giovedì 23 Aprile 2026

Le vendite LCC in positivo grazie ai Discount. Male i canali tradizionali: crisi nelle negoziazioni? Analisi dati IRI

Per il terzo anno consecutivo il primo bimestre del mercato del Largo Consumo Confezionato chiude in positivo. E' successo nel 2020 quando, dal 17 febbraio - data della scoperta del Covid in Italia (ed in Europa)- i consumatori nel panico avevano iniziato a fare scorte (panic buying), nel 2021 l'evoluzione epidemica aveva ancora una volta spinto in alto le vendite, mentre nel 2022 queste salgono soprattutto grazie ad un effetto inflattivo sui prezzi al pubblico che inizia a farsi sentire con forza.

IRI, come ogni mese, ha tracciato una fotografia del mercato del Largo Consumo Confezionato portando a galla una serie di evidenze che vanno necessariamente analizzate perchè il dato positivo (totale LCC su 2021) è condizionato da performance di alcuni formati decisamente positive, nonostante il periodo, ed altri che invece sono in decisa sofferenza, sia a volumi che a valore.

E se per un lato era prevedibile che avvenisse questo calo, per l'altro sorprende che chi ha portato maggiore inflazione sullo scaffale ha saputo, allo stesso tempo, portare anche i migliori incrementi delle vendite a volume, non solo a valore.

Si potrebbe interpretare come "la maledizione della negoziazione?", ovvero di un periodo di stallo tra le parti, in attesa della fissazione dei prezzi, che porta a congelare anche i progetti che normalmente corrono all'interno degli accordi. In questo senso è di particolare rilevanza il segno negativo della pressione promozionale che IRI rileva nel primo bimestre.

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Lo studio di IRI è gratuito per tutti i clienti dell'azienda, ed è concesso eccezionalmente a beneficio degli abbonati di GDONews, in virtù della partnership tra l'azienda editoriale e l'Istituto di Ricerca.

L’aggiornamento dei dati IRI, riferito alle vendite del Largo Consumo Confezionato nei canali tradizionali, nei discount e nei drug store, ci mostra come il progressivo a fine febbraio sia pari a 12,2 miliardi di euro, con una crescita dei ricavi

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