Carrefour chiude il 2021 positivamente. Nel mondo le strategie che applica anche in Italia

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Carrefour a livello internazionale cresce con decisione. Dopo il fallito accordo di fusione con Auchan, che nelle strategie di Bompard, avrebbe potuto contrastare con decisione la crescita internazionale dei discount, il gruppo francese chiude il 2021 decisamente bene. Non solo: come si vedrà nell’articolo esiste una strategia internazionale molto precisa dove, è il caso di poterlo affermare, si inserisce anche l’azienda italiana, facendo pensare ad un aggiornamento della sua presenza in Italia, e nessuna exit strategy.

Nonostante il confronto con gli ottimi risultati dell’anno precedente (+7,8% LikeForLike nel 2020) e il contesto di allentamento dei vincoli sanitari per il consumo fuori casa, anche nel 2021 le vendite del Gruppo Internazionale Carrefour hanno continuato a crescere (+2,3% FLF), raggiungendo gli 81,2 miliardi di euro, con risultato operativo costante a +7,7%, che arriva ad un +20% nel caso della Francia. Va specificato che a crescere è anche il commercio elettronico dei prodotti alimentari, che segna addirittura un +20% e che, nelle strategie del gruppo, vuole rappresentare un asset molto più strategico di quanto non lo sia adesso. In questo senso, mentre in Francia le vendite del gruppo sono seriamente supportate dal canale on line, in Italia questo canale, pur essendo presente, non produce i risultati che potrebbe realizzare.

Carrefour ha registrato una performance molto importante nel 2021 – ha dichiarato il CEO Alexandre Bombardin linea con il suo piano strategico. Il nostro modello omnicanale continua ad espandersi e ad attrarre clienti: le nostre iniziative digitali ci pongono in una posizione di leadership in nuovi mercati, la nostra rete di negozi sta crescendo a un ritmo veloce – permettendoci di raggiungere il nostro obiettivo di aperture un anno prima del previsto – e stiamo guadagnando quote di mercato nei nostri paesi chiave“.

In effetti, le aperture dei negozi cosiddetti “convenience store”, che più volte si è spiegato non sono quelli di convenienza ma di vicinato, sono state 2.994, ovvero 1.220 in più rispetto alle 2.700 preventivate entro fine 2022, e la cessione di asset immobiliari non strategici ha raggiunto i 330 milioni contro il target di 300 milioni programmato per fine 2022.

Questo è secondo asset: la prossimità. La consapevolezza che il canale ipermercati è in forte declino è molto presente, e la soluzione è quella di rivolgere gli investimenti verso in formati più piccoli, trasformando gli ipermercati verso una collocazione a supporto delle vendite on line.

In tema di espansione, va segnalata l’acquisizione del Gruppo BIG in Brasile, il cui closing è previsto per la fine del secondo trimestre 2022. Parallelamente, Carrefour ha continuato a ottimizzare il suo modello operativo con la cessione in affitto del ramo d’azienda, in Francia, di 10 ipermercati e 44 supermercati e ha annunciato un nuovo programma che riguarda altri 43 punti di vendita (16 ipermercati e 27 super) a partire da marzo 2022.

Questo è il terzo asset: la cessione dei punti di vendita in affitto, esattamente ciò che sta accadendo in Italia, per adesso con una parte dei supermercati.

Vista l’accelerazione dell’inflazione, il Gruppo è inoltre fortemente impegnato a proteggere il potere di acquisto dei propri clienti. Per questo, ha intensificato i suoi obiettivi di risparmio: dopo aver raggiunto i 930 milioni nel 2021, ha alzato il suo obiettivo da 2,4 a 2,7 miliardi di euro su base annua entro il 2023.

L’aumento della redditività è andato di pari passi con una generazione record di cash flow pari a 1.128 milioni di euro, consentendo al Gruppo di continuare i suoi investimenti, in particolare nel digitale, e a consolidare le opportunità di crescita esterna. Il dividendo, inoltre, è stato aumentato dell’8%, a 0,52 euro per azione, Carrefour sta lanciando un nuovo acquisto di azioni per 750 milioni di euro, dopo i 700 milioni del 2021.

Risultati Francia

Nell’anno appena trascorso, sono cresciuti nuovamente tutti i segmenti, sulla scia della base record del 2020. Le vendite LFL sono aumentate del +1,8% (+2,4% nel settore alimentare, -1,7% in quello non alimentare). La quota di mercato è migliorata del +0,2%. Il Gruppo ha sovra-performato in ciascuno dei canali di riferimento: dagli ipermercati ai supermercati, fino ai “convenience” e ai Drive. L’e-commerce è cresciuto del 19% (+80% se raffrontato al 2019). I proventi operativi ricorrenti per il 2021 sono aumentati del +20,4% (+128 milioni di euro) raggiungendo i 757 milioni di euro, rispetto ai 629 milioni di euro del 2020. Il margine operativo è aumentato di +30 pb al 2,1%, dopo un miglioramento di +24 pb nel 2020.

Risultati Europa (Francia esclusa)

Le vendite LFL sono aumentate del +2,3% negli ultimi due anni (-1,1% nel 2021 dopo il +3,5% del 2020).

  • In Spagna le vendite sono piuttosto stabili dopo la grande crescita del 2020 (-0,4% LFL, che diventa +6,7% considerando gli ultimi due anni), per una crescita di quota di mercato del +0,3%;
  • In Italia le vendite sono ad un –3%, che sale a -8,2% se si considerano gli ultimi due anni. In effetti, qui è migliorata nettamente nel corso dell’anno tornando in territorio positivo nel secondo semestre (+0,8% nel terzo trimestre e +2,5% nel quarto), trainata da una strategia commerciale offensiva e da un forte miglioramento di livello di fedeltà dei consumatori;
  • In Belgio (-4,2% contro il +4,1% degli ultimi due anni) il Gruppo è stato penalizzato da un contesto competitivo deflazionistico, da una base di comparazione elevata durante la stagione estiva e da carenze di approvvigionamento nel quarto trimestre a causa di rilevanti interruzioni presso un importante partner logistico;
  • La Polonia (+3%/+2,3% negli ultimi due anni) ha beneficiato di dinamiche favorevoli con una ripresa dei consumi delle famiglie e riapertura dei centri commerciali
  • In Romania (+2%/+4,1% negli ultimi due anni) sta vivendo un ottimo andamento, guidato da un forte indice di fiducia.

Il risultato operativo ricorrente è aumentato del 3,3% (+23 milioni di euro) a tassi di cambio costanti, raggiungendo i 718 milioni di euro rispetto ai 698 milioni del 2020. Il margine operativo è aumentato di 9bps, al 3,4%. Tutti i Paesi, eccetto il Belgio, hanno registrato un aumento di ROI e margine ROI. Il miglioramento della redditività è stato particolarmente marcato in Spagna e in Italia.

 

Risultati extra Europa

L’America Latina registra solide performance, pur in un contesto economico difficoltoso, con una crescita delle vendite molto alta (+9,3% LFL) sulle già ottime performance del 2020 (+23% LFL).

 

Crescono le vendite anche a Taiwan (+16,7%) , graze soprattutto all’acquisizione dei convenience store Wellcome.

 

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