Le vendite della GDO del primo trimestre sono state fortemente influenzate dalla tragedia dell’epidemia. In un momento di impressionante incertezza economica, questo è infatti l'unico settore che, almeno momentaneamente, si può considerare salvo da questi terribili eventi. Inoltre, l’esposizione ai rischi conseguenti da contagi “in aerosol” possibili nei supermercati ha portato i suoi operatori ad assurgere ad un ruolo rilevante nella comunità sociale.
Dentro questo quadro, si sono registrate crescite importanti in moltissime categorie merceologiche, ma anche cali evidenti in altre. Oggi, in particolare, ci occuperemo della categoria vini e del suo andamento nel 2020 prima del 16 febbraio, ovvero prima del cambio delle abitudini di consumo provocate dal virus, e durante il corso dell’epidemia con focus sui due step: i 40 giorni dell’epidemia, che comprendono il periodo che va sino alla fine del mese di marzo, e l’ultima settimana del trimestre, che ha vissuto una forte inversione di tendenza nel canale off line, ma non nell'E-Commerce.Un'analisi, quindi, sulle oscillazioni che si sono avute a causa del radicale cambio dei consumi dell'ultimo periodo.
Vi sarà poi modo, in un libro di prossima pubblicazione, già prenotato da diversi buyer della grande distribuzione che lo riceveranno in regalo, di affrontare l’andamento della categoria in Grande Distribuzione durante lo scorso anno e negli ultimi mesi oggi ci vogliamo soffermare
Come molti sapranno, la categoria vino si suddivide in diverse sottocategorie che, a differenza di come vengono classificate dalla produzione, sono ripartite per destinazione d’uso: troviamo quindi il vino comune, il vino DOCG italiano, il vino estero, i vini liquorosi esteri, i vini liquorosi italiani ed il vino IGP italiano.
Un’altra grande differenza tra i produttori e la grande distribuzione è relativa alla misura delle vendite: il produttore fa riferimento ai litri, mentre la GDO considera valore delle vendite e il volume, inteso come pezzi venduti.
Come si vedrà sotto, in tema di sotto-categorie, la metà ha incrementato il fatturato rispetto all’anno precedente, mentre l’altra è invece calata. Andiamo nel dettaglio.
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