
Belgravia è una realtà bergamasca che da oltre 40 anni lavora nel campo dell’ortofrutta: dalle prime coltivazioni di ortaggi a pieno campo degli anni ’70 a quelle di insalate in serra degli anni ’80 fino all’attività di lavorazione e confezionamento delle insalate fresche negli anni ’90, intercettando prima di altri il potenziale della IV gamma.
Monia Celegato, Responsabile Commerciale dell’azienda, incontrata a fiera Marca, rileva la notevole affluenza tra gli spazi espositivi pur segnalando una minore partecipazione da parte dei buyer dell’ortofrutta, nonostante l’evento dedicato Marca Fresh. Una riflessione che ci stimola a chiedere alla nostra interlocutrice perché l’ortofrutta è considerata una categoria verticale che, in qualche modo, fa storia a sé e non viene considerata insieme alle altre categorie del fresco. “Per l’importanza che ha dal punto di vista di comparto e produzione in Italia – ci risponde– che andrebbe valorizzata con una fiera adeguata, in grado di sfruttare il traino di altre fiere nazionali”.
Cosa presentate in occasione di Marca?
La nostra presenza in fiera si incentra su un progetto molto ambizioso, “Residuo Zero”, su cui stiamo lavorando da tanti anni e rispetto al quale siamo molto fiduciosi ed ottimisti, visti anche gli incoraggianti riscontri registrati da parte dei buyer. Ad oggi, siamo la prima azienda europea a portare in tavola le Baby Leaf Residuo Zero Certificate. Prodotti che vogliamo posizionare a nostro brand ma che ci auguriamo possano trovare spazio anche in MDD.
Si tratta infatti di un progetto aperto a tutti i retailer e soprattutto a chi ha voglia di innovare. Di fatto, attraverso questa certificazione, abbiamo anticipato le direttive dell’Unione Europea in termini di limitazione di uso di agrofarmaci, ma anche risposto alle esigenze di un consumatore sempre più attento all’ambiente: con “Residuo Zero” portiamo infatti avanti anche concetti legati al risparmio idrico e ai pack sostenibili.
Come state affrontando la difficile situazione attuale?
Siamo pienamente coinvolti e anche molto preoccupati e registriamo notevoli difficoltà, anche perché, checché se ne dica, non vi sono proiezioni rassicuranti nei prossimi mesi e trasferire gli aumenti sui clienti non è semplice nonostante, soprattutto negli ultimi giorni, abbiamo rilevato una maggiore apertura, probabilmente determinata dal fatto che abbiamo tutti le medesime esigenze. L’aspetto più delicato è sicuramente legato al caro energia e a tutto ciò che ne deriva, come imballaggi e logistica.








