“Un’edizione certamente diversa a quello a cui eravamo abituati ma comunque interessante, dove forse non ci sono molte aziende ma di sicuro quelle che contano”. Così Pietro D’Angeli, Direttore Generale Clai, azienda emiliana punto di riferimento nel mondo dei salumi, in particolare del prosciutto, 100% italiani, commenta l’esperienza di Cibus, facendo un plauso a Fiere Parma per il coraggio dimostrato ma anche alle imprese presenti, che in questo modo danno un segnale di fiducia nell’Italia e nel suo sviluppo futuro.
“Il periodo per noi è molto importante – prosegue – . Il Covid ha creato problemi a tutti, comprese le aziende. Durante la prima chiusura abbiamo assistito a cali importanti nelle vendite a cui abbiamo reagito ideando nuovi prodotti, sfruttando la tecnologia a disposizione per poter continuare a incontrare clienti e agenti e investendo in comunicazione, con un’operazione di rebranding, partita nel giugno dello scorso anno”. Un’operazione che ha generato risposte positive, tanto che luglio ha chiuso con segno più.
Un bel segnale per questa cooperativa agricola di Imola che, nata nel 1962, si appresta a tagliare il traguardo del 60° anniversario. Un gruppo composto da più di 500 lavoratori dipendenti e oltre 200 soci allevatori, riuniti in un comune progetto di crescita. All’interno – come spiega il Direttore Generale – è presente anche il prosciuttificio di Langhirano, la Zuarina Spa, che ha iniziato la sua storia addirittura nel 1860. Circa un anno fa, inoltre, è entrato anche un piccolo caseificio toscano.
Una realtà solida che, pur nella difficoltà, ha saputo affrontare la crisi generata da Covid. “Siamo orgogliosi di poter dire – conclude D’Angeli – che in questi mesi nessun nostro dipendente ha fatto nemmeno un’ora di cassa integrazione e che, anzi, abbiamo anche ricominciato ad assumere”.





