Nell’ultimo Bilancio pubblicato Esselunga ha perso 45 milioni di euro di utili

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In quest’ultimo articolo dedicato all’analisi delle prestazioni di Esselunga nel triennio 2016-2018 analizzeremo com’ è mutato il profitto aziendale e quali sono state le ragioni. La profonda analisi spiegherà nel dettaglio dove si sono avuti i cambiamenti e perchè il quadro strategico si sia aggiornato durante questo periodo. L’azienda, beninteso, continua sempre ad essere una eccellenza nel panorama distributivo internazionale, non solo italiano, ma è certo che il quadro mutato del mercato, sempre più competitivo, rende sempre più complicato il mestiere anche ad Esselunga. Questo e gli articoli precedenti sono pubblicati in parallelo ad un e-book appena pubblicato ed in vendita nel nostro portale che, invece, mette a confronto le prestazioni di Esselunga con un altro colosso della grande distribuzione europea: Mercadona.

Esselunga non ha mai adottato una politica rivolta allo sviluppo del mercato con molteplici aperture come, forse, si accingerà d’ora in avanti, ma è sempre stata molto attenta alle singole performance dei negozi che apriva, mossi da una sorta di stella polare determinata dall’attenzione ai costi di movimentazione merce, bacini di utenza, qualità delle strutture di vendita. Questa è una premessa fondamentale se si vuole avere una idea piena delle prestazioni degli ultimi tre anni di Bilanci pubblicati per comprendere che, in un mercato in relativa stagnazione, un retailer che non vive le crescite legate allo sviluppo della rete vendite, non sconvolge le sue prestazioni, le quali rimangono sostanzialmente uguali nei ricavi. E’ il caso di Esselunga che se nel 2016 presentava a Bilancio un fatturato pari a 7,43 miliardi di euro, nel 2017 ha registrato un incremento del 1,2% con un fatturato pari a 7,51 miliardi e nel 2018 un incremento del 1,8% con un fatturato di 7,64 miliardi.

Il primo indicatore interessante, nel mettere a confronto le prestazioni dell’azienda nel triennio 2016-2018, è quello del margine commerciale, ovvero la differenza tra vendite ed acquisti delle merci. La sua rilevanza è semplicemente quella di mettere in evidenza il punto dal quale, pagate le merci, si fa fronte alla gestione dei costi aziendali.

Nel dettaglio è da rilevare che il margine commerciale, sebbene sia incrementato dal 2016 al 2018 nel suo valore assoluto, in verità è diminuito dal

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Dott. Giuseppe Di Napoli
Consulente di direzione con 20 anni di esperienza nell’area Finance di industrie e aziende della GDO italiana. E’ stato uno dei più giovani membri del board nazionale dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf, 45 anni di attività, 1.000 associati), per la quale ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Valutazione d’Azienda e di Business. E’ Autore di numerosi saggi in tema di Valutazione d’Azienda e Rischio Finanziario. E’ docente in materia di analisi finanziaria. Supporta la direzione finanziaria e la direzione crediti delle aziende clienti, curando fra l’altro lo sviluppo di modelli di calcolo del rischio finanziario di clienti e fornitori strategici.

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