IV gamma ortofrutta: Mercato GDO Italia cresce del del +6,5% nel 2021. Residuo zero è la soluzione di Belgravia

0

Innovazione è sinonimo di distinzione anche in campo agricolo per l’azienda bergamasca Belgravia, nata dall’esperienza della famiglia Camozzi la cui attività è iniziata oltre quarant’anni fa ed oggi la vede impegnata prevalentemente come copaker nel mondo della quarta gamma. “Per differenziarci nel mercato – ha spiegato il direttore commerciale Monia Celegato nel workshop di Cibus Lab “Ortofrutta e frutta secca: battaglia tra super discount” – dobbiamo cercare di lavorare sull’innovazione come stiamo facendo da qualche tempo, proponendola anche in campo agricolo con lo scopo di ottenere prodotti ad alto contenuto di servizio che soddisfino consumatori sempre più esigenti e assecondino il grande tema del momento che è quello della sostenibilità”.
L’azienda e tutto il suo team infatti stanno lavorando con grande convinzione sul progetto “Residuo Zero” che sposa perfettamente questi due requisiti. Certificazione che è stata ottenuta per la produzione della baby leaf Valeriana e che – secondo le intenzioni – sarà estesa a tutte le referenze.
“Non c’è molta chiarezza sulla materia – ha osservato Celegato – e l’ostacolo principale è far capire al consumatore cosa significa e di cosa si parla. In tal senso stiamo facendo uno sforzo importante anche in termini di comunicazione perché spesso il consumatore si ferma al concetto di prodotto “bio”, giustamente convinto di fare un acquisto di grande qualità.

Il Residuo Zero però risponde a requisiti ulteriori di sostenibilità, risparmio energetico e minor imbatto ambientale. Comporta un lavoro agronomico estremamente più complesso e rilevante”. Un valore aggiunto che viene trasferito anche alla MDD: “Anche la grande distribuzione ha difficoltà a far recepire il valore di questo tipo di proposta al consumatore, quindi da parte nostra c’è piena disponibilità se altre insegne si mostrano interessate.
Qualche catena sensibile c’è: Esselunga ad esempio ha accolto bene il progetto e ha già iniziato a vendere prodotti ma stiamo iniziando a collaborare anche con altre realtà. Per quanto riguarda l’estero abbiamo riscontrato maggior entusiasmo fra industrie che producono magari altri prodotti ma utilizzerebbero volentieri questo componente come ingrediente”.

Quale sarà dunque la molla per accompagnare il retailer verso questa evoluzione? “Se riusciremo a posizionare il prodotto con il nostro brand – ha concluso Celegato – faremo una campagna di comunicazione rivolta al consumatore. In ogni caso sarà una “pubblicità progresso” che farà del bene al settore e a chi produce a residuo zero”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui