La stretta interrelazione tra salumi e discount: chi deve ringraziare chi?

0

Esce oggi il manuale e-book sulle categorie salumi a peso imposto e peso variabile. E’ un vademecum che descrive in modo profondo le vendite delle due categorie in periodi differenti: quelle a peso imposto nell’arco dei 12 mesi con anno terminante aprile 2020, quindi praticamente alla fine del periodo del lockdown, con tutte le implicazioni che questo ha portato nelle abitudini di acquisto nelle due categorie. Quelle a peso variabile dal principio dell’anno sino alla fine del mese di aprile 2020, quindi nel pieno del periodo indicato.

L’analisi riporta le vendite in grande distribuzione sia nei diversi territori che nei diversi formati di vendita. Molte le riflessioni che sono state approfondite nel libro: la prima è relativa alla relazione tra MDD e grandi marche nel peso imposto. E’ in atto una vera e propria rivoluzione con una erosione di quote di mercato impressionante in atto dalle grandi marche alla MDD. Nei vari segmenti (prosciutto cotto, prosciutto crudo, mortadella, salame, etc) si registrano profondi cambi di quote di mercato che sicuramente il periodo del lockdown ha accentuato.

Un altro tema è la drastica riduzione dei consumi della categoria salumi a peso variabile che viene puntualmente registrata e descritta nel manuale. Ulteriore tema è l’evoluzione delle due categorie negli ultimi due anni e nella stretta correlazione con la crescita del format discount, a cui è dedicato anche l’articolo qui sotto, estratto dal manuale per i nostri abbonati.

Infine è molto interessante l’analisi finanziaria inserita nel manuale con un confronto (benchmark) tra i più importanti produttori e fornitori della GDO d’Italia: le aziende analizzate sono Grandi Salumifici Italiani, Fratelli Beretta, Rovagnati, Giuseppe Citterio ed Italia Alimentari. Il confronto finanziario mette a confronto gli ultimi 5 anni di Bilanci e le prestazioni descritte in essi. Non è una categoria di aziende che fanno utili, al contrario, sono giganti d’argilla che la GDO deve seriamente monitorare tutti gli anni.

Il manuale è disponibile su GDONews ed è, come sempre, gratuito per i buyer della GDO del settore e per gli abbonati PROFESSIONAL  e PREMIUM. Si ricorda che nell’apposita sezione STRUMENTI PER I MANAGER è a disposizione la piattaforma GDO BENCHMARK che riporta i bilanci di molte aziende del mercato salumi, dove l’abbonato può in autonomia selezionare fino a 5 imprese alla volte e metterle a confronto. Chi non fosse abbonato ed è interessato all’acquisto, il manuale è in vendita al prezzo di 249€+IVA.

” [..] Alla fine del 2019 in un anno in cui la GDO italiana aveva realizzato un incremento generale al di sotto del 1%, con il discount che invece cresceva di quasi il 5%, si è compreso ancor di più che l’evoluzione del mercato passa attraverso una redistribuzione dei consumatori senza più nette distinzioni tra un formato di vendita e l’altro.

In particolare nella categoria dei salumi le strategie applicate, sino a poco tempo fa, solcavano una netta differenza nell’offerta tra negozi tradizionali (superette, supermercati, ipermercati) e discount.

 

Oggi, e da qualche anno, tutte queste differenze stanno venendo meno, perché approcciate oramai da tutti i formati seppur in modo differente ma tutte con successo.

I salumi sono un’importante categoria dei freschi nella grande distribuzione italiana e la sua profondità, che non trova eguali nel mondo, ha origine dalla profonda produzione regionale nei vari territori d’Italia. La grande bellezza del “bel paese” è proprio questa: la straordinaria differenza che si incontra da una terra ad un’altra.

Non cambia solo la morfologia del territorio, cambia la lingua, cambiano le tradizioni e cambia la gastronomia, e quindi la sua produzione. In tale contesto i salumi rappresentano un aspetto rilevante di questa tradizione e di queste differenze.

Anche prodotti oggi famosi a livello internazionale sono, in verità, il risultato di tradizioni locali: si pensi ad esempio all’offerta che trova origine nella regione Emilia Romagna, come il prosciutto di Parma, la Mortadella oppure la Coppa, ma gli esempi sono molteplici.

Questa è la ragione per cui l’offerta del mass market retail è così variegata nei salumi, è doveroso esprimere qualità e questa si sostanzia oggettivamente, ma anche nella capacità del retailer di offrire un assortimento che sia il più vasto ed originale possibile in un contesto scenico che sia più attrattivo possibile.

Per tale ragione, per la specificità della categoria e per la qualità intrinseca ed estrinseca che devono rappresentarla, i discount hanno sempre sofferto la capacità dei canali tradizionali e la loro capacità a saper interpretare la categoria, al punto di essere capace a fidelizzare la maggior parte dei consumatori.

Lo spazio dedicato ai salumi è sempre stato profondissimo nei canali tradizionali, al punto che le nostre esposizioni sono sempre state oggetto di studio per i retailer esteri che, però, a casa loro non le hanno mai potute riprodurre a causa della forte differenza tra culture; nessuno infatti riesce ad esprimere assortimenti di salumi e gastronomia come i nostri, nemmeno i francesi che, invece, sui formaggi ci tengono testa.

La vastità di offerta nei salumi il Mass Market Retail la esprime anche e soprattutto dividendo il fatturato in due grandi parti: quello ottenuto con le vendite del banco salumi freschissimi (peso variabile) e quelle ottenute con le vendite cosiddette a libero servizio, ovvero nei banchi frigo (peso imposto).

La differenza sostanziale è che nel banco salumi il prodotto è tagliato davanti al cliente su sua espressa esigenza, mentre il banco frigo offre prodotti realizzati dall’industria, con altre logiche di vendita (grammature determinate, logiche promozionali accentuate, stratificazione dell’offerta, etc).

In Italia, nonostante la recente grande crescita delle vendite dei salumi a peso imposto, il fatturato della salumeria (peso variabile) sono ancora largamente superiori, rappresentano più del doppio dell’intero fatturato.

Eppure la crescita della categoria salumeria a peso imposto è sempre più evidente, non solo per le dinamiche psicologiche che hanno coinvolto il consumatore nell’infausto periodo COVID-19, ma anche e soprattutto per la forte crescita che il discount sta compiendo sulla categoria ed in generale grazie alla categoria, e che si esprime nella quasi totalità dei casi, a libero servizio.

Qualche numero: alla fine del 2019

GRAFICI, IMMAGINI E ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI

 

Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui