CLAI: rebranding dopo un profondo studio sui consumatori

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Un rebranding in piena pandemia? Lo ha fatto la cooperativa agricola imolese CLAI che ha colto l’occasione data dall’emergenza sanitaria per anticipare alcune strategie che erano state inizialmente calendarizzate per un periodo successivo. Un passaggio illustrato dal direttore marketing Gianfranco Delfini nel suo intervento al workshop di Cibus Lab “Salumi prospettive post Covid dei diversi segmenti. Banco taglio, libero servizio e take away” tenutosi qualche settimana fa.

“L’aggiornamento del marchio era un tema che ci stava a cuore – ha detto – sentivamo l’esigenza di concretizzare un cambio di passo e una filosofia di prospettiva e di obiettivi per l’azienda. Lo abbiamo fatto con entusiasmo anche perché nelle ricerche di mercato che facciamo costantemente avevamo notato, a ridosso fra 2019 e 2020, che il consumatore rivolgeva un’attenzione sempre maggiore alla carne 100% italiana, alla tracciabilità, all’esperienza e alla capacità di metterci la faccia oltre al lavoro.

Una ricerca – ha spiegato – ripetuta anche nel periodo pandemico, che ci ha fatto notare come questi valori fossero addirittura rafforzati. Così abbiamo accelerato il rebranding perché fondamentalmente i tratti distintivi di CLAI erano quelli richiesti dal mercato. Ovvero essere una cooperativa di soci allevatori, di poter assicurare una filiera integrata dai campi alla tavola e di caratterizzare una produzione 100% italiana. Abbiamo voluto quindi anticipare e rendere esplicita la nostra realtà ai consumatori e al mercato per rispondere a questa esigenza”.

Un quando in cui la provenienza italiana del prodotto si è confermato come il primo driver osservato dal consumatore: “Abbiamo fatto un approfondimento in materia – ha rivelato Delfini – notando come i giovani non lo ritenessero sufficiente ma chiedessero anche informazioni ulteriori sulla filiera, sugli attori coinvolti e la gestione della stessa, e su come veniva realizzato il prodotto. Tutte notizie tradotte in packaging firmati e ricchi perché parlano di persone che hanno partecipato ad una produzione di valore, ma anche aperti grazie ai QR Code che in qualsiasi momento da un semplice smartphone possono raccontare tutto ciò che il mercato richiede. Il tema della tracciabilità della carne 100% è fondamentale come quello della qualità, specie per chi come noi ha l’obiettivo di posizionarsi su una proposta premium del mercato, offrendo valore e soluzioni qualitativamente percepibili al momento dell’acquisto e confermabili anche nel successivo riacquisto. Lavoriamo per centrare questi due obiettivi”.

Un lavoro focalizzato anche su una valore sempre prezioso come la sostenibilità: “Un tema che consideriamo a 360° – ha rivendicato il direttore marketing – non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale, visto che mettiamo al centro il concetto di persone e di individui. CLAI è una cooperativa che fa della partecipazione, dell’aiuto reciproco e della creazione del valore congiunto, uno dei punti di forza del suo percorso. Quando parliamo di sostenibilità parliamo di persone al centro del progetto, di welfare aziendale ma anche di ritmi di lavoro di un certo tipo e di un approccio che l’azienda ha nei confronti di tutti i lavoratori. Parliamo ad esempio di un sistema di biogas, di cui andiamo particolarmente orgogliosi, che permette di recuperare sottoprodotti della lavorazione del salumificio uniti a mais e liquami dell’azienda, che consentono di creare un gas che alimenta un motore elettrico che a sua volta produce energia e acqua calda per tutta la produzione CLAI.  Una pratica che portiamo orgogliosamente avanti da una decina d’anni in una politica di sostenibilità che non si limita a questo ma tocca anche l’aspetto sociale, sia a livello locale che nazionale. Da tempo infatti abbiamo una solida collaborazione con il Banco Alimentare lavorando per mettere l’organizzazione nelle condizioni di distribuire aiuti sul territorio. Un concetto di solidarietà che è insito nella lunga storia di CLAI. Tutti – ha concluso Delfini – dobbiamo impegnarci per far capire quanta cura e attenzione mettiamo, nonostante le difficoltà, nella gestione delle risorse e nella creazione del prodotto. Questo settore è un’eccellenza italiana che deve essere portata all’attenzione di ogni consumatore”.