Lidl chiude un Cedi in piena zona rossa. Pronta risposta all’emergenza in atto

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Lidl con i suoi oltre 650 punti di vendita è presente in tutte le Regioni d’Italia ed i suoi 10 Centri Logistici sono disseminati in molti territori. Purtroppo il paziente 1 del Coronavirus ha provocato l’immediata chiusura dei Comuni della cosiddetta Zona Rossa dove, purtroppo, l’azienda di Arcole ha punti vendita che un Cedi.

Il contraccolpo delle attività operative è stato così traumatico sin dal primo giorno per Lidl che si è trovata, immediatamente, a fronteggiare una situazione caotica, disordinata ed imprevista dove il Ministero da un lato, e gli organi pubblici locali dall’altro, in una serie di rimpalli e correzioni di decreti, hanno portato a decisioni molto difficili che l’azienda ha immediatamente attuato.

“Noi siamo stati colpiti in modo diretto ed immediato perchè abbiamo un centro logistico e due punti di vendita nella zona rossa – spiega Alessia Bonifazi, Responsabile della Comunicazione del Gruppo – il venerdì (21 Febbraio, ndr) quando si è avuto il primo caso di contagio a Codogno, immediatamente il Ministero della Salute aveva emanato una serie di prescrizioni per contenere la diffusione del contagio, tra cui la chiusura immediata dei locali pubblici, così il giorno stesso abbiamo ottemperato alla chiusura sia dei due negozi rientranti nei Comuni in zona Rossa (Codogno e Casalpusterlengo) che del nostro Cedi di Somaglia (LO). Inoltre nel decreto si era inizialmente spiegato che i lavoratori residenti nella zona rossa non si dovevano recare sul posto di lavoro. Il giorno dopo i Sindaci dei due comuni interessati ed il Prefetto di Lodi hanno, invece, spiegato che i supermercati erano un servizio di pubblica utilità e dovevano rimanere aperti, cosa che abbiamo adempiuto. La situazione, però, è stata davvero caotica.

D: La chiusura di un Cedi è un colpo quasi mortale a qualsiasi organizzazione aziendale, come avete reagito?

R: E’ stato tutto molto rapido ma per fortuna abbiamo reagito con grande velocità. Il Cedi chiuso serviva i 70 negozi delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna. In conseguenza della forzata inattività abbiamo deciso, in primis, di regalare la merce con scadenze a breve termine, altrimenti destinata all’inutilizzo. Abbiamo chiamato la Protezione Civile e la Caritas per donare loro tutto ciò aveva breve scadenza ed anche altro, ma gli stessi beneficiari si sono trovati in difficoltà perchè non sapevano come stoccare quella quantità di merce.

D: Come vengono serviti in negozi che appartengono alla competenza del Cedi Chiuso?

R: I negozi sono stati immediatamente e prontamente suddivisi sulla competenza su altri tre Cedi a seconda della loro ubicazione. I magazzini interessati alla soluzione della situazione di emergenza sono quello di Arcole, dove si trova la nostra sede, ma anche quelli ubicati in provincia di Novara ed in provincia di Ravenna.

D: I vostri uffici, pur non appartenendo alla zona rossa, stanno aggiornando le metodologie lavorative alla luce delle nuove disposizioni che il Governo ha emanato per superare lo stato di crisi?

R: Noi avevamo iniziato, ai primi di febbraio, un progetto pilota sullo smart working. Era una sorta di test con una fascia ristretta di persone. Dopo le misure di prevenzione emanate dal Governo e tra queste appunto anche le misure eccezionali sulla normativa del Lavoro tra cui la possibilità del lavoro da casa, il progetto pilota è stato assurto a regola, in conseguenza di ciò tutte le persone che potevano prestare attività lavorative da casa lo sta facendo. L’evoluzione e la propagazione del virus impone non solo al Governo, ma anche alle aziende, aggiornamenti continui. Si pensi che in due giorni il nostro ufficio IT ha programmato, per eseguire lo smart working, quasi 200 personal PC. Inoltre abbiamo preparato una comunicazione interna ai nostri 16.500 dipendenti, in tutta Italia, spiegando la situazione che si era creata e come ci stiamo organizzando. Approfittando della comunicazione abbiamo, così, ricondiviso il decalogo del Ministero della Salute sulle norme di prevenzione e di igiene personale.

(foto di Corrado Bertozzi/Elite per Reggionline: clienti in attesa in zona rossa)

 

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