Francesco Conti (Super Elite): costretti a portare aumenti sullo scaffale

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Con la loro presenza capillare in Lazio, Umbria e Marche, il Gruppo Super Elite (Selex) si conferma una realtà di primo piano all’interno della distribuzione moderna nella capitale. Dalla Mappa della GDO di GDONews (usufruibile dagli abbonati Professional e Premium) sottostante si può, infatti, notare che la sua presenza è principalmente nella città di Roma, oltre ad alcuni altri casi sul litorale. Rendere accessibile una spesa di qualità al maggior numero di consumatori ha portato l’azienda a proporre iniziative volte al risparmio e al sostegno della collettività.

Il Gruppo si estende all’interno della regione Lazio con circa 50 punti vendita che mediamente presentano un’area vendita di circa di 750 mq, producendo (media anno 2020, fonte piattaforma GeoRetail) 6 milioni di euro per negozio, dato che il fatturato alle casse è stato circa 300 milioni di euro.

Distribuzione dei PdV del Gruppo Super Elite. Fonte: Mappa della GDO di GDONews

Il fatturato a Bilancio 2020, ultimo disponibile, dell’azienda intesa come Cedi e non alle casse, invece, ammontava a 158,7 milioni di euro, con una crescita nel quinquennio 2016-2020 di circa il 33%. Peraltro, secondo la Webb App di GDONews Benchmark On Line, usufruibile dagli abbonati Premium, anche la media del suo EBITDA nel periodo indicato è decisamente buona, registrando oltre il 40% di crescita.

Evoluzione del fatturato 2016-2020 del gruppo Super Elite. Fonte: Web App Benchmark On Line di GDONews

L’aumento dei costi dell’energia e il difficile reperimento delle materie prime stanno preoccupando i principali attori della GDO. Francesco Conti, Buyer della pasta di semola, ci racconta qual è il reale stato dell’essere: “Non stiamo più negoziando gli accordi in senso classico, essendo che i continui aumenti di listini portano a una trattativa sempre aperta“.

Quali sono le ragioni che i fornitori adducono per incrementare i listini?

I motivi sono dovuti principalmente all’incremento dei costi delle materie prime, dell’energia, degli imballaggi e della logistica. Siamo passati dal ricevere richieste annuali di aumenti fino a richieste bimestrali o trimestrali.

Qual è la richiesta media di incremento rispetto allo scorso anno?

Fare un conteggio preciso non è facile. Indicativamente, a seconda delle fasce prezzo e del tipo di grano, intorno al 25%,35%.

Quanto di tale incremento in media scaricate sullo scaffale?

Cerchiamo di scaricare il meno possibile, solo la parte che serve per recuperare qualche costo, essendo che anche a noi sono aumentati notevolmente i costi energetici e logistici. Al momento gran parte dell’aumento lo abbiamo assorbito ma questa situazione non può durare a lungo. Prima o poi saremo costretti a portare gli aumenti subiti sullo scaffale.