Birra: un settore dove la marginalità è esplosa. Parlano i manager delle aziende leader

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In mondo della birra in Italia è in profonda trasformazione e le multinazionali che dominano il mercato ne hanno piena e chiara coscienza. Sono oramai quattro anni che sia produzione che consumi sono in costante crescita, sono però le multinazionali che stanno giocando la partita più importante. Nel Libro in pubblicazione sul nostro portale, dove vengono analizzate le vendite della GDO nel 2019, e dove vengono verificati i trend degli andamenti delle aziende leader di mercato, si spiega sia quali incrementi si stanno compiendo nel mass market retail, ma sopratutto è molto interessante analizzare le forti crescite sia dei fatturati quanto delle marginalità operative dei leader di mercato. La categoria Birra presenta in Italia, infatti, una situazione di eccezionale splendore se si considerano le crescite dei Bilanci delle grandi aziende.

Andrea Tortella, Sales Director Off-Trade Italy di Anheuser-Busch InBev

Nei canali ON e OFF i leader di mercato hanno la necessita di captare le nuove esigenze dei consumatori e tradurle in opportunità di vendita. Lo spiega bene Andrea Tortella, Sales Director Off-Trade Italy di Anheuser-Busch InBev “La cultura birraia in Italia sta crescendo, anche se ancora lontana dai livelli del resto di Europa. Questo trend si legge anche nell’allargamento degli assortimenti della Grande Distribuzione, soprattutto sulle birre speciali e premium, i segmenti che guidano la crescita della categoria. Si tratta comunque di una crescita sana: nonostante il segmento sia molto promozionato, la crescita a valore supera la crescita a volume. Il consumatore, insomma, beve meglio.”

Davide Gibertini, Sales Director di Birra Peroni

Anche il Sales Director di Birra Peroni Davide Gibertini spiega che “Il mercato è cresciuto con l’arrivo e il successo delle birre artigianali, che non mostrano segni di flessione, e hanno dato nuova spinta alla crescita della cultura birraria in Italia, favorendo così la scoperta delle birre speciali da parte di una fascia più ampia di consumatori. Inoltre si è accentuato sempre più il consumo in occasione dei pasti, anche al ristorante e non più solo in pizzeria, con l’introduzione di abbinamenti, menù degustazione e “verticali” di birre. Il consumatore si è dimostrato pronto e ricettivo verso questa tipologia di offerta, infatti il consumo pro-capite degli italiani è aumentato del 3,4%, (nel 2018 si è attestato a 33,6 litri pro capite) e questo ha influito sull’aumento della produzione nazionale che si è attestato a 4,7%”

Dall’altro lato anche la GDO si sta profondamente rivoluzionando grazie alla forte ascesa dell’offerta dei Discount. Come si coniuga la grande forza delle multinazionali nel dominio delle vendite in GDO con la grande ascesa di un canale di vendita che tende a non contemplare grandi marche?

Andrea Tortella (Anheuser-Busch InBev) ammette che il Discount “È il canale più in crescita all’interno del mass market, figlio anche dell’ingresso di nuovi player e per effetto di nuove aperture. Ovviamente lo guardiamo con attenzione, ma avendone chiaro il ruolo nel mercato e nella categoria.” Anche Davide Gibertini di Birra Peroni ne ammette l’evoluzione “Certamente, oggi il discount sta vivendo un’evoluzione della propria proposizione sul mercato, grazie al restyling dei punti vendita verso un concetto più vicino al supermercato e a una dinamica assortimentale molto attenta alle necessità degli shopper. Questa evoluzione porta il discount ad essere sempre più presente nelle scelte delle famiglie italiane ed è il sottocanale più in crescita nella GDO; cresce del +5% vs una GDO al +0.8% nel 2019 YTD. Per questo per i nostri brand può rappresentare un ottimo veicolo per costruire penetrazione e trial.”

Cosa stanno facendo le multinazionali per portare a sé questo fenomeno evolutivo generato da questa grande consapevolezza del consumatore da un lato e dalla proliferazione delle birre artigianali dall’altro?

Lo spiega Davide Gibertini di Birra Peroni “Puntare su innovazione della gamma di prodotti e qualità delle materie prime è stata certamente la strategia vincente, che ha seguito l’evoluzione delle abitudini di consumo dei clienti, sempre più informati e consapevoli dei prodotti che scelgono di acquistare.”

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