La storia di Aldi in Italia si gonfia sempre di più e rischia di esplodere ancor prima di veder aperto un suo punto di vendita. In Germania, terra di presuntuosi e falsi efficienti, gli analisti del retail sono incuriositi dalla nuova sfida che si apprestano ad ingaggiare i due colossi del mondo Discount. Secondo la rivista Lebensmittel Zeitung, confermato anche da voci di persone locali del territorio di Tolmezzo nel mondo bancario, Aldi starebbe negoziando per l’acquisto del Cedi delle CoopCa di Amaro, che come si sa è in procedura concordataria.
Aldi Sud, attraverso la controllata austriaca Hofer, ha già aperto la sua sede italiana a Verona e già da tempo sta effettuando selezioni del personale. Molti buyer del canale discount si sono già presentati ed effettuato colloqui. Alcune figre sono già state individuate, soprattutto in quelle di vertice, e da Dicembre pare vi sia stata una netta accelerazione per la chiusura delle selezioni.
Dalla Germania si interrogano circa i metodi con sui Aldi intenderà aprirsi il mercato in Italia, ovvero se intende ripartire da zero, sapendo che Lidl ha già costruito un impero consistente in 570 negozi e un fatturato annuo stimato lo scorso anno di € 3,6 miliardi di euro.
Il fenomeno Lidl è studiato attentamente da Aldi, che già al principio degli anni ’90 abbandonò l’idea di un posizionamento nel nostro Paese per problematiche legate alla “chiarezza delle regole”, infatti secondo loro c’era eccessive difficoltà legate alla legislazione territoriale.
Di fatto Lidl queste paure non le ha avute ed ha seccamente smentito gli intimoriti avversari se è vero, com’è vero, che a parte aver aperto quasi 600 negozi, negli ultimi 5 anni è cresciuto mediamente del 7% all’anno.
Tale crescita ha portato l’azienda tedesca, vestita (somiglia più ad una maschera di carnevale) da supermercato italiano, a dichiarare di voler effettuare investimenti per circa 1 miliardo di euro dal 2016 al 2020.
Secondo gli spocchiosi tedeschi da un confronto di produttività delle vendite, emergerebbe che Lidl sarebbe quasi due volte più efficiente del numero due del mercato italiano Eurospin.
Cari tedeschi intanto il numero 1 è Eurospin ed il numero 2 è Lidl, poi la lettura dei Bilanci non è una opinione, sono numeri, e se compraste le pubblicazioni del nostro analista dott. Giuseppe Di Napoli, vi accorgereste che così non è, anzì è esattamente il contrario.
La rivista tedesca, in questo articolo a cui stiamo facendo riferimento, esprime la qualità di Lidl su Eurospin, citando un altro dato che può davvero dare una chiara sensazione della potenza di Lidl contro “l’incapace” Eurospin: infatti pensate, cari lettori, che su Facebook, secondo la rivista tedesca, Lidl vanta ben 1,4 milioni di like mentre Eurospin, con il doppio dei punti di vendita (perlomeno questo lo ammettono) non arriva a 71 mila like.
Avvertite subito i manager di Eurospin, dopo questa notizia il fallimento è vicino.
Insomma, nel delirio della rivista Lebensmittel Zeitung, talvolta si affacciano riflessioni più aderenti alla realtà. Si ricorda che Aldi ha sempre preferito una crescita organica rispetto alle acquisizioni, pur non disdegnando queste ultime (eclatante fu per esempio l’entrata negli USA con l’acquisizione della catena Benner Tea). Per tale ragione l’attenzione si sposta sulle possibili catene disposte a vendere.
L’ipotesi che la rivista tedesca da come più accreditata è quella di una acquisizione
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