In questo articolo mettiamo a confronto cinque aziende che producono pasta secca analizzando i parametri del bilancio 2020 e l’evoluzione dei conti negli ultimi cinque anni. Le imprese paragonate sono Granoro, Pastificio Guido Ferrara, Pasta Zara, Pastificio Pallante, Pasta Cellino. A parte Granoro che investe molto anche sul proprio Brand, le altre aziende sono tutte molto conosciute nei mercati nazionali ed internazionali però la loro reputazione si è costruita prevalentemente nel campo delle private label, piuttosto che in quello delle grandi marche. Per tale ragione questo confronto è decisamente interessante perchè le aziende in esso presenti presentano modelli di business decisamente simili.
Tutte attualmente sono alle prese con i rincari dei costi dell’energia e della materia prima – oltre che della carenza di grano duro sul mercato – e tutte sono fortemente impegnate sul fronte della sostenibilità, oggi divenuta una necessità più che una virtù proprio per tentare di comprimere l’impatto sui conti della corsa del prezzo di gas ed energia elettrica.
Granoro venne fondata nel 1967 a Corato da Attilio Mastromauro, è tra le più importanti realtà produttive italiane nel settore della pasta secca di grano duro. Sempre in mano alla famiglia, è guidata dall’Ad Marina Mastromauro. Conta su 11 linee di produzione che sfornano 4,5 tonnellate al giorno, è presente in 180 Paesi del mondo.
Il pastificio Guido Ferrara nacque quasi 140 anni fa, nel 1883, a Nola in provincia di Napoli. La famiglia fondatrice oggi è giunta alla quinta generazione. Oggi lo stabilimento di Nola ha 120 dipendenti, 12 linee produttive che producono oltre 120 formati di pasta, alcuni dei quali brevettati, per una capacità produttiva di oltre 200mila tonnellate ed è presente in 80 Paesi.
Pasta Zara venne fondata da Emanuele Bragagnolo nel 1898 a Castelfranco Veneto, ha uno stabilimento produttivo a Riese Pio X dopo aver deciso di chiudere il secondo, a Rovato. Anche a seguito del crac delle banche venete ha chiesto e ottenuto nel 2018 l’accesso al concordato preventivo. In esecuzione del concordato, Amco ha erogato nuova finanza per 25 milioni finalizzati al rilancio della società che nello scorso gennaio ha vinto contro il colosso Inditex, titolare dell’omonimo brand di abbigliamento, Zara, che pretendeva dal pastificio la rinuncia all’impiego del marchio.
Il Pastificio Pallante venne fondato alla fine degli anni Quaranta in provincia di Caserta,ha 45 dipendenti, opera con 5 linee produttive per quasi 3 tonnellate di pasta al giorno in 100 formati ed esporta circa il 50% del prodotto all’estero. Commercializza con il proprio marchio Pasta Reggia e produce anche come private label per la grande distribuzione nazionale e internazionale. Nel 2019 ha acquisito “Pasta Sara” storico marchio salernitano di pasta fresca.
Pasta Cellino ha sede a Oristano, in Sardegna, dove nel 1999 nacque per opera della famiglia Cellino. Le origini risalgono agli anni Sessanta, quando Ercole Cellino disponeva di tre molini a Sassari, Sanluri e Cagliari in seguito accorpate in un unico impianto molitorio al porto industriale di Oristano. Oggi conta su 7 linee produttive per produrre oltre un milione di quintali di pasta l’anno.
Possiamo premettere che si tratta di tutte aziende in buone condizioni, ben gestite e con un profilo finanziario solido. Quella che soffre un po’ di più nella generazione di ricavi e margini è Zara, alle prese con il piano di rilancio post-concordato ma, grazie all’iniezione di finanza ricevuta, può considerarsi in sicurezza. Ottima la situazione di Granoro e Ferrara che crescono sia come fatturato che come margini. Pallante fa buoni numeri e finanzia quasi per interno con risorse proprie le attività aziendali.
Tutti i dati sono contenuti nella Web App di GDONews Benchmark On Line, nel quale si trovano tutti i produttori di pasta di semola e le loro prestazioni dal 2016 al 2020. La piattaforma permette ci costruirsi Benchmark in autonomia, inserendo sino a dieci nominativi di imprese per ogni report, poi scaricabile in PDF. Il servizio è usufruibile dai soli abbonati Premium.
La gestione caratteristica degli ultimi 5 anni
Il grafico seguente evidenzia la dimensione dei ricavi relativi al 2020: Pasta Zara ha chiuso l’esercizio con oltre 218 milioni di ricavi, in crescita del 6,62% rispetto al 2019 e segnando un’inversione di rotta rispetto al trend negativo degli ultimi anni. Guido Ferrara ha fatturato più di 93 milioni di euro, 78 milioni Granoro e 70 Pallante. L’impresa dimensionalmente più piccola è Cellino che ha archiviato l’esercizio con ricavi per oltre 50 milioni.
Più interessante è guardare l’evoluzione registrata dalle quattro aziende negli ultimi cinque anni, indicata nella Tabella 2.
Segni negativi per Zara che dal 2016 al 2020 ha perso il 23% del fatturato, passato da 240 a 218 milioni. Lieve calo per Pallante che nel quinquennio ha perso circa il 6% di fatturato, ascrivibile sostanzialmente agli esercizi 2017 e 2018 per poi invertire la rotta e risalire chiudendo il 2020 con una crescita di oltre il 7% sull’esercizio precedente. Granoro ha aumentato i ricavi di quasi l’11% nel quinquennio, mentre Cellino è rimasta sostanzialmente stabile (-0,63%). Generoso segno più per Ferrara il cui fatturato è aumentato di quasi il 40% dal 2016 al 2020.
L’altro elemento ancora più significativo che troviamo nella Tabella 2 è l’andamento dell’Ebitda nel quinquennio considerato, cioè del margine operativo lordo che misura quanto reddito un’azienda produce attraverso la sua gestione operativa. Tutte le imprese, tranne
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