oggi in avanti quando, dopo la batosta del Covid che ha spazzato via la campagna di vendite per la Pasqua 2020, si trovano alle prese con costi di produzione schizzati verso l'altro con percentuali mai viste nella storia recente.

Bauli venne fondata nel 1922 a Verona da Ruggero Bauli che avviò l'azienda grazie ad un'antica ricetta di pandoro. Oggi è un gruppo industriale che controlla brand come Motta, Alemagna, Doria e Bistefani, conta su sei stabilimenti produttivi ed esporta in oltre 70 Paesi. Ha oltre 1600 dipendenti, ogni giorno vengono vendute quasi 120 mila tonnellate dei suoi prodotti, offre 260 tipologie di prodotto e 1150 referenze. Il Gruppo ha chiuso l’anno fiscale 2020/2021 con un utile netto pari a 9,1 milioni di euro (+48,4% rispetto al 2019/2020) a fronte di ricavi pari a 481,2 milioni (-1,1%). Numeri frutto del fatto che la campagna natalizia del 2020 aveva ancora risentito degli effetti della pandemia, mentre la campagna di Pasqua 2021 si è svolta in linea con gli anni pre-pandemia. Bauli è leader nel mercato delle ricorrenze con una quota del 37% per il Natale e del 33% per la Pasqua.

Fondata come pasticceria negli anni Venti del Novecento, Balocco, in mano alla famiglia fondatrice da tre generazioni, oggi ha un giro d'affari di 185 milioni con 75 milioni di patrimonio netto. Ha 75mila metri quadri di superficie produttiva e logistica, impiega oltre 500 persone tra lavoratori diretti e indiretti ha investito oltre 80 milioni in tecnologie negli ultimi dieci anni. Nel 2021 ha venduto 29 milioni di dolci da ricorrenza. Balocco genera all'estero il 14% dei suoi ricavi, pari a 25 milioni, per il 50% all'interno della UE e per il 50% in Paesi extra UE. Presente in 70 Paesi, è guidata da Alberto Balocco, Presidente e Ad, nipote del fondatore scomparso poche settimane fa a 91 anni.

Galbusera Dolciaria, nata in Valtellina nel 1938 per opera di Enea e Mario, è tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane nel settore del bakery dolce e salato. Con il brand Tre Marie è attiva nel mercato dei dolci da ricorrenza. Ancora in mano alla famiglia, impiega oltre 500 dipendenti e ha chiuso l'esercizio 2020 con oltre 230 milioni di ricavi.

Maina è un'azienda dolciaria italiana fondata a Torino nel 1964 da una famiglia di emigranti pugliesi che negli anni Settanta trasferirono la produzione a Fossano (Cuneo) dove ancora oggi ha sede lo stabilimento principale, rinnovato completamente nel 2015 sotto la guida dell'architetto Gianni Arnaudo. Oltre che per il proprio brand, produce panettoni per Coop, Conad, Esselunga e Crai (il private label rappresenta circa il 50% della produzione complessiva, pari a 25 milioni di pezzi l'anno). Ha 260 dipendenti, nel 2020 ha fatturato 80 milioni di euro e ha il 17% della quota di mercato italiana.

L'analisi di questo benchmark prende in esame l'ultimo quinquennio, dal 2016 al 2020, ed evidenzia una perdita di margini per tutte le imprese: va tenuto conto del fatto che l'ultimo esercizio per cui sono disponibili i bilanci di tutte le quattro aziende è il 2020, l'anno in cui esplose la pandemia di Covid 19 e venne imposto il primo lockdown, a pochi giorni dalla Pasqua (era il 12 Aprile del 2020). E' evidente che questa misura colpì in modo durissimo le imprese attive sul mercato dei dolci da ricorrenza, con grandissima parte delle colombe che rimasero nei magazzini dei produttori. Il calo di fatturato e di margini del 2020 ha pertanto colpito in modo più pesante le aziende molto “sbilanciate” sui dolci da ricorrenza – Maina e Balocco – mentre è stato meglio ammortizzato dai player con una maggiore diversificazione di prodotto come Galbusera e Bauli. Come vedremo nel dettaglio più avanti, infatti, Bauli nel 2020 ha perso solo il 3% dei ricavi rispetto al 2019, Galbusera è addirittura cresciuta dell'1,3%, mentre Balocco e Maina hanno perso, rispettivamente, il 7,3% e il 9,7%.

La gestione caratteristica degli ultimi 5 anni

Il grafico seguente evidenzia la dimensione dei ricavi: è evidente che in termini meramente quantitativi i ricavi di Bauli (oltre 450 milioni euro nel 2020) sono il quintuplo di Maina. Dimensionalmente Bauli è leader, seguito da Galbusera che ha chiuso il 2020 con 231 milioni di fatturato. Balocco nel 2020 ha fatturato circa 153 milioni.

Più interessante è guardare l’evoluzione registrata dalle quattro aziende negli ultimi cinque anni, indicata nella Tabella 2.

Negli ultimi cinque anni solo Balocco è rimasta sostanzialmente stabile in termini di ricavi (-0,82%) mentre le altre sono cresciute: Bauli dell'1,47% e Maina del 2,5%. Unica a doppia cifra è Galbusera il cui fatturato nel quinquennio è cresciuto di oltre il 38%.

L’altro elemento ancora più significativo che troviamo nella Tabella 2 è l’andamento dell’Ebitda, cioè del margine operativo lordo che misura quanto reddito un’azienda produce attraverso la sua gestione operativa. Tutte le aziende sono in area negativa, tranne Maina che si può considerare sostanzialmente stabile (-1,13%). Bauli perde il 21,5% di margini, Galbusera oltre il 25% e Balocco quasi il 12%.

L’evoluzione del fatturato si percepisce in modo immediato nel grafico che segue.

Incrociando il fatturato con il margine operativo lordo (Ebitda) si riesce a capire la qualità della crescita. Il risultato si vede in modo piuttosto immediato nel grafico successivo: il posizionamento nei diversi quadranti consente di vedere il reale stato di salute delle aziende esaminate.

Nel quadrante sinistro in alto si rappresentano le aziende che hanno perso ricavi ma incrementato la marginalità: un quadro non particolarmente preoccupante finché il fatturato non registra cadute significative. Nel quadrante basso a sinistra vengono, invece, rappresentate le aziende che hanno perso sia fatturato che marginalità: lo scenario peggiore. Nel quadrante in basso a destra vengono rappresentate le aziende che hanno aumentato il fatturato ma diminuito la marginalità: è uno scenario pericoloso perché la crescita dei ricavi potrebbe spingere a ritenere che l’azienda sia anche solida quando non lo è. Nessuna delle imprese leader dei dolci da ricorrenza si trova nel quadrante migliore. Maina è in sostanziale equilibrio, Galbusera aumenta i ricavi ma vede diminuire i margini, Bauli perde margini e aumenta un po' il fatturato, Balocco ha entrambi gli indicatori in negativo. Nessuno scenario drammatico, ma di certo una situazione che richiede attenzione, già messa alla prova dalla pandemia e adesso alle prese con uno scenario inflattivo che per questo tipo di imprese si rivela particolarmente pesante (sono energivore e hanno bisogno di materie prime che hanno subito rincari pesantissimi).

EBIT e PROFIT margin del 2020

L’EBIT margin (l’indicatore che mostra quanto un’azienda è brava a fare il proprio mestiere) nel 2020 è positivo per tutte le imprese esaminate,anche se Galbusera si stacca a fatica dallo zero (+ 0,03%) e Maina fa un piccolo incremento (+2,5%). Positivo l'indice anche per Maina e Bauli che crescono di oltre il 6%. Ribadiamo che questo risultato riesce ad essere positivo nonostante il disastro del primo lockdown alla vigilia della Pasqua 2020.

Il PROFIT margin 2020 (l’indice che misura profittabilità, ovvero la ricchezza complessiva che l’impresa ha saputo generare dall’insieme delle attività operative e delle attività extra operative) ricalca la situazione del grafico precedente, con Galbusera sullo zero, Bauli in crescita di poco più dell'1%. Balocco e Maina crescono del 4,8% e del 5,4% confermandosi le più resilienti e con le migliori performance.

Nel pdf allegato, ottenuto grazie alla piattaforma ON LINE di GDONews BENCHMARK ON LINE, si possono analizzare i driver della redditività degli azionisti, le tabelle con la precisa situazione patrimoniale delle imprese e tutti i valori indicati nei bilanci del 2020 messi tutti a confronto.

Analisi di efficienza delle aziende

Dopo aver verificato i conti economici, guardiamo ora una serie di indicatori che spiegano in modo palese qual è l’ efficienza economico finanziaria delle singole aziende esaminate.

Entrando più nel dettaglio della gestione, si vede che Bauli è la più rapida nel far ruotare il magazzino, ogni 15 giorni in media. La più lenta è Galbusera (39 giorni), seguita da Balocco (33). Per Maina il tempo medio di giacenza delle scorte è di 31 giorni.

I tempi medi di incasso mostrano il forte potere commerciale di Bauli (8 giorni per farsi pagare la merce dai clienti) e un affaticamento di Maina (221 giorni). Seguono Balocco (117 giorni) e Galbusera (79).

 

Per riscuotere da Maina i fornitori devono attendere 191 giorni, Galbusera paga in 124 giorni, Balocco in 115 e Bauli – la più celere – in 55.

Analizziamo adesso i principali indicatori di solidità finanziaria, partendo dal rapporto tra mezzi propri e attivo che indica quanta parte del fatturato l’impresa finanzia con mezzi propri. Il dato medio delle aziende analizzate è 44 ed è buono (generalmente clienti e banche giudicano positivo il valore se è superiore a 30). L'impresa più debole – ma sempre oltre la 'soglia di sicurezza' – è Bauli con un indicatore del 33,7% mentre la più virtuosa risulta Balocco con un indice che sfiora il 60%.

 

Guardiamo adesso il rapporto fra debiti netti e ricavi che misura quanta parte dei ricavi è generata con risorse prese in prestito da canali esterni all’azienda. Questo valore è considerato molto buono quando si attesta attorno al 30%; tra 30% e 50% è giudicato medio mentre un indice che sta sopra il 50% inizia ad essere fonte di preoccupazione. Qui la situazione delle aziende esaminate è eccellente perché sono tutte molto sotto il 30% con addirittura Maina e Balocco che presentano indici negativi (praticamente il debito non esiste).

 

L’ultimo dato è quello dei debiti a breve: la media del benchmark è 38,6 un dato che ricade nell’area della sostenibilità: infatti, il debito a breve è ritenuto molto sostenibile quando non supera il 20% del fatturato, sostenibile fra il 21% e il 50%, meno sostenibile fra il 51 e il 75%, poco sostenibile oltre il 75%. Non hanno problemi Bauli (23,4%) e Balocco (28,42%), mentre devono prestare più attenzione sia Maina (57%) che Galbusera (45,5%).

 

 

 

 

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Silvia Ognibene
Silvia Ognibene
Giornalista professionista, collabora stabilmente con agenzie di stampa e quotidiani nazionali e internazionali dedicando particolare attenzione ai temi di finanza, economia e lavoro.

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