domenica 18 Gennaio 2026

I Category killer del Veneto: Tosano, Lando, Rossetto e Martinelli, redditività a confronto

In questa pubblicazione (prima di due puntate) metteremo a confronto i bilanci delle aziende  Rossetto trade, Supermercati Tosano, Lando F.lli e Supermercati Martinelli, dalle loro redditività, ai loro costi ai loro profitti.

Il Veneto è un territorio molto particolare, in termini di Grande Distribuzione Organizzata, dove l’attenzione delle imprese retail alla propria efficienza, ai costi ed anche alla competitività dei prezzi al pubblico è (quasi) sempre stata massima. Dentro questo ambiente hanno potuto trovare una logica la crescita di alcune aziende in passato tutte appartenenti al Gruppo nazionale C3, salvo il cambio di Tosano di qualche tempo fa (verso Vegè).

Si tratta di imprese GDO che in termini di dimensioni sono inferiori alle grandi aziende che abbiamo studiato parlando degli Ipermercati, ma sono modelli assolutamente interessanti sia per gli ottimi indicatori di Bilancio sia per l’originalità dell’offerta che, di fatto, distingue queste imprese da tutto il panorama nazionale.

Si pensi che le quattro aziende, in totale, nella loro somma hanno appena 69 punti di vendita ed i rispettivi cedi distano tra loro appena 100 km.

Quattro aziende, con quattro offerte differenti spesso in concorrenza tra loro, ma che rappresentano, assieme, una grande anomalia nazionale nel tipo di offerta, nel concetto di fare retail e nella qualità dell’attività svolta.

Rossetto Trade consta di 24 punti di vendita, concentrato nel business dei grandi supermercati, ma conosciutissimo per il suo Ipermercato nel Centro Commerciale La Grande Mela. Il Gruppo Tosano consta di 14 ipermercati, tutti a gestione diretta, e circa i 3000 dipendenti. Iper Lando di 13 ipermercati e supermercati Martinelli di 13 punti di vendita.

Le loro offerte hanno tutte alcuni minimi comun denominatori che le distinguono nettamente dal resto del mass market e nel dettaglio sono:

  1. Un approccio alle grandi marche di tipo speculativo, con una presenza a scaffale assolutamente marginale rispetto alle quote di mercato espresse e con una logica di assoluto vantaggio del retailer.
  2. Una grande presenza di marche followers, di aziende meglio note per essere buoni fornitori per progetti di MDD.
  3. Un grande rispetto ed una grande attenzione ai freschi e freschissimi ma in una logica che, nelle grandi strutture, unisce una offerta C+C all’offerta Consumer.
  4. Un basso attaccamento al territorio.
  5. Una presenza molto bassa della MDD, in qualche caso nulla.

La domanda che vale la pena porsi è: tutta questa attenzione al prezzo, con questi negozi tutti di proprietà alla fine porta a risultati economici positivi oppure sono aziende in attivo ma con un indice di rischio alto?

Questa pubblicazione rivelerà la vera “dark side” di un modello di business originale, territoriale e difficilmente ripetibile.

Partiamo dai fatturati

Nel 2013 delle quattro aziende Iper Lando era la più grande con 485 milioni di euro, seguita da Supermercati Tosano con 413 milioni. Rossetto Trade era a 364 milioni e Supermercati Martinelli a 265 milioni.

Tutte e quattro le aziende sono cresciute in un periodo molto difficile, infatti la crescita media di tre aziende su quattro è stata dal 4,1% al 7,2%; solo Tosano ha avuto una evoluzione rilevante producendo un dato annuo medio dei 17,2%. Questa crescita media, in verità, è il frutto della strategia degli ultimi anni che vede il Gruppo acquisire ipermercati di oltre 5.000 mq, ovvero il format che dovrebbe essere in crisi, ed inserire oltre 40.000 referenze e fare eccezionali volumi.

La crescita di Tosano a tre anni è infatti stata del 42,7% e nel solo 2017 del 26,1%. Beninteso, tutte e quattro le aziende crescono molto bene, in un mercato che cala, e lo fanno con un approccio metodologico che sta a metà tra l’offerta del discount e quello dei supermercati (vedi articolo su Tosano).

La numerica dei negozi, nei cinque anni, è cambiata poco per tutti, forse per Tosano leggermente di più, soprattutto in termini di numerica metri quadrati.

Alla fine del 2017 le quattro aziende si presentavano sul mercato con una limitata numerica di punti di vendita rispetto alla media dei concorrenti del territorio, ma con una metratura media per punto di vendita che dai 2045 mq di Supermercati Martinelli e 2502 di Rossetto Trade, passa ai 3717 di Lando ed ai 4810 di Tosano.

Le Redditività

L’azienda con dimensioni più rilevanti delle quattro alla fine del 2017 è senza dubbio la Supermercati Tosano di Cerea che in soli cinque anni è passata da 413 milioni di euro nel 2013 a 782 milioni. La media del fatturato per punto di vendita è di 55,882 milioni di euro per i negozi di Tosano, 44 milioni circa per i negozi di Lando, al terzo posto si posizionano i negozi di Supermercati Martinelli il cui fatturato medio è di quasi 26 milioni di euro ed infine i negozi di Rossetto che fatturato, in media, 20 milioni di euro.

La redditività per dipendente non vede, però, Tosano al primo posto nella graduatoria speciale. Infatti Supermercati Martinelli è l’azienda che ha la più alta redditività (433 mila euro per ogni dipendente) seguita da Lando con 401 mila euro per dipendente. Rossetto nella speciale graduatoria è terzo e quarto proprio Tosano con 292 mila euro per dipendente.

 

Passiamo alla redditività per metro quadrato: anche qui chi prevale è Supermercati Martinelli che con quasi 13.000 euro per metro quadrato risulta l’azienda più performante. Con 11.800 euro segue Iper Lando e con 11.600 euro Supermercati Tosano. Rossetto Trade si esprime con valori più vicini alla media della GDO con 8.000 euro per metro quadrato.

Il Margine Commerciale

Fatto 100 il fatturato prodotto dalle quattro aziende in media il valore dell’investimento nell’acquisto delle materie prime è del 77,9% con un margine commerciale puro (medio) equivalente al 22,1%. Nel dettaglio l’azienda con il miglior margine commerciale è Rossetto Trade con il 25,9%, seguita dai Supermercati Tosano con il 24%. A seguire Iper Lando con il 20,7% ed infine Supermercati Martinelli con il 17,7%.

Da ciò si evince come l’attenzione alla massima produttività per dipendente della Supermercati Martinelli sia determinata dalla forte competitività con cui si pone sul mercato e che la costringe a lavorare con margini risicati.

Abbiamo, però, visto che la GDO italiana è abituata a bilanciare i profitti derivanti dalle vendite al dettaglio con quelli derivanti dalle negoziazioni con i fornitori, inserendo molte entrate nella voce “Altri Ricavi Operativi”.

Le quattro aziende del presente Benchmark non adottano tale sistema quindi la parte attiva dei profitti deriva esclusivamente dal fatturato, che rappresenta l'elemento che deve garantire la copertura di tutti i costi di gestione.

Nel dettaglio il margine commerciale più rilevante è quello di Tosano (187,7 miloni di euro) seguito da quello di Rossetto (124,6 milioni di euro), poi quello di Lando (118 milioni di euro) ed infine Supermercati Martinelli con 59,5 milioni di euro.

Nella prossima pubblicazione verificheremo se tali profitti saranno sufficienti a coprire tutti i costi e valuteremo il business delle quattro aziende venete nella loro interezza.

 

 

 

 

 

 

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Dott. Giuseppe Di Napoli
Dott. Giuseppe Di Napolihttps://www.numeridivalore.it/
Consulente di direzione con 20 anni di esperienza nell’area Finance di industrie e aziende della GDO italiana. E’ stato uno dei più giovani membri del board nazionale dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf, 45 anni di attività, 1.000 associati), per la quale ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Valutazione d’Azienda e di Business. E’ Autore di numerosi saggi in tema di Valutazione d’Azienda e Rischio Finanziario. E’ docente in materia di analisi finanziaria. Supporta la direzione finanziaria e la direzione crediti delle aziende clienti, curando fra l’altro lo sviluppo di modelli di calcolo del rischio finanziario di clienti e fornitori strategici.

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