Adesso è ufficiale: CRAI e SMA hanno determinato un accordo sugli acquisti e non solo

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    Lo avevamo scritto in periodi non sospetti che attorno a CRAI le voci di nuovi accordi si stavano moltiplicando. Si pensava, in verità, ad accordi posti in essere tra gruppi italiani ed invece (come peraltro un nostro lettore ci aveva segnalato in un suo commento) l’accordo era con il gruppo SMA-Auchan. L’elemento interessanto di questo accordo è il fatto che la sinergia tra le due insegne avrà come finalità anche l’incremento della quota relativa al master franchising del gruppo SMA (dove i poli distributivi Crai potranno, per diversificare la tipologia di punti vendita, sviluppare le insegne del gruppo Sma nel loro territorio di appartenenza). Bisogna infatti ricordare che il Gruppo CRAI Secom consta attualmente di 3.125 PdV per un fatturato complessivo di 3 miliardi di euro contro i 4 miliardi sviluppati da SMA con 1.500 PdV . Altra considerazione riguarda, invero, la Supercentrale Intermedia: in virtù di tale accordo Intermedia diventerà la seconda centrale d’acquisto in Italia con una quota di mercato che salirà dal 18,3% al 20,2%, permettendo così ai due gruppi di spuntare prezzi migliori. “Quello presentato è un accordo molto importante non solo per i punti vendita Crai e Sma che complessivamente saranno più di 4.500, ma per tutta la filiera produttiva della grande distribuzione”, ha dichiarato Emanuele Plata direttore generale Crai Secom durante la presentazione dell’accordo. “L’accordo oltre ai vantaggi per i consumatori, permetterà di far fronte al calo della crescita della grande distribuzione. In base alle indagini di mercato infatti nel 2007 la crescita si è fermata anche a fronte di uno sviluppo esterno, ovvero acquistando o aprendo nuovi punti vendita. E’ dal 2004 invece che a parità di perimetro non si cresce più”, ha affermato Antonello Singaglia direttore generale Sma.

    3 Commenti

    1. Di male in peggio !!
      A questi gruppi interessano solo le quote di mercato , del consumatore ZERO ASSOLUTO.
      Importante , per l’assunzione di un buyer in Auchan o Carrefour , e’ che costi poco o sia un stagista , se poi non sa neppure cosa sia il pomodoro S.Marzano, non fa niente , tanto deve presentarsi al fornitore minacciarlo di delistarlo ed estorcergli dei danari.
      Gli inserimenti si fanno via e-mail ,l’importante che ci siano importanti contributi d’inserimento per chiudere i bilanci a fine anno.
      Se poi l’olio extra vergine e’ fatto da un bravo chimico e le olive le ha viste in foto non c’e problema , se la passata e’ fatta con il concentrato cinese non c’e problema , se il vino e’ prossimo ad un altro scandalo perche’ di uva non se ne parla (metanolo) non c’e’ problema.
      E questi signori che pensano di saper fare il buyer anche LAUREATI ( in Esselunga non potrebbero essere assunti neppure come rifornitori di scaffale) poi se ne vanno in altri gruppi a fare dei gran danni .
      Povero consumatore , non ha speranze !Speriamo nella Gabanelli e in Reporter perche’ in Italia e’ scandaloso quello che succede in GDO.

    2. Sisa dal 2010 in Intermedia con la stessa soluzione di Crai ?? quale futuro per Sisa ? ancora compatto o qualche consorzio esce da SISA ?

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